Fulmini 19/10/2011, 19 ottobre 2011
SPORTEGOLANDO 20111019
MIRACOLO. «È una stagione molto dura con tutti e due i titoli mondiali già assegnati. Cerchi sempre di fare il meglio, ma la situazione non è eccitante. Per vincere ci vorrebbe un miracolo, possiamo lottare per arrivare terzo, quarto o quinto, dipende dalle circostanze» (Fernando Alonso, pilota Ferrari).
SCALATORE. «Molti dicono che il prossimo Giro d’Italia sia facile. Ma non è vero. È meno duro dell’ultimo, ma ci voleva poco. Però l’aggettivo “morbido” è sbagliato. Le salite vere ci sono, concentrate nell’ultima settimana, ed è senza dubbio un bene per il pubblico. È vero anche che ci sono ben 72 chilometri a cronometro, però a decidere saranno le salite. Vincerà un corridore completo, ma pur sempre uno scalatore» (Gianni Bugno, oggi presidente mondiale dei ciclisti).
POLITICA. «Non penso che potrete mai chiamarmi senatore. I repubblicani hanno fatto di tutto per bloccarmi basandosi sulla storia per cui per candidarsi in uno stato devi essere residente lì da almeno quattro anni. Una storia infinita piena di ricordi, ma io ho detto basta, me ne vado, niente politica. Volevo rendermi utile, tutto qui, ma ho altri modi per farlo» (Carl Lewis, plurimedagliato olimpico e mondiale).
OBIETTIVI. «Spero di rimanere a Roma fino al 2014. Poi spero di giocare la coppa del mondo. E poi basta. Chi conosce le mie ambizioni sa bene che questi obiettivi mi stimolano» (Miroslav Klose, al primo anno con la maglia della Lazio).
CAMBIAMENTI. «Agli ottavi del Mondiale 2010 ho arbitrato Messico-Argentina. Ma tutto è andato storto. Ho fatto molti errori. Negli spogliatoi mi sono sentito svuotato e senza stimoli. Avevo preparato come un ossesso il Mondiale. La finale era alla mia portata. Ho chiamato mia moglie e siamo rimasti in silenzio. Lì ho capito che non avrei più arbitrato. E poco dopo arrivò la proposta dei russi» (Roberto Rosetti, ex arbitro italiano, oggi responsabile del settore arbitrale russo).
CORAGGIO. «Era tanto che sognavo di fare highlining sulle Dolomiti, ma volevo una linea speciale per lasciare tutti a bocca aperta. E abbiamo teso la fettuccia di nylon di 25 millimetri a 500 metri d’altezza proprio sulle Tre Cime. Che, tra l’altro, sono famose anche per la friabilità della roccia» (Reinhard Kleindl, campione di highlining).