Fulmini 18/10/2011, 18 ottobre 2011
SPORTEGOLANDO 20111018
FILOSOFIA. «Il problema del calcio italiano è al livello “filosofico”. Negli ultimi anni avete investito solo sui giocatori, nulla negli stadi e nelle infrastrutture. E ora pagate. Noi dopo l’Europeo del 2000 avevamo un problema di qualità calcistica, così si è deciso di cambiare: abbiamo avuto un approccio filosofico, alla tedesca, che sta dando i suoi frutti. E il movimento è ripartito» (Karl Heinz Rumenigge, oggi presidente del Bayern Monaco).
SCOMPARSA. «L’atletica in America è morta e nel mondo sta morendo. Non ci fossero gli sponsor a mantenere gli atleti e a finanziare gli eventi sarebbe tutto già finito già da un pezzo. Avete visto le immagini dell’ultimo mondiale in Corea? La parte superiore dello stadio era vuota. E anche nella tv americana l’atletica è scomparsa. C’è il poker, ma non le nostre gare» (Carl Lewis, leggenda dell’atletica leggera).
TIFOSI. «Da piccolo in Italia giocavo anche a calcio. In porta, perché avevo le braccia lunghe e con i piedi ero scarsissimo. Mio papà teneva all’Inter, io al Milan, una sorella alla Juve, l’altra alla Fiorentina, mamma al Napoli: alla domenica era un casino!» (Kobe Bryant, stella mondiale del basket).
EMOZIONI. «A 18 anni mio padre, napoletano emigrato a Monaco, cercò il numero di telefono del calcio Napoli e telefonò da una cabina. Al secondo tentativo lo ascoltò un dirigente delle giovanili: si poteva presentare per un provino, ma nessuno gli avrebbe pagato le spese. Prese subito il treno da Monaco a Napoli. Ma il provino non andò bene. Quel giorno mio padre promise a se stesso che i suoi figli avrebbero fatto i calciatori. E io domani sera giocherò al San Paolo!» (Diego Armando Contento, terzino del Bayern Monaco).
STRABORDANTE. «Ottenere un Mondiale è già qualcosa di speciale, ma pochi possono avere il privilegio di trionfare nel Gp di casa e di festeggiare con la propria famiglia: ho talmente tante emozioni che tutto mi straborda da dentro. Probabilmente solo a febbraio, quando nascerà mio figlio, proverò una sensazione più bella di questa» (Casey Stoner, secondo titolo mondiale di motoGp).
GIRAMONDO. «Il Daghestan? Io sono un cittadino del mondo. Sono qui per far felice la gente. E poi vivo a Mosca, dove non mi manca nulla» (Samuel Eto’o, alla prima stagione nell’Anzhi).