Fulmini 15/10/2011, 15 ottobre 2011
SPORTEGOLANDO 20111015
RICOMINCIARE. «Ho sempre detto che sono un difensore centrale, ma per il bene della squadra finisco sugli esterni. Provate a chiedere a Maicon di fare il centrale o a Samuel di agire da terzino. Ma comunque dobbiamo lasciarci alle spalle la brutta sconfitta contro il Napoli. Nelle prime gare stagionali abbiamo subito troppo, dobbiamo serrare i reparti, perché poi i gol li facciamo. La classifica al momento è brutta, ma non la guardavamo neanche quando eravamo primi. È questa la forza dell’Inter» (Cristian Chivu, all’Inter dal 2007).
SIMPATIA. «Tutto può sempre migliorare, nelle ultime partite si è vista una crescita generale e più convinzione in campo, ma c’è ancora molto da lavorare. E adesso affrontiamo l’Inter. Per me sono sempre state delle belle partite, di alta classifica, e quella nerazzura è la squadra alla quale ho segnato di più, quindi è proprio una squadra simpatica» (Vincenzo Montella, allenatore del Catania).
MEDICO. «Fino a 45 giorni fa per me guidare una squadra a Milano contro i rossoneri era il sogno, oggi è la realtà. Quindi un po’ d’emozione ci sarà perché andrò al Meazza non più da spettatore come in tutte le altre occasioni, ma dentro il rettangolo di gioco, da protagonista. Come a Roma, farò sedere il dottore vicino a me, non si sa mai» (Denis Mangia, allenatore del Palermo).
AQUILA. «Il mio derby più bello è stato l’ultimo, con la prima doppietta alla Lazio. Se fosse per me andrei in panchina in borghese, ma dopo i problemi che ci sono stati in un Lazio-Roma quando ero infortunato, meglio evitare. La vedrò da casa, giocano in casa loro, me dovessero mena’. Non so se l’aquila Olympia potrà volare…Andasse a mare a farsi un giro, ci sono i gabbiani, tanto sono uguali!» (Francesco Totti).
CICLI. «Il Napoli se perdesse Hamsik e si trovasse spiazzato sarebbe solo colpa sua, perché un club deve prevedere tutto: partenze e infortuni. Non c’è differenza al livello di città tra Napoli e Barcellona: oggi il Napoli fa mercato da top club. Non deve preoccuparsi se altre società sono interessate ai suoi giocatori. Ogni giocatore ha il suo ciclo in un club, e quando sarà finito è giusto che vada via. I grandi club non devono avere queste paure» (Mino Raiola, procuratore di Hamsik).