Fulmini 13/10/2011, 13 ottobre 2011
SPORTEGOLANDO 20111013
STANCHEZZA. «Spero di trovare continuità con la Nazionale, giocare tre anni al massimo, fare un buon Europeo, un buon Mondiale e poi voglio smettere: fine, stop, faccio altri due o tre figli e mi godo la famiglia. Fuori dal mondo del calcio: oltre a giocare non so far niente, cosa mi metto a fare, l’opinionista? Stressato? Diciamo che ora sono un po’ stanco della routine, e poi da 13 anni e mezzo ogni cosa che faccio è un problema» (Antonio Cassano).
PALLONE D’ORO. «Non credo che soffriamo di vertigini. Dobbiamo dimenticare quello che abbiamo fatto, vivere di entusiasmo e concentrarci una gara alla volta. E poi noi abbiamo Totò Di Natale. Non so quale sia il criterio per la composizione delle liste per il Pallone d’oro, ma so che Totò ha vinto per due anni consecutivi la classifica cannonieri nel campionato italiano, traguardo piuttosto complicato dato che è riuscito a pochi, ha dimostrato di essere un grande e per me e per tutto il nostro territorio rappresenta il top» (Francesco Guidolin, allenatore dell’Udinese).
ICONA. «Mi piacerebbe vincere la terza Champions con la terza squadra: se ci riuscissi mi guadagnerei un posto speciale nella storia del calcio. I miei calciatori del Real Madrid si considerano delle icone del calcio e vedono me assolutamente nella stessa maniera. Del resto sarebbe difficile gestire uno spogliatoio del genere senza essere un’icona del calcio» (Josè Mourinho).
RITORNI. «Non ci credo nemmeno io, ho fatto una gara esagerata. Pochi credevano in me, mio padre neanche è venuto. Soprattutto voi giornalisti mi davate per finito. Io ho vinto un’Olimpiade, un Europeo e un Mondiale, cosa posso volere di più? È vero che la vita di un atleta ha alti e bassi, adesso è il momento di ringraziare chi mi ha supportato e sopportato. E poi non sono più quel ragazzaccio irrequieto come tutti mi dipingono» (Aldo Montano, oro mondiale nella sciabola).
TRANCE. «A 37 anni riesco ancora a mantenermi fisicamente, ma non è solo quello. È quando ti guardi allo specchio e decidi di volerti bene. Stasera ho giocato la mia scherma. Volevo il titolo, ho combattuto in trance anche perché vengo da un anno difficile. Dedico la mia vittoria a tutti quelli che passano momenti difficili» (Valentina Vezzali, oro mondiale nel fioretto).