Fulmini 7/10/2011, 7 ottobre 2011
SPORTEGOLANDO 20111007
CONVOCAZIONE. «Agli ultimi europei, non sono stato convocato. Quando sono arrivato alla Lazio ero sicuro che la nuova squadra mi avrebbe aiutato a riprendere il posto in Nazionale. Anche per questo ho accettato di trasferirmi in una grande società del campionato italiano» (Djibril Cisse, alla prima stagione alla Lazio).
SACRIFICIO. «Totti è infinito. Prendete il suo nuovo ruolo. Dopo gli ultimi anni giocati da centravanti o quelli in cui comunque ha fatto la seconda punta, adesso occupa una posizione diversa. Che lui già conosceva. Ma è la sua disponibilità che va messa in evidenza. Perché, arretrando, di sicuro il dispendio di energie è maggiore» (Gigi Buffon).
ULTRA’. «I tifosi della Stella Rossa di Belgrado sono felicissimi di accertarmi anche se sono il primo croato su questa panchina. E io ne vado molto fiero. Gli hooligans sono un problema dappertutto, non solo in Serbia. Anzi qui stanno lavorando bene per limitare il problema. Un poco alla volta e le cose migliorano» (Robert Prosinecki, primo allenatore croato di una squadra serba).
FEDE. «Mi ruppi il legamento crociato al Mondiale Under 20 contro la Francia. Col tempo ho capito quell’infortunio è stata la mia fortuna: da egoista ed egocentrico che ero, diventai la persona che sono oggi, più generosa e disponibile. E proprio quell’anno conobbi la ragazza che sarebbe diventata mia moglie» (Tomas Guzman, attaccante del Piacenza , ex promessa delle giovanili della Juve).
RIGORI. «Ho sentito che il Fulham ha multato di 500 euro il suo centrocampista Pajitim Kasami perché ha sbagliato un rigore. Io ne sbagliai due nella stessa partita: Inter-Slovan Bratislava. Ero il primo rigorista: tirai il primo rigore e sbagliai. Il secondo spettava ad Altobelli, ma lui ebbe la brillante idea di farmi tirare ancora in modo da sbloccarmi dopo l’errore. Sbagliai anche il secondo» (Evaristo Beccalossi, ex calciatore dell’Inter).
MAESTRO. «È un premio a quanto di buono ho fatto finora all’Atalanta. Arrivare in Nazionale attraverso un club provinciale è decisamente speciale. È uno stimolo speciale sapere di essere sotto osservazione anche se non giochi nelle grandi squadre. In allenamento ho provato a giocare nel ruolo di Pirlo, ma mi sembra troppo anche solo avvicinarmi a lui. Lui è un dio nel suo ruolo, un maestro» (Luca Cigarini, centrocampista dell’Atalanta).