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 2013  luglio 17 Mercoledì calendario

“MI DIMETTO PERCHE’ RISPETTO LO STATO”

Chiedo scusa alla signora Alma. Non riesco più a dormire da giorni se penso a lei e alla sua bambina in Kazakistan. Eppure giuro che anche io sono stato informato solo a cose fatte del rimpatrio. Non penso di avere delle responsabilità eppure mi dimetto per rispetto del mio ruolo e dello Stato”. Quando accetta di parlare con il Fatto il prefetto Giuseppe Procaccini è un uomo distrutto. Ha appena firmato la lettera di dimissioni da capo del gabinetto del ministro dell’Interno Angelino Alfano e su di lui ci tiene a dire: “Non sapeva nulla”. Ha scelto di fare il ruolo del fusibile fino in fondo. Salta lui per salvare il sistema. Procaccini è stato messo in croce per il suo ruolo di innesco: è lui l’uomo che lo scorso 28 maggio incontra l’ambasciatore kazako e dà il via all’operazione Ablyazov. Certo però si muove su un input dall’alto, dopo i tentativi dell’ambasciatore di contattare il ministro Alfano. Ma di questo preferisce non parlare.
Prefetto perché si è dimesso?
La pressione mediatica ingiusta per me era insostenibile. Non si può condannare una persona prima di avere accertato la sua responsabilità. Comunque non c’entra la relazione Pansa.
Si sta dimettendo proprio alla vigilia del discorso di Alfano. C’è una relazione evidente.
Per guidare un’amministrazione in cui ci sono centinaia di persone bisogna avere l’autorevolezza e siccome c’è un punto interrogativo sulla serietà di chi è al vertice della struttura è bene non creare dei rischi. Lo Stato in un momento così difficile va aiutata, sostenuto, rispettato. Anche a costo di un sacrificio”
Giusto. Dovrebbero fare tutti come lei. Non pensa di fare da scudo con le sue dimissioni a
qualcun altro?
E’ facile per voi giudicare. Sa quante cose fa un ufficio in un giorno? Questi sono uffici che hanno una rete di problematiche, di incontri. Sono certo che ci sia stata qualche disattenzione però le dico la verità: forse bisogna attendere un po’ prima di buttare la croce sul mondo intero.
Io non parlavo dello scudo verso i funzionari di Polizia ma verso il suo capo. Lei non avrebbe mai ricevuto questo ambasciatore se non fosse stato per Alfano?. O no?
Lo avrei ricevuto anche direttamente. Se mi dicono che c’è una cosa gravissima, che deve essere comunicata, io lo ricevo.
Quando la chiama, Alfano cosa le dice?
Vi prego. Sarà il ministro a chiarirlo nelle sue dichiarazioni non potete chiederlo a me.
Dica la verità: lei si sta prendendo la croce
Affatto, io mi trovo ad essere testimone di quello che è avvenuto.
Si è sentito truffato da questo ambasciatore kazako?
Io mi sono limitato ad avere notizia di questo pericoloso latitante armato, che poteva arrivare. Sono notizie delicate. E se poi davvero si fosse trattato di un terrorista, io ad oggi sarei stato accusato per aver sottovalutato un pericolo dello stato. Le assicuro: sono a posto con la mia coscienza da questo punto di vista.
Se ora avesse davanti la moglie e la figlia del dissidente kazako?
Le chiederei scusa, ma le chiederei anche perché non ha detto le cose come stavano. Questo è l’unico passaggio che non ho capito. Certamente c’è un anomalia nel suo comportamento. In Italia si può parlare, sono uffici rispettosi i nostri.
Si metta nei panni di quella donna, ha visto 50 agenti in casa...
Sapevano con chi avevano a che fare. Qui ci sono anche le prove dell’interpol: lo definivano pericoloso. Chiunque sarebbe potuto cadere su questa vicenda.
Ma bastava fare una ricerca su google per trovare un articolo del financial times in cui si diceva che Ablyazov aveva ottenuto asilo politico
Sa quante volte si procede nei confronti di persone. Se ogni volta dovessimo trovare i dettagli. Però le devo dire che già l’allontanamento di una persona mi addolora. Qualsiasi persona, anche quelle che non ottengono questo risalto mediatico.
La velocità con cui è stata messa su un aereo, sarebbe stato possibile se non fosse stato Alfano a far partire questa procedura?
Guardi Alfano in questa vicenda non sa nulla.
L’eccesso di zelo non dipende dal fatto che l’ambasciatore kazako è stato portato a lei da Alfano?
La vicenda nasce da un ricercato internazionale, in modo diverso. non voglio entrare nel merito.
Lei dice: ‘Sono stato chiamato da Alfano all’inizio ma non ho riferito nulla dopo l’incontro con l’ambasciatore’, è così?
Preferisco non parlare.
Ma lei sapeva che una donna e la sua bambina venivano messe su un aereo privato. Perché non è intervenuto?
Non sono stato informato.
E perchè non coinvolgere l’Aisi?
Non si fa così, assolutamente. Se si dovesse agire ogni volta attraverso l’Aisi staremo qui per mesi.