Simonetta Scarane, ItaliaOggi 22/5/2013, 22 maggio 2013
I COMPUTER CONTROLLANO COSA SUCCEDE IN AZIENDA
Le imprese sono sempre più interessate ai «big data». L’insieme dei dati informatici di origine convenzionale uniti a quelli derivanti dai social network, gli permette di conoscere non soltanto gli umori del mercato e del commercio, ma anche di tenere sotto controllo i processi produttivi.
Gli consente di conoscere i nomi di chi ha lavorato alla produzione e in quale momento del processo produttivo certificato. La grande quantità di dati memorizzati permette alle imprese di arrivare a ridurre i margini di errori e di garantire la qualità del prodotto. Ad esempio, è possibile sapere quante volte è stata girata una vite. Alla Raytheon Co. produttore di un nuovo missile in Alabama, l’errata manovra viene segnalata con messaggi flash e la produzione si ferma. La qualità non è un’opzione per Raytheon, esempio di industria manifatturiera che sta installando i sistemi informatici automatizzati più sofisticati per aumentare la sua massa di dati e analizzare anche il piano industriale. In questo, sta seguendo l’esempio di altre imprese che avevano introdotto l’utilizzo di questi sistemi avanzati per prime, pioneristicamente, negli anni ’80, secondo quanto ha fatto sapere un fornitore di questi sistemi che conta fra i suoi clienti anche General Electric, Sap, Siemens, Rockwell Automation. Un esempio arriva dalla Harley-Davidson, nel suo rinnovato stabilimento di York, dove un software controlla costantemente i tempi e i dettagli della produzione anche nella cabina di verniciatura in maniera da riuscire a soddisfare gli appassionati sulle tonalità di colore che sono diventate identiche per tutte le moto, senza i precedenti piccoli scostamenti dovuti ai tempi di asciugatura del colore. Adesso, i nuovi sistemi di automazione informatizzati ne hanno fatto una scienza esatta. Inoltre, la compagnia produttrice di motociclette utilizza i «big data» anche per verificare i tempi di produzione: 86 secondi per ogni motocicletta. Recentemente, a impedirlo era emerso il problema del montaggio del parafango posteriore ed e è stato risolto cambiando la configurazione dell’assemblaggio. La diffusione di questi sistemi nell’industria manifatturiera è dovuta al fatto che permettono di diminuire i difetti e di ridurre i costi, accogliendo le richieste di qualità dei consumatori e di risparmio sui costi industriali da parte degli azionisti delle compagnie. Inoltre, a incentivarne l’uso è anche il calo del prezzo di hardware e software che nel frattempo hanno implementato la loro tecnologia. Il mercato di questi sistemi automatizzati per la realizzazione dei prodotti manifatturieri aumenterà del 50%, secondo le stime, arrivando a quota 1,5 mld di dollari l’anno (1,16 mld di euro). Il costo di installazione, per le aziende, è una cifra compresa fra 500 mila dollari (387 mila euro) fino al massimo di un milione di dollari (774 mila euro).