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 2013  aprile 08 Lunedì calendario

FRASI CELEBRI DI MARGARET THATCHER

In 11 anni di governo ne ha fatte e dette parecchie, ma almeno altrettante, se non di più, ne sono state dette su di lei.
Margarat Thatcher aveva tanti difetti, ma tra questi non c’era certo l’ipocrisia. Era una che parlava schietto, senza peli sulla lingua, che piaceva poco anche perché non faceva niente per piacere.
Le sue stesse frasi, e quelle che gli altri le hanno rivolto, possono far capire il personaggio ben più di ogni commento.
Le parole più famose

GIRL POWER

«Essere potenti è come essere una donna. Se hai bisogno di dimostrarlo, vuol dire che non lo sei».

LA FAMIGLIA

«La vera società non esiste: ci sono uomini e donne, e le famiglie».

I TRE NO ALL’EUROPA

Il 30 ottobre 1990, dal dibattito alla Camera dei Comuni: «Il presidente della Commissione, Mr. Delors, ha detto in una conferenza stampa l’altro giorno che vorrebbe che il parlamento europeo fosse il corpo democratico della Comunità, ha voluto che la Commissione sia l’esecutivo e vorrebbe che il Consiglio dei ministri fosse il Senato. No! No! No!».

IL ’BRITISH REBATE’

Nel 1984, con lo storico «I want my money back» (Rivoglio i miei soldi indietro), pronunciato nel corso dei negoziati sul bilancio europeo, la Lady di ferro ottenne il cosiddetto «sconto britannico», ossia una restituzione dei contributi a favore delle casse inglesi. Perché i soldi che Londra versava come contribuente nelle casse dell’Ue finivano per sovvenzionare l’agricoltura francese.

UOMINI E DONNE

In un discorso del 1982: «In politica, se vuoi che qualcosa venga detto, chiedi a un uomo. Se vuoi che qualcosa venga fatto, chiedi ad una donna».

«MI PIACE GORBACIOV»

Dall’intervista tivù per la Bbc del 17 dicembre 1984: «Mi piace il signor Gorbaciov, possiamo fare affari insieme».

L’IRAQ, SADDAM E I LAVORI LASCIATI A METÀ

Nel novembre 1990, in un’intervista dichiarò il proprio stupore per una guerra conclusa troppo in fretta e senza l’annientamento del dittatore Saddam Hussein: «Quando cominci un lavoro quello che conta è farlo fino in fondo e bene. Saddam è invece ancora lì e la questione del Golfo non si è ancora chiusa». Gli Stati Uniti se ne accorsero, e 13 anni dopo tornarono per finire il lavoro

IO? UNA MORBIDA

«Io non sono dura, sono terribilmente morbida. Ma non persisterò nell’esserlo», disse in un’intervista alla Bbc nel 1972.
Pensavano di lei

IL MAL DI TESTA DI KOHL

«Margaret Thatcher mi ha sempre dato mal di testa». (Helmut Kohl)

LABBRA DA DIVA

«Occhi da Caligola, labbra da Marilyn Monroe». (Francois Mitterrand)

LE PALLE DI CHIRAC

«Che cosa vuole, questa casalinga? Le mie palle su un vassoio?». (Jacques Chirac)

«MA QUALE FERRO»

«Per noi non è la Lady di ferro. Lei è la cara signora Thatcher». (Alexander Dubcek)

UNA BOCCA, PIÙ VOCI

«Di tutti gli elementi combinati nel complesso di segni etichettati a Margaret Thatcher, è la sua voce che riassume l’ambiguità del costrutto intero. Lei tuba come una colomba, sibila come un serpente, abbaia come un cane che non ricorda ricconi reali, ma le zie di Wodehouse». (Angela Carter)

MAL DI STOMACO

«Nauseante, ripugnante in quasi ogni modo». (Jonathan Miller)

GLI ELOGI DI MOORE

«Margaret Thatcher è la più grande donna inglese vivente». (Charles Moore)

FORTE TRA I DEBOLI

«Era una tigre circondata da criceti». (John Biffen)

SERPENTE IN CALORE

«Si comporta con tutta la sensibilità di un boa constrictor affamato di sesso». (Tony Banks)

«NON LE PIACE IL CALCIO»

«Evidentemente la signora Thatcher non ha a cuore le sorti del nostro sport. Come potrebbe altrimenti caldeggiare un progetto che al 101% è destinato a fallire?». (Brian Clough, riferendosi alla tessera di identità per i tifosi del provvedimento anti-hooligan)

«PENSAVA, E TANTO BASTA»

«I primi ministri che si ricordano sono quelli che pensano e insegnano, e non molti lo fanno. La signora Thatcher ha influenzato il pensiero di una generazione». (Tony Benn)

RIVOLUZIONARIA

«L’intera società inglese, nonostante la Thatcher sia scomparsa dalla scena da molto tempo, sta ancora ’leccandosi le ferite’. Perché quel periodo ha provocato un cambiamento radicale, incredibile». (Jake Arnott)

LA PRIMA SPICE

«La prima Spice girl, vera iniziatrice del Girl power, il potere alle ragazze». (Geri Halliwell)

SENZA SENSIBILITÀ

«Il suo punto di forza era la sua volontà di ferro. Non ho mai conosciuto una come lei in politica e ho conosciuto pochi politici nel mio tempo in vari Paesi. Non ho mai conosciuto uomo o donna vagamente come lei, era molto tosta, e ciò richiede coraggio e avrebbe potuto usarlo con te. Ciò che richiedeva sensibilità, non poteva, non ne aveva». (Brian Walden).