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 2013  marzo 01 Venerdì calendario


SPALLATA DI B. SU LA7 CAIRO NON CHIUDE E CLESSIDRA RILANCIA

Si riaccende all’improvviso la battaglia per la conquista di La7. Il Fondo Clessidra, che era stato escluso dalla corsa lo scorso 18 febbraio, quando il consiglio d’amministrazione di Telecom Italia aveva deciso di proseguire la trattativa in esclusiva con Urbano Cairo, ha presentato ieri sera una nuova offerta vincolante per l’acquisto di tutto il gruppo Telecom Italia Media, che oltre a La7 contiene anche Mtv Italia, le frequenze digitali (i cosiddetti mux) e le antenne diffuse su tutto lo Stivale. Le indiscrezioni su una partecipazione alla cordata dell’imprenditore Diego Della Valle non trovano per ora conferma ufficiale. L’offerta di Clessidra, stando alle voci, sarebbe nettamente migliore di quella considerata inadeguata solo dieci giorni fa, quando il consiglio Telecom aveva deciso di procedere con la vendita della sola La7 a Cairo.

L’OBIETTIVO di Telecom era di tenersi i mux e le antenne, oggetti strategici per Telecom Italia, soprattutto in vista della conversione di parte delle frequenze dall’uso televisivo a quello telefonico. Ma dopo la mossa di ieri sera la partita sembra destinata a tornare al consiglio d’amministrazione di Telecom Italia, e a infiammarsi come non mai.

Sullo sfondo c’è uno scontro ormai evidente tra il presidente di Telecom, Franco Bernabè, e il principale azionista del gruppo telefonico, Mediobanca, che gioca un ruolo decisivo avendo anche l’incarico (in spregio a ogni considerazione sul macroscopico conflitto d’interessi) di advisor della vendita di La7. L’amministratore delegato di Mediobanca, Alberto Nagel, e il presidente Renato Pagliaro, che è anche consigliere di Telecom, hanno sempre puntato alla vendita a Clessidra, soluzione rispondente ai desideri di un azionista chiave di Mediobanca come Silvio Berlusconi.

Se Cairo è sempre apparso come un acquirente debole e facilmente assoggettabile alle strategie di dominio del mercato tv di Mediaset, Clessidra ha sempre rappresentato la soluzione più conveniente per B., che punta a un monopolio sempre più saldo su frequenze e antenne. Quest’ultima è anche la ragione della resistenza di Bernabè e di una parte consistente del consiglio Telecom. E così è bastato il risultato delle elezioni politiche, che per B. è stato migliore di ogni aspettativa e ha azzoppato le prospettive di un governo solido e targato Pd, a ridare vigore all’assalto di Clessidra a La7.

Urbano Cairo, che è anche il concessionario della pubblicità di La7, aveva avuto il 18 febbraio scorso cinque giorni per chiudere la trattativa. Adesso l’esclusiva è scaduta. Due giorni fa il consiglio di Telecom Italia Media non è riuscito a deliberare la cessione, perché sui dettagli del contratto si è avvitata una complicata trattativa. A rendere difficile la partita c’è stata la determinazione del direttore finanziario di Telecom Italia, Pier Giorgio Peluso, che conduce la trattativa. Gli uomini di Cairo pensano che il manager proveniente dalla Fonsai, da sempre in grande sintonia con Mediobanca, abbia voluto perdere tempo in attesa della nuova offerta di Clessidra, eventualmente rafforzata dall’intervento di Della Valle.

I CRITICI di Bernabè sostengono a loro volta che sarebbe stato lui a dare corda a Peluso, guardando di buon occhio l’allungamento dei tempi della trattativa con Cairo, magari pensando a un impantanamento della vicenda che finisse per bloccare sine die la vendita di La7. Quello che è certo è che dopo due combattutissimi consigli Telecom, adesso se ne avvicina un terzo sulla rovente partita di La7. E lo scontro tra Bernabè e Medio-banca rischia di esplodere a 360 gradi.