Andrea Scaglia, Libero 28/2/2012, 28 febbraio 2012
DALLA LIGURIA AL NORDEST I FOLGORATI SULLA VIA DI GRILLO
«Grillo è la Liguria, la Liguria è Grillo», così mi spiega sorridendo l’amico che del suo leader preferito non s’è perso nemmeno un vaffanculo. In effetti proprio in Liguria il Movimento 5 Stelle ha fatto registrare un record: 32% delle preferenze alle elezioni dell’altro giorno. Un’enormità. Che ha portato all’elezione di tre deputati e un senatore. E dunque, a Montecitorio occuperà uno scranno Matteo Mantero, quasi 39enne che vive e lavora a Savona. Fra le altre cose in passato ha aperto un ristorante, è stato agente di commercio, ora gestisce un negozio di arredamento, «ma ho deciso di cessare l’attitività perché ritengo che il consumismo e la politica dello spreco e del profitto siano il male della nostra società». L’impegno in Parlamento? «È un cambiamento epocale, questo sistema si sta sgretolando, il nostro contributo sarà fondamentale». Insieme con lui alla Camera arriverà il trentenne Sergio Battelli - lui lavora in un negozio di articoli per animali, e «nel tempo libero ho una band rock, si chiama Red Lips» (Maroni docet). È appassionato di nuove tecnologie e web marketing, «sarebbe un sogno tagliare l’enorme burocrazia che paralizza gli uffici: in altri Paesi la rete è sfruttata enormemente dalla pubblica amministrazione». Il terzo deputato ligure è Simone Valente: 26 anni, savonese, si sta laureando in scienze motorie. E in quest’ambito vorrebbe agire da parlamentare, «per esempio incrementando le ore di attività fisica nelle scuole». Per un’Italia più in forma. Ci sta.
E il senatore ligure? In realtà è una senatrice: Cristina De Pietro, 55 anni. Vocazione familiare: il fratello Stefano è già consigliere comunale. Cristina è laureata in giurisprudenza, lavora come consulente aziendale, lo ha fatto anche per aziende italiane in ordine alle relazioni con le istituzioni europee a Bruxelles, e «all’estero ho conosciuto un livello di servizi più elevato, semplificazioni fiscali e burocratiche, attenzione per l’ambiente e uno Stato che si pone al servizio di cittadini e imprese. Condizioni che vorrei si realizzassero anche in Italia». Magari. Rivolgiamo ora lo sguardo a nordest, ed eccoci in Veneto. Dove il Movimento ha drenato parecchi voti alla Lega, oltre ché a Pd e Pdl. E porterà a Roma dieci deputati e quattro senatori. A partire dalla capolista alla Camera, la 29enne Francesca Businarolo. Vive a Pescantina, provincia di Verona, avvocato praticante che ha lavorato in uno studio specializzato in diritto tributario. «Sono attivista Cinque Stelle dalla sua fondazione» rimarca con orgoglio. E riguardo all’atteggiamento che il Movimento dovrebbe tenere in Parlamento, dice di voler replicare il «modello Sicilia», nel senso che ritiene possibile la convergenza con un governo di centrosinistra su tradizionali temi grillini tipo l’annullamento dei rimborsi elettorali e la riduzione degli stipendi parlamentari. La biologa padovana Silvia Benedetti, 33 anni «vissuti precariamente», è invece responsabile di qualità e sicurezza alimentare in un’azienda, e fra gli argomenti che più le stanno a cuore cita «la valorizzazione dei prodotti locali, i piani regolatori a crescita zero, la gestione migliore dei rifiuti, un’incentivazione del trasporto pubblico e della ricerca scientifica». Mentre l’altra neo deputata Gessica Rostellato - trentenne, padovana di Cartura - lavora da impiegata come consulente del lavoro ed è sposata con un altro militante grillino, consigliere comunale, nonché mamma di due figli. «Sono felice per l’elezione - spiega al Mattino di Padova - ho passato anni tra i banchetti al freddo a raccogliere firme». E in Parlamento «potrei essere d’aiuto in ambiti come lavoro e previdenza sociale, con un occhio particolare al lavoro giovanile e alla riduzione dell’uso di contratti a tempo».
In effetti, i percorsi degli eletti Cinque Stelle sono spesso simili. Marco Brugnerotto, 35enne di Noventa Padovana, fa il grafico nel settore del web e della comunicazione, è sposato e con un figlio, già candidatosi a sindaco del suo paese. E Mattia Fantinati,veronese di 37 anni, è ingegnere esperto di politiche energetico-ambientali, e pure lui spinge per l’utilizzo delle rinnovabili anche e soprattutto in ambito domestico. E ancora Tancredi Turco, anch’egli 37enne, avvocato penalista veronese specializzato in diritto penale militare. «Nella mia città, come attivista Cinque Stelle, dò una mano nell’ambito legale, per controllare i contratti d’appalto comunali». Com’è cominciata l’avventura? «Le idee, il coraggio e l’entusiasmo di Grillo mi hanno convinto». Viste le competenze, vorrebbe affrontare - e magari contribuire a risolvere - i tanti problemi che soffocano la giustizia.
Capolista nella circoscrizione Veneto 2, e dunque eletta, è Arianna Spessotto di San Donà di Piave, 27 anni, «laureata in economia, un master, quattro stage sia nel pubblico sia nel privato, ma niente mi ha garantito stabilità lavorativa». Ha quindi trovato come commessa, lavoro che poi ha lasciato. Ha aderito al Movimento nel 2007, «non avevo mai fatto politica prima, volevo starne fuori, come se la politica fosse il problema. Col tempo mi sono resa conto che erano invece i politici a non avere la giusta prospettiva». È particolarmente sensibile a temi quali la disoccupazione giovanile e il no a «grandi opere inutili, o per meglio dire allo spreco e al malaffare che ci stanno dietro». Con lei arriva alla Camera il veneziano 37enne Marco Da Villa, una laurea triennale in economia delle istituzioni pubbliche e noprofit: lavora alla Camera di Commercio di Treviso, e per quanto riguarda l’impegno civile è cresciuto nell’associazionismo cattolico - «dobbiamo combattere la rassegnazione, impegnarci tutti in prima persona». Così come 37 anni ha anche Federico D’Incà da Trichiana, provincia di Belluno, laureato in economia e commercio. «E proprio di economia vorrei occuparmi in Parlamento - conferma - oltreché di questioni territoriali. Soprattutto della montagna». Poi puntualizza: «Non siamo né di destra né di sinistra né di centro, pronti a valutare nel merito le proposte che di volta in volta ci verranno fatte». Mentre Emanuele Cozzolino, 32enne di Zianigo di Mirano, provincia di Venezia, è laureato in ingegneria per l’ambiente, con una tesi sui sistemi di raccolta di rifiuti solidi urbani: «Il mio pensiero è quello di indirizzare ogni azione governativa alla tutela dell’ambiente» e visti i suoi studi si propone di razionalizzare sull’intero territorio nazionale la raccolta differenziata dei rifiuti. «Inoltre dovrebbe essere esteso a tutto lo Stato una vera digitalizzazione. A partire dal Parlamento». Sempre in Veneto, eletto con i Cinque Stelle come capolista per il Senato è Enrico Cappelletti: nato a Padova nel ’68, da dieci anni vive a Vicenza ed è titolare di una società di certificazioni “green”, «forniamo consulenza tecnica per l’ottenimento di certificazioni di prodotto, aiutiamo le aziende a vendere di più promuovendo la sostenibilità dei prodotti». Curriculum notevole, il suo: laureato in scienze politiche, ha poi seguito un master a Oxford e lavorato in stage alle Nazioni Unite a New Delhi, restando in India per 4 anni. Rientraro in Italia, nel 2009 ha iniziato la sua attività. «Questo è solo l’inizio, la valanga che si è staccata, ma non possiamo dire dove andrà a finire». Programma? «Vorrei che si guardasse di più allo sviluppo dell’agricoltura: l’Italia ha una posizione di leader nel biologico che va rilanciata. Occorre proteggere con forza i prodotti made in Italy». Senatrice è diventata anche Paola De Pin: una laurea in scienze politiche, viene da Fontanelle, località trevigiana ad alto tasso leghista, e lì si è anche candidata a sindaco. Direttore commerciale di una tivù locale, non le venne rinnovato il contratto causa gravidanza, «e nel 2005 ho aperto un negozio di rigenerazione di cartucce di stampa, pioniera in Italia». Madre di due bambini, «vorrei impegnarmi per aiutare le donne che decidono a qualsiasi età di fare dei figli ». E l’elezione? «Non ci dormo la notte, anche se lo avevo messo in conto». E comunque «non siamo un movimento del no.Le cose di buonsenso si votano, sesono in linea con il nostro programma». Mentre il padovano 50enne Giovanni Endrizzi lavora come educatore in un servizio per le tossicodipendenze, occupandosi in particolare di ludopatia, cioè dipendenza dal gioco d’azzardo. «Chiedo un cambiamento e so che devo dare qualcosa anch’io». Fino al quarto senatore grillino, Gianni Pietro Girotto di San Donà di Piave, 45 anni e una laurea in giurisprudenza conseguita da studente lavoratore. Un pasdaran dell’associazionismo: Amnesty International, Mani Tese, e volta ho installato il fotovoltaico sul tetto». Un Cinque Stelle a tutto tondo.
Ancora due passi verso est e s’arriva in Friuli Venezia Giulia. Qui il Movimento ha portato a casa - anzi, a Roma - due deputati e un senatore. Walter Rizzetto, classe 1975, è il primo degli onorevoli friulani: anch’egli manager in campo energetico, viene da Tricesimo, provincia di Udine e una cinquantina di chilometri dal confine sloveno. «Non perderemo il contatto con il territorio, porteremo a conoscenza dei cittadini quanto si sta facendo» dice. Uomo delnordest, auspica un «rilancio delle piccole e medie imprese, dunque riduzione dell’imposizione fiscale, agevolazioni per le nuove assunzioni, corsi di formazione ». Mentre Aris Prodani è di Trieste: 37enne, padre di due bimbi, lavora in un’agenzia di autonoleggio e già s’era candidato alle Comunali. «La nostra elezione è frutto del lavoro sul territorio, la gente ci considera credibili». Riguardo alle critiche spesso rivolte al Movimento, risponde nel suo video di presentazione: «Non siamo pagliacci, non promettiamo cose che non possiamo mantenere». E poi il senatore Lorenzo Battista, 40 anni, anch’egli triestino: gestisce la sezione informatica di una compagnia internazionale di trasporti, e da par suo cerca di divulgare il verbo «open source», vale a dire la possibilità di mettere gratuitamente a disposizione di tutti gli strumenti della Rete.
Per finire: pure in Trentino i grillini son riusciti a portare a casa qualcosa. Un onorevole: Riccardo Fraccaro, 32 anni, cresciuto in provincia di Treviso ma poi passato a Trento per frequentare giurisprudenza, «e per non pesare sulla famiglia mi sono mantenuto agli studi scaricando cassette e facendo il pizzaiolo». È lui che nell’aprile 2010 fonda il Meet Up di Trento, «e ho avuto l’onore di partecipare ad importanti battaglie di democrazia, come quella per fermare la costruzione dell’inceneritore. Ma sempre condotte nel rispetto di chi la pensa diversamente». 2. Continua