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 2012  febbraio 28 Martedì calendario

ULTIMA BEFFA, CINQUE STELLE SUI BANCHI DELLA DC

Roma Antonio Di Pietro aveva la vista più spettacolare. Una terrazza aerea su Roma, un panorama da mongolfie­ra che abbraccia il centro più bello del mondo dall’altare della patria al Quirinale. Ieri all’Italia dei Valori c’era aria di chiusura per liquidazio­ne. Come a Futuro e Libertà e all’Udc. Il terremoto alla Camera sarà anche logistico. Lo tsunami di Grillo elimi­na gruppi vecchi e pretende spazio. Già da queste ore si sta iniziando a ra­gi­onare a Montecitorio su dove collo­care i nuovi venuti. Il plotone grillino sarà composto da centonove deputa­ti, e con questo numero avranno dirit­to come minimo a un vicepresidente, a un Questore,a un’importante presi­denza di commissione. A finanzia­menti milionari ogni anno. Ma so­prattutto i grillodeputati dovranno es­sere inseriti nell’emiciclo dell’Aula e nel Palazzo dei gruppi, per avere stan­ze idonee e una sala riunioni.
L’ipotesi che il Movimento Cinque Stelle vada ad occupare la parte più a sinistra dell’emiciclo viene definita dagli addetti ai lavori «impossibile». Dal Pci prima ai Ds poi, fino ad arriva­re al Pd, storicamente gli scranni sa­cri degli ex comunisti non si toccano. Posto che i 18 deputati della Lega ver­ranno inseriti proprio al fianco del Pdl, e che parte del centro, fisicamen­te più tendente a destra, sarà occupa­to da Monti, i grillini saranno con alte probabilità collocati proprio accanto all’odiato professore, stretto tra il Pd e Scelta Civica. L’ironia sarà che il nuovo partito occuperà proprio il cen­tro dell’aula. Fisicamente il M5s sarà la nuova Democrazia Cristiana, che Grillo lo voglia o meno.
E veniamo agli uffici. Dal palazzo dei gruppi e dal palazzo demaniale, trapelava ieri che né il Pd né il Pdl cam­bieranno sistemazione. Neanche a parlarne i Democratici, che rivendi­cano al terzo piano del Palazzo dei gruppi l’intoccabile sala Berlinguer, e al piano superiore pure la sala Aldo Moro. Ci sono anche i deputati di Monti da sistemare: potrebbero pren­dere l’attuale piano dell’Udc, quinto bis, con tanto di sala De Gasperi. I cen­tristi, che conterebbero solo 8 deputa­ti, non potrebbero formare un grup­po. Gli spazi che potrebbero liberarsi sono il piano della Lega, il secondo, e quello di Fli, il quarto. Peccato che se i grillini prendessero il posto di Futuro e Libertà si troverebbero a riunirsi nel­la sala Tatarella, storico esponente del Msi. Più facile che okkupino il re­gno del Carroccio. E qui si apre un’al­tra questione. La Lega ha attualmen­te 18 deputati, e dunque non potreb­be formare un gruppo. Ma c’è chi bi­sbiglia che potrebbe arrivare un aiu­to dal Pdl, il quale potrebbe «presta­re » due deputati lümbard ai padani in modo da farli elevare al rango di gruppo (con finanziamenti e uffici an­nessi). Rimane sempre la domanda: chi finirà sulla terrazza di Di Pietro?
Lì non c’è una sala riunioni nono­stante la vista romantica, e dunque il piano nobile del palazzo demaniale (il sesto) potrebbe essere destinato ai gruppi più piccoli, alla Lega o a Sel. In­somma, in terrazza ci finiranno o Bos­si o Vendola. Un premio di minoran­za che vale una sconfitta.