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 2012  febbraio 28 Martedì calendario

MARTA, NEO-PIVETTI CON IL PAPA’ COME AUTISTA

Quando i dati delle prime proiezioni davano il Movimento 5 Stelle intorno al 20% lei si stupiva. «Ma come, così pochi? Solo il 20%?». Marta Grande quella che qualcuno ha già definito la «nuova Pivetti» per l’incarico che la aspetterebbe - in base a un accordo con il Pd - alla presidenza della Camera, anziché sobbalzare a ogni impennata degli exit pool si stupiva del contrario. Che lo tsunami annunciato non prendesse ancora le forme di quello che poi è stato: il boom dei 5Stelle.
Marta ha 25 anni. Capelli a caschetto, alta circa 1,80, nata a Civitavecchia. Se realmente dovesse essere lei la predestinata a quella poltrona, polverizzerebbe il record della Pivetti che il 15 aprile del 1994, all’età di 31 anni, divenne la più giovane presidente della Camera della Storia. Sul suo nome, come si diceva, sarebbe disposto a convergere il Pd. «Ecco, questo già sarebbe un buon motivo per non sceglierla», gela gli entusiasmi un grillino che pure l’apprezza. E rafforza il concetto: «Se Marta presidente della Camera è il sogno del Pd è ovvio che non può essere anche il nostro sogno».
STUDI NEGLI USA
Marta Grande ha studiato 3 anni negli Usa, in Alabama, dove si è laureata in Lingue e commercio internazionale; ha conseguito un master alla Luiss e ha studiato alla London School of Economics. Come tutti gli eletti del Lazio anche Marta Grande il giorno degli scrutinii avrebbe dovuto andare nei seggi a fare la rappresentante di lista per controllare che non ci fossero brogli.
Dal 2010 è tornata in Italia. Si è iscritta all’Università RomaTre per prendersi un’altra laurea in Relazioni internazionali e da un anno si è avvicinata al Movimento di Grillo. Quando si è diffusa la voce che poteva essere lei - vent’anni dopo - la Pivetti grillina ha staccato il telefonino e ha diffuso una mail dal tono già vagamente istituzionale.
LA MAIL
«Ringrazio i cittadini di Civitavecchia, Allumiere, Tolfa, Santa Marinella e di tutto il territorio del Collegio 1 - ha scritto nella mail - per la fiducia manifestata con un così rilevante successo elettorale. Ciò costituirà un’ulteriore spinta per portare avanti le linee programmatiche del Movimento in ambito nazionale raccordandole al tempo stesso tempo con le istanze del Movimento». Nulla, dunque,che rimandi alla rabbia e all’urlo beppegrillino. «In tutti questi giorni ho portato io Marta in giro nei vari appuntamenti della campagna elettorale - rivendica il padre Giuseppe, dipendente del ministero della Difesa - prima di lei in famiglia nessuno ha fatto politica. E già piovono le domande. Si farà chiamare onorevole? Arriverà in bicicletta? Rifiuterà l’autoblu? O magari continuerà semplicemente a farsi dare uno strappo alla Camera da papà?