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 2012  gennaio 08 Domenica calendario

APPUNTI PER GAZZETTA - L’EUROPA BOCCIA L’IMU


REPUBBLICA.IT
BRUXELLES - L’Imu, per essere più equa e avere un effetto redistributivo, deve essere modificata in senso più progressivo. È l’analisi del Rapporto Ue 2012 su Occupazione e sviluppi sociali, secondo cui la vecchia Ici non aveva impatto sulle disuguaglianze e aumentava leggermente la povertà.
"Le tasse sulla proprietà non hanno impatto sulla disuguaglianza sociale in Estonia e Italia e si ritiene che aumentino leggermente la povertà in italia", si legge nel rapporto. In un riquadro dedicato espressamente al caso italiano, gli economisti di Bruxelles indicano che alcuni aspetti della recente riforma del 2012 "potrebbero essere ulteriormente migliorati per rafforzare la sua progressività".
Il commissario agli Affari sociali, Laszlo Andor, non ha voluto entrare nel merito della questione Imu perché si tratta di un argomento "di campagna elettorale in Italia". Gli era stato chiesto se l’Imu, secondo la Commissione europea, dovesse per caso essere abolita. Si è limitato a dire che per l’Italia "è molto importante" procedere con il consolidamento del bilancio assicurando che i gruppi sociali svantaggiati "come giovani e donne, abbiano accesso al mercato del lavoro". Andor ritiene che il principio di tenere conto dei gruppi sociali svantaggiati debba essere seguito nella definizione delle politiche di bilancio. Nel rapporto, con riferimento al caso italiano, la commissione europea indica alcuni aspetti che potrebbero essere migliorati della tassazione sulla proprietà: l’aggiornamento dei valori catastali, le deduzioni non legate alla capacità dei contribuenti a fronteggiare la tassa sul reddito, la definizione della residenza primaria e secondaria. La diminuzione della disuguaglianza di reddito attesa da un cambiamento dai valori catastali ai valori di mercato delle case è spiegata da un progressivo aumento dei valori degli affitti.
Tremonti prepara ricorso. Il giudizio espresso dalla Ue, che ritiene l’Imu carente sotto il profilo della progressività, offre a Giulio Tremonti il motivo per chiedere il rimborso della tassa in quanto incostituzionale. Ora che anche gli uffici della Commissione hanno dato una copertura arbitrale a questa tesi diventerà ancora più semplice, per l’ex ministro dell’Economia presentare ricorso alla Consulta. L’eventuale bocciatura aprirebbe un buco di circa 25 miliardi (a tanto ammonta il gettito stimato dell’Imu). Senza contare il peso della contestazione in una campagna elettorale che proprio sul futuro di questa tassa gioca gran parte del sua destino.
Ance: "Confermato nostro allarme". ’’Finalmente emerge con forza l’iniquità dell’impostazione attuale dell’Imu, che colpisce le famiglie indiscriminatamente e ha contribuito alla caduta del settore immobiliare’’. Questo il commento del presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti, in merito al Rapporto Ue. "È necessario e urgente - ha aggiunto - introdurre più equità e tenere conto della reale capacità contributiva dei cittadini considerando che la casa costituisce, tradizionalmente e per cultura, il bene primario delle famiglie italiane".
(08 gennaio 2013)

IL NUOVO SISTEMA CONTRO L’EVASIONE
CENTO voci di spesa spalmate in undici grandi categorie. Il nuovo redditometro è ormai pronto. Con la pubblicazione ieri sera in Gazzetta ufficiale del decreto che lo mette in moto, lo strumento principe dell’Agenzia delle entrate per stanare gli evasori, ora rafforzato e in grado di dialogare ancora più a fondo con i database finanziari, sarà operativo da marzo.
Nel mirino del Fisco entreranno dunque gli scostamenti significativi, quelli che il contribuente non sa spiegare né dimostrare, tra le uscite e le entrate dell’anno. Tra gli acquisti o gli investimenti e il reddito ufficiale, a partire da quello dichiarato nel 2010.
La luce rossa, che apre la strada all’accertamento, brillerà però solo per differenze importanti, dal 20% in su. Un margine di tolleranza, questo, che nei primi tempi sarà ancora più elastico, rassicura Attilio Befera, direttore dell’Agenzia.
IL PANIERE
Uscite reali paragonate ai valori stimati dall’Istat
Una delle undici categorie a cui l’Agenzia delle Entrate guarda con particolare attenzione, perché maggiormente soggetta a "fughe" fiscali o "scappatoie", è quella degli investimenti. Il ventaglio delle voci è molto ampio e anche qui articolato. Rientrano gli acquisti di case e terreni, auto e moto (oltre a minicar, barche, aerei), così come le polizze assicurative e la previdenza integrativa. Poi c’è l’intero portafoglio finanziario e dunque azioni, obbligazioni, fondi di investimento, derivati, oro, numismatica, valuta estera, buoni postali, conti di deposito vincolati. Per finire, rientrano anche gli oggetti d’arte e l’antiquariato, le donazioni e la manutenzione straordinaria degli immobili. È chiaro che si tratta di una tipologia di spesa parecchio importante poiché in grado di alzare di molto il totale. Difatti l’auto, la casa, i titoli, l’oro, il quadro e la scultura sono esborsi cospicui. Va detto, infine, che al Fisco interessa l’incremento patrimoniale. Dunque agli investimenti andranno sottratti i disinvestimenti dell’anno e anche quelli dei quattro anni precedenti.
INVESTIMENTI
Nel mirino, assicurazioni, viaggi all’estero e pay-tv
Tante e dettagliate. Le voci di spesa che da marzo saranno setacciate dal Fisco - cento raggruppate in undici tipologie - coprono tutti i possibili ambiti di impiego del denaro. La specificità, una delle novità di questo Redditometro, è tale che ad esempio nella categoria classica dei trasporti (forse la più scandagliata) non ricadono solo gli abbonamenti a bus e metro, le spese per il taxi, l’assicurazione e il bollo per le auto, come pure per barche e aerei. Ma anche gli esborsi per i pezzi di ricambio e l’olio, la manutenzione o la riparazione, l’ormeggio e il rimessaggio. Così nel capitolo "casa" accanto a mutuo o affitto, acqua e condominio, si trova anche il compenso all’agente immobiliare. In quello "istruzione" pure i soggiorni studio all’estero. In "altri beni e servizi", i centri benessere, i gioielli, i viaggi, i pasti fuori casa, gli assegni al coniuge, le parcelle dell’avvocato, i viaggi organizzati. Così nel "tempo libero" spunta l’abbonamento alla pay tv e quello al circolo sportivo, ma anche la spesa per i cavalli e agli altri animali domestici.
CONTROLLI
Portafoglio azioni e oro, ma anche arte e donazioni
Ma come funziona il controllo? Si parte dalle spese reali fatte nell’anno, definite "elemento indicativo di capacità contributiva". Quelle cioè che le banche dati del Fisco (l’anagrafe tributaria) sono in grado di "sputare" fuori. Il risultato viene però confrontato con il paniere Istat, ovvero con la spesa media calcolata nell’Indagine annuale sui Consumi, parametrata su 11 tipologie di famiglie (single o coppie, con o senza figli, sotto i 35 anni, over 65 o nel mezzo), a loro volta rapportate al territorio (5 "location": Nord-Ovest, Nord-Est, Centro, Sud, Isole). In totale, 55 tipologie familiari di consumo. Se la spesa "vera" è inferiore a questa media Istat, il Fisco sceglie il valore maggiore ("induttivo"). Se il dato Istat manca (ad esempio per barche, aerei, cavalli) si ricorre ad "analisi o studi socio-economici". Ma l’Agenzia può comunque usare, nel determinare in modo "sintetico" il reddito, voci di spesa extra rispetto alle "100" ufficiali, sempre che ne abbia contezza. Oltre che la "quota di risparmio formatasi nell’anno".
METODOLOGIA
E l’onere della prova ricadrà sul contribuente
Cosa succede se la luce rossa si accende? Se cioè le spese travalicano il reddito dichiarato di ben oltre un quinto? Qualcosa non va. Il Fisco deve accertare l’incongruenza. Mentre al contribuente persona fisica (nelle sue spese rientrano anche quelle di coniuge e figli a carico) spetta la difesa. In altri termini, l’onere di provare che l’ammontare delle spese a lui attribuite è del tutto sballato e fuori misura. Oppure che quegli acquisti sono stati finanziati in altri modi. E dunque con redditi diversi da quelli posseduti nell’anno, oppure esenti o soggetti a ritenuta alla fonte (come i titoli di Stato) o comunque "legalmente esclusi dalla formazione della base imponibile". O infine soldi prestati, regalati, donati, ereditati, vinti. Tutto si può spiegare, certo. Lo si deve anche dimostrare. Perché il tempo della Ferrari o della Porsche in garage e un 730 da fame o la nullatenenza (ufficiale) è forse finito. Intanto, tra un paio di mesi, si comincia dai redditi 2009, dichiarati nel 2010. Saranno i primi a passare sotto la lente del cervellone Serpico e dei suoi compagni.
(05 gennaio 2013)

VENDOLA CONTRO I RICCHI
ROMA - Il Pdl "un horror, a volte ritornano". Mario Monti "chiuso nel segreto delle stanze" del potere. Sel e Pd invece "con il popolo", a cominciare dalla scelta dei candidati con le primarie. E’ il panorama politico visto da Nichi Vendola, ospite di Uno Mattina su Rai Uno. Quanto alla polemica francese sulla supertassa sui ricchi il governatore della Puglia è secco: "I super-ricchi devono andare al diavolo, Putin ha le sembianze del diavolo e dunque Depardieu è sulla direzione giusta". "I progressisti - dice Vendola - si candidano per vincere e comunque il dibattito sugli scenari post voto e il rischio che il Pd e gli alleati non abbiamo la maggioranza "è comico". L’obiettivo è "salvare l’Italia e Monti e Casini in realtà propongono alla sinistra una resa".
A Vendola, evidentemente, non è proprio piaciuto che, proprio dallo studio di Uno Mattina, Monti abbia invitato Bersani a "tagliare le ali" del centrosinistra, tra le quali Sel. Un invito che Vendola descrive come "democristianeria senza la dc, democristianeria da Grande Oriente d’Italia". "Io taglierei le ali dei cacciabombardieri", ribatte il leader Sel, che dopo l’accostamento alla Massoneria attacca il Professore che "ha rapidamente imparato la lezione della vecchia politica e si presenta come un vecchio classico politico", un campione della "razza padrona, per usare un’espressione di Scalfari, che Monti lo conosce bene".
Più tardi, in un albergo di Roma, Vendola presenta la sua "squadra", i capilista e le personalità candidate con Sel alle prossime elezioni. "Questa squadra mi fa immaginare una storia di radicalismo di governo - spiega il governatore pugliese -. Tutti i capilista di Sel portano storie di battaglie in prima persona, delle trincee più esposte. Sono testimoni del nostro tempo mai proni nei confronti del potere".
Si tratta, tra gli altri, di Roberto Natale, ex presidente della Fnsi; Giulio Volpe, rettore dell’Università di Foggia; Francesco Forgione, ex presidente dell’Antimafia; Celeste Costantino, attivista antimafia e femminista; Ida Dominijanni, giornalista e scrittrice; Pap Diew, portavoce della comunità Senegal di Firenze; Giulio Marcon, fondatore di Sbilanciamoci; Giovanni Barozzino, operaio della Fiat; Laura Boldrini, portavoce dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati. Assenti, ma in lista, anche il leader della Fiom Giorgio Airaudo e la presidente dei Verdi europei Monica Frassoni.
Con questa formazione, "noi puntiamo a vincere le elezioni per governare il Paese - assicura Vendola -, puntiamo all’autosufficienza del polo progressista, un’obiettivo alla nostra portata. E Sel è la polizza di assicurazione per gli elettori di sinistra, è attore di uno spostamento a sinistra degli equlibri sociali e politici della società italiana. Noi vogliamo uscire a sinistra dalla crisi della seconda Repubblica e del berlusconismo".
E si riparla di Monti. Per Vendola, il programma del Professore "salito" in politica dopo aver guidato il governo tecnico è come "i Penitenziali" del Medioevo. Paragone per il quale il leader di Sel trae spunto da una suggestione di Ida Dominijanni. "Bisognerà fare un triplo salto mortale - spiega la giornalista e candidata - bisognerà uscire sia dal regime del godimento di Silvio Berlusconi che dal regime penitenziale di Monti". Vendola propone una piccola correzione: "I penitenziali facevano l’autoflagellazione. Questi non fanno auto-flagellazione. Questi flagellano gli altri".
"Come Mario Monti non riesca a vedere il dolore che ha creato nelle viscere della società è incredibile - aggiunge il leader di Sel -. Il suo è un ottimismo di maniera, da fiction, da spot. E’ incomprensibile capirlo. Oggi si rischia il ritorno delle élite insofferenti per il ritorno della democrazia, quelle che devono vincere solo loro, devono scrivere loro l’agenda. E’ un’immagine di rango sociale, una classismo feroce".
Non fosse "salito" in politica, Monti avrebbe avuto ottime chance di succedere a Napolitano al Quirinale. Per Vendola, schierandosi politicamente, il Professore ha "rinunciato a correre". Sull’elezione del presidente della Repubblica, premette Vendola, "bisognerà discutere e trovare soluzioni concordate con uno schieramento più largo di forze". Ma il leader di Sel ha una sua idea: in un tempo "così travagliato, inquieto e opaco, anche lo sguardo sul Quirinale può essere segnato da una capacità di innovazione. Immaginare una donna al Quirinale può essere una risposta importante in questo senso".
(07 gennaio 2013)

GIOVANI DISOCCUPATI
Sempre più giovani sono senza lavoro. Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) a novembre è pari al 37,1%, si tratta del record assoluto, ai massimi sia dalle serie mensili, ovvero da gennaio 2004, sia dalle trimestrali, cominciate nel quarto trimestre ’92. «Tra i 15-24enni le persone in cerca di lavoro sono 641 mila e rappresentano il 10,6% della popolazione in questa fascia d’età. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, ovvero l’incidenza dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca, è pari invece al 37,1%, in aumento di 0,7 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 5,0 punti nel confronto tendenziale» rileva l’Istat.
A livello generale spiega sempre l’Istat «Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni aumenta dello 0,3% rispetto al mese precedente (+39 mila unità). Il tasso di inattività si attesta al 36,1%, in crescita di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali e in diminuzione di 1,2 punti su base annua».
DISOCCUPAZIONE TOTALE - Sempre secondo l’Istat, a novembre il numero di disoccupati resta vicino ai 2,9 milioni, precisamente pari a 2 milioni 870 mila, in lieve calo (-2 mila) rispetto a ottobre (la diminuzione riguarda la sola componente femminile). Su base annua, invece, la disoccupazione cresce del 21,4%, ovvero di 507 mila unità. Questo implica che il tasso di disoccupazione resta fermo all’11,1%, sempre ai massimi storici come ad ottobre.
UOMINI - Tra novembre 2007 e lo stesso mese del 2012 gli uomini al lavoro sono diminuiti di 746.000 unità passando da 14.126.000 occupati a 13.380.000. È quanto si legge nelle tabelle pubblicate oggi dall’Istat secondo le quali le donne al lavoro sono aumentate di oltre 220.000 unità. Il tasso di occupazione maschile è ora al 66,3% dal 70,8% del 2007.
EUROSTAT - Vola la disoccupazione giovanile anche nell’Eurozona. Secondo i dati di Eurostat, a novembre 2012 il tasso ha raggiunto il 24,4%, con 3,733 milioni di under 25 senza lavoro, a fronte del 21,6% dello stesso mese dello scorso anno. Il numero dei giovani disoccupati nell’area della moneta unica è balzato di 420 mila unità in un anno. Nell’Ue a 27 il tasso di disoccupazione per gli under 25 è stato a novembre del 23,7% rispetto al 22,2% dello stesso mese del 2011.
Redazione Online

CORRIERE.IT
Le nuove tasse sulla proprietà, tra tutte in particolare l’Imu, secondo l’Ue non migliorano la redistribuzione del reddito nel nostro Paese e «non hanno un impatto sulle disuguaglianze in Estonia e Italia» tanto che è previsto perfino che determinino «un leggero aumento della povertà in Italia». Lo scrive nel suo rapporto 2012 sull’occupazione e gli sviluppi sociali la Commissione Ue, con riferimento in particolare all’introduzione dell’Imu, che, a differenza dell’ultima versione dell’Ici si applica anche sulla prima casa.
«MIGLIORARE LA PROGRESSIVITÀ» - Secondo il rapporto, anche se la nuova tassa comprende alcuni aspetti di equità, altri potrebbero essere «ulteriormente migliorati per aumentarne la progressività». L’Imu, ricorda il rapporto Ue, è stata introdotta nel 2012 «a seguito di raccomandazioni sulla riduzione di un trattamento fiscale favorevole per le abitazioni» e «basata sull’effetto distorsivo relativamente basso delle tasse sulla proprietà e il basso tasso di evasione». Nella sua architettura, l’Imu, riconosce Bruxelles, «include alcuni aspetti di equità», come la deduzione di 200 euro per la prima casa, le deduzioni supplementari in caso di figli a carico, e una marcata differenziazione del tasso di imposizione tra prima e seconda casa. Ma, avverte la Commissione, «altri aspetti potrebbero essere ulteriormente migliorati in modo da aumentarne la progressività». Per esempio, dovrebbero essere aggiornati i valori catastali degli immobili: nonostante sia già stato fatto un passo in avanti l’aumento del 60% dei valori del reddito catastale, si tratta di un aumento proporzionale e non progressivo legato al reale valore di mercato degli immobili, e che quindi non riduce le disuguaglianze di reddito. Dovrebbero poi essere introdotte deduzioni non basate sul reddito e migliorata la definizione di residenza principale e secondaria.
POVERTÀ - In Italia inoltre c’è anche «un alto rischio di entrare in uno stato di povertà e poche possibilità di uscirne» scrive sempre la Commissione europea nello stesso rapporto.
LA SITUAZIONE - L’Italia, insieme con diversi altri Paesi del sud Europa e Baltici si trova in una sorta di «trappola della povertà». Si tratta del secondo gruppo in cui la Ue ha classificato la situazione dei vari paesi. Nel primo gruppo, dove i casi di entrata nella povertà e di uscita sono alti, si trovano Francia e Regno Unito. Nel terzo gruppo, che include i paesi nordici, ci sono bassi tassi di ingresso nello stato di povertà e di uscita dalla povertà.