VARIE 4/1/2012, 4 gennaio 2012
APPUNTI PER GAZZETTA - SALDI 2013
REPUBBLICA.IT
MILANO - L’anticipo di primavera che accompagna questi primi giorni di saldi non sembra portare grandi schiarite per i commercianti e i consumatori. Secondo i dati sull’andamento degli acquisti durante le promozioni invernali del 2013, contenuti in un’indagine di Confcommercio-Imprese per l’Italia, in collaborazione con Format Research, la quota di italiani che approfitteranno degli sconti si riduce dell’8% rispetto allo scorso anno, al 60% circa. Quattro italiani su dieci, cioè, escludono di fare acquisti.
Quanto alla spesa, quasi il 70% della popolazione prevede di spendere meno di 200 euro, il 26,8% indica la soglia tra 200 e 300 euro. Si dimezzano le fasce alte di spesa: solo il 3% spenderà tra 300 e 500 euro (dal 6,3% del 2012), e l’1,6% oltre 500 euro (3,7%). In diminuzione le principali tipologie di acquisti (calzature, accessori, biancheria intima e per la casa, pelletteria), dovrebbero invece reggere i capi di abbigliamento. Dall’indagine emrerge che quasi la totalità dei commercianti (il 96,9%) applicherà uno sconto medio sui prodotti venduti fino al 50%. Nonostante la minore disponibilità di spesa, e probabilmente anche per l’estensione delle promozioni ad altri periodi dell’anno in forme diverse da quelle dei saldi, la percentuale delle merci acquistate durante il periodo di sconti sul totale annuo degli acquisti è in diminuzione. Il 59,6% dei consumatori, infatti, acquista in saldo meno del 30% della merce annuale (lo scorso anno era il 48,5% dei consumatori), mentre solo l’8,1% compie più della metà degli acquisti annuali in questo periodo (era l’11,9% un anno fa).
Quanto ai comportamenti d’acquisto, infine, dall’indagine emerge che il 37,2% dei consumatori acquisterà in punti vendita non frequentati abitualmente. Un italiano su due attende i saldi per acquistare un articolo al quale stava pensando da tempo, uno su cinque acquisterà solo prodotti di marca. A partecipare maggiormente alla stagione di shopping sono donne, persone di età compresa tra i 18 ed i 54 anni, giovani e giovanissimi, residenti nelle grandi aree metropolitane e nel Mezzogiorno. Quanto alle imprese, l’aspettativa sul contributo dei saldi per la crescita della clientela è in calo: per il 60,2% dei commercianti il negozio sarà visitato da nuovi clienti contro il 62,9% dell’anno precedente.
Il Codacons è però scettico sull’andamento del periodo di saldi: "L’ottimismo di Confcommercio relativo ai saldi invernali dovrà, purtroppo, scontrarsi con la dura realtà degli acquisti in calo da parte degli italiani", afferma l’Associazione dei consumatori in una nota. "Anche nel 2013 si confermerà il trend negativo degli acquisti in regime di saldi, al punto che, rispetto ai saldi invernali del 2009, il budget che le famiglie dedicheranno allo shopping sarà addirittura dimezzato. Quattro anni fa, infatti, la spesa media delle famiglie era pari a 450 euro". Per questo periodo di sconti, invece, "le famiglie spenderanno una media di 224 euro, con una contrazione del 50,2% in soli 4 anni".
(04 gennaio 2013)
SALDI - CALENDARIO (REPUBBLICA.IT)
La corsa ai saldi è partita oggi, 2 gennaio, in tre regioni: Basilicata, Campania e Sicilia. Nel resto d’Italia appuntamento a sabato 5 gennaio. Ma stavolta le famiglie ci arriveranno con le tasche vuote, falcidiate da tasse, Imu, rincari tariffari. Secondo Confcommercio ogni famiglia spenderà in media 359 euro. Adusbef prevede un calo della spesa del 19%. Secondo i calcoli del Codacons, il budget sarà di 224 euro per nucleo familiare, dimezzato rispetto a 4 anni fa quando la media calcolata era di 450 euro. E anche se la spesa complessiva supererà i 2,1 miliardi, solo il 40% delle famiglie italiane potrà permettersi qualche acquisto. Rispetto allo scorso anno, invece, la previsione complessiva è di un meno 15%.
FOTORACCOLTE: ABITI CHE DURANO - ACCESSORI SEMPRE DI MODA
Per tanti, comunque, si tratta di un appuntamento importante, per comprare a prezzi un po’ più contenuti. E allora, via in Campania, Basilicata e Sicilia il giorno dopo Capodanno, mentre in tutte le altre zone d’Italia si comincia il 5 gennaio. Eppure nelle grandi città, a cominciare dalla capitale, in modo più o meno esplicito i negozianti e le catene hanno già da qualche giorno cominciato una massiccia politica di offerte ai clienti, dai ribassi ai tre per due. Anche con l’obiettivo di intercettare per primi la debole capacità di spesa, molti commercianti hanno anticipato il tamtam dello sconto strisciante, via sms e internet. "Da molte settimane i clienti più affezionati ricevono mail, telefonate e messaggini (e messaggi sulle bachece Facebook, ndr) per sconti non ancora dichiarati in vetrina" afferma l’Adiconsum.
Ecco il calendario completo dei saldi, regione per regione, stilato dalla Confesercenti.
ABRUZZO - 5 gennaio - 5 marzo
BASILICATA - 2 gennaio - per 60 giorni
CALABRIA - 5 gennaio - 28 febbraio
CAMPANIA - 2 gennaio - 31 marzo
EMILIA ROMAGNA - 5 gennaio - per 60 giorni
FRIULI VENEZIA GIULIA - 5 gennaio - per 60 giorni
LAZIO - 5 gennaio - per 6 settimane
LIGURIA - 5 gennaio - per 45 giorni
LOMBARDIA - 5 gennaio - per 60 giorni
MARCHE - 5 gennaio - 1 marzo
MOLISE - 5 gennaio - per 60 giorni
PIEMONTE - 5 gennaio - per 8 settimane
PUGLIA - 5 gennaio - 28 febbraio
SARDEGNA - 5 gennaio - per 60 giorni
SICILIA - 2 gennaio - 15 marzo
TOSCANA - 5 gennaio - per 60 giorni
UMBRIA - 5 gennaio - per 60 giorni
VALLE D’AOSTA - 3 gennaio - 31 marzo
VENETO - 5 gennaio - 28 febbraio
PROVINCIA DI BOLZANO - 5 gennaio - 16 febbraio.
PROVINCIA DI TRENTO - tutto l’anno per 60 giorni
(02 gennaio 2013)
IL RAPPORTO DELLA COOP (REPUBBLICA.IT)
MILANO - Sei anni di crisi rischiano di abbattere i consumi degli italiani con la veemenza più grande registrata dal Dopoguerra, riportandoli ai livelli di ben 17 anni fa. Secondo il rapporto Coop "Consumi & Distribuzione" l’aggiustamento dei conti pubblici, la crescita della disoccupazione e il ritorno dell’inflazione "hanno obbligato le famiglie a ridurre la spesa del 4% rispetto all’anno precedente", al netto dell’inflazione stessa. E per l’anno appena iniziato le cose non sembrano mettersi al meglio, tanto che la Coop mette in conto un’ulteriore diminuzione dei consumi dell’1,3%.
A livello di settori, spicca la grande difficoltà dell’alimentare. La spesa deflazionata pro capite ai banchi di frutta, carne, verdura e simili è ritornata ai livelli degli anni ’60, quando a guidare gli acquisti ci pensava il Carosello. La spesa per le auto è tornata al 1974, trascinando al ribasso il mercato delle quattro ruote. Per intendersi, presso i rivenditori di quel decennio si trovavano le Alfa Sud e cominciava l’era della Ritmo. In arretramento anche i viaggi, calati alla quota del 1994: si sarebbe potuto far visita alla Repubblica Federale di Jugoslavia. L’abbigliamento è rimasto al 1984, mentre la ristorazione è tornata al 1999.
Il rapporto redatto in collaborazione con Ref Ricerche e Nielsen sottolinea che il 2012 si chiude con una flessione del prodotto interno lordo quantificabile in un 2,2%, ma "con un impatto ben più profondo sui redditi delle famiglie". Gli acquisti del 2012, continua la Coop, "hanno sofferto particolarmente" e le vendite della grande distribuzione italiana hanno fatto segnare un andamento negativo pari a -0,7%. Penalizzati in particolare gli esercizi più piccoli (libero servizio -2,3%) e quelli più grandi (Ipermercati -1,6%); premiati, invece, i discount (+4,6%).
Dal quadro dipinto a tinte fosche degli ultimi mesi si è in parte distinto il mese di dicembre, che ha chiuso lievemente sopra i livelli dell’anno precedente. Nelle prime due settimane del mese, in concomitanza con il pagamento dell’Imu, era stata registrata una brusca frenata pari al 4%, mentre gli acquisti delle festività proprio a ridosso di Natale e Capodanno hanno fatto segnare un "inatteso progresso": le vendite della grande distribuzione sono cresciute di oltre il 5%. Per il Natale 2012, però, gli italiani sembrano aver adottato per una politica low-cost, se è vero che nelle ultime due settimane dell’anno è stato registrato un incremento delle vendite dei discount (+9% sul 2011), insieme a dire il vero a quelle nei supermercati e ipermercati di dimensioni maggiori (+8%).
"I consumi sono diminuiti quattro volte di più di quanto è calata la spesa pubblica e la vera spending review in Italia le famiglie l’hanno fatta a casa propria, riducendo gli sprechi e il superfluo anche negli acquisti di Natale", commenta a riguardo Albino Russo, responsabile dell’Ufficio studi economici di Ancc-Coop, l’Associazione nazionale delle cooperative di consumatori che cura il rapporto annuale.
(04 gennaio 2013)
INFLAZIONE (CORRIERE.IT)
La crisi si fa sentire. Nel 2012 le aziende italiane hanno chiesto all’Inps quasi 1,1 miliardi di ore di cassa integrazione con un aumento del 12,1% rispetto al 2011. Nel 2012 si è toccata quota 1.090 milioni a fronte dei 973 milioni del 2011. Lo rileva l’Inps ricordando che il top è stato raggiunto nel 2010 con quasi 1,2 miliardi di ore autorizzate.
DISOCCUPAZIONE - A novembre 2012 le domande di disoccupazione presentate all’Inps sono state 128.534 con una diminuzione del 4,58% rispetto a novembre 2011. Lo rileva l’Inps sottolineando che nei primi 11 mesi dell’anno le richieste di disoccupazione sono state 1.285.299 con un aumento del 14,49% rispetto allo stesso periodo del 2011. Le domande di mobilità presentate a novembre 2012 sono state 10.173 (+10% tendenziale). Nei primi 11 mesi del 2011 sono state presentate all’Inps 133.052 richieste di mobilità (+17,82%).
INFLAZIONE - Sul fronte dell’inflazione l’Istat ci informa invece che il tasso di inflazione medio annuo per il 2012 è pari al 3,0%, in accelerazione di due decimi di punto percentuale rispetto al 2,8% registrato per il 2011. Le cose però stanno migliorando nell’ultimo mese di rilevazione visto che l’inflazione a dicembre - sempre secondo le stime preliminari comunicate dall’Istat - ha fatto registrare un aumento dello 0,3% rispetto al mese precedente e del 2,4% nei confronti di dicembre 2011 (era +2,5% a novembre). Il lieve rallentamento dell’inflazione, che segue quello di pari entità registrato a novembre, è - spiega l’Istat - principalmente dovuto all’ulteriore frenata dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati, che segnano un calo congiunturale dello 0,7% e una crescita tendenziale del 7,7%, dall’11,6% di novembre. L’inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, sale all’1,6% (era +1,5% nel mese precedente). Al netto dei soli beni energetici, la crescita tendenziale dell’indice dei prezzi al consumo sale invece all’1,7% dall’1,6% di novembre.
Redazione Online
INFLAZIONE - SOLE24ORE
Dal cibo ai carburanti, prezzi in aumento e borselli delle famiglie più leggeri. Nella media del 2012, infatti, il carrello della spesa degli italiani è stato più caro. Secondo le stime preliminari dell’inflazione a dicembre diffuse dall’Istat, il tasso di crescita dei prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto (dal cibo ai carburanti) è salito al 4,3% dal 3,5% del 2011. Si tratta del valore medio annuo più alto dal 2008.
L’andamento dei prezzi è comunque a due velocità. A dicembre il tasso d’inflazione annuo registra un nuovo, anche se lieve, rallentamento, fermandosi al 2,4%, dal 2,5% di novembre e così tornando al livello di febbraio 2011. Lo rileva l’Istat, nelle stime preliminari.
Secondo l’istituto il lieve rallentamento dell’inflazione è principalmente dovuto all’ulteriore frenata dei prezzi energetici non regolamentati. Su base mensile, invece, i prezzi salgono dello 0,3%.
ILSOLE24ORE.IT - 1°GENNAIO 2013
Dal 2 in Campania, Sicilia e Basilicata, dal 5 nel resto d’Italia. Partiranno domani in Basilicata, Campania e Sicilia i saldi invernali. Poi, da sabato 5 gennaio, sarà la volta delle altre regioni. Ecco il calendario dei saldi invernali 2013 stilato da Confcommercio secondo la quale ogni famiglia spenderà in medio 359 euro per l’acquisto di capi d’abbigliamento ed accessori, per un valore complessivo di 5,6 miliardi, pari al 18% del fatturato. I saldi invernali rappresentano il 18% della spesa totale del settore abbigliamento e calzature.
SOLE24ORE.IT 27/12/2012
Sconti del 30, 40, 50% pochi giorni prima dei saldi stagionali. Un fenomeno come quello di quest’anno non si era mai visto. I commercianti, per attrarre i consumatori nei negozi, stanno provando a fronteggiare la crisi e il drammatico calo delle vendite rinunciando ai margini. La Regione Lombardia lo ha stabilito il 9 giugno 2012: sospeso per un anno il divieto di effettuare vendite promozionali di articoli non alimentari e di moda nei 30 giorni prima dei saldi. Via libera agli sconti. Anche se la legge nazionale del 1998 parla chiaro, come spiega l’avvocato Roberto Valenti, partner responsabile del dipartimento di proprietà intellettuale di Dla Piper Italia: di norma, le vendite promozionali possono essere effettuate in un periodo limitato, a patto che non sia nei 40 giorni prima dei saldi. «Ostacoli normativi che sarebbero comprensibili in un altro clima economico ma che decadono vista la crisi che ha messo in ginocchio i commercianti», spiega Valente.
Ciò che sarebbe illecito in via teorica, diventa lecito perché si fa di necessità virtù. Con le debite differenze territoriali «perché vi sono leggi regionali diverse, quindi negozi che distano poche decine di chilometri gli uni dagli altri potrebbero essere soggetti a una differente regolamentazione delle vendite promozionali». La liberalizzazione viene chiesta da tempo, con parti a favore e parti contrarie. «Il decreto Bersani – aggiunge Valenti – stabilì che tutti i limiti non necessari alla realizzazione di vendite promozionali, tali da non impattare sulla concorrenza, dovessero essere eliminati. La Corte Costituzionale però si è pronunciata contro l’articolo 113 della legge regionale della Liguria del 2 gennaio 2007 numero 1 (Testo unico in materia di commercio) nella parte in cui non prevede il divieto di vendite promozionali nei 40 giorni prima dei saldi». Quindi, ne è emerso un giudizio di illegittimità. Logico, con queste discrepanze, che la giurisprudenza non abbia posizioni univoche.
Incalza l’avvocato Valenti: «In genere queste disposizioni sono gradite alle grandi aziende che lavorano sui volumi e che possono praticare sconti significativi, ma non alle piccole». Infatti, a Bergamo, Fismo-Confesercenti ha chiesto provvedimenti a nome delle aziende, consegnando ai consiglieri regionali lombardi gli appelli per la modifica della norma che abolisce il divieto di promozioni pre saldi. Orfeo Lumina, presidente di Fismo Bergamo ha detto che «l’assenza di regole genera una rincorsa esasperata alla vendita promozionale che non porta benefici ai negozi, per la marginalità insostenibile, né sul fronte del rapporto con i consumatori, che rimangono disorientati». Inoltre, tutto ciò vanificherebbe l’appeal delle vendite di fine stagione. Un’indagine di Confesercenti Lombardia aveva dimostrato che nel periodo giugno agosto durante la sperimentazione i ricavi delle vendite erano rimasti invariati per l’80% dei casi. «Ma oggi è questione di vita o di morte - precisa Valente - è a rischio la sopravvivenza degli esercizi commerciali». Anche il presidente della regione Campania Paolo Romano ha delegato a un post su twitter il suo assenso all’abolizione dei divieti: «Approvando la legge che sospende per un anno il divieto di fare vendite promozionali nel periodo prima dei saldi, la Regione intende dare una boccata d’ossigeno a un comparto in ginocchio, a sostegno tanto dei commercianti quanto dei consumatori». Secondo un’indagine recente di Confesercenti nazionale la quota della spesa per abbigliamento delle famiglie è passata da 8% nel 2008 al 5,8% del 2012, lasciando nelle casse dei negozianti 1,3 miliardi in meno. I diretti interessati corrono ai ripari con premi, fidelizzazioni, tessere a punti, 3x2, super sconti. Il Codacons ha più volte proposto i "saldi tutto l’anno". C’è chi teme che l’assenza di regole sul mercato avvantaggi solo i più forti.
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LE NOVITÀ
L’ultima modifica
È stata la Campania l’ultima regione che lo scorso 13 dicembre ha concesso agli esercenti di avviare promozioni in deroga del limite previsto dei 40 giorni.
Le polemiche
In Piemonte, ad esempio, le gliesercenti hanno lamentato il possibile danno economico per il sì alle promozioni anticipate concesso dalla vicina Lombardia.
La mappa
CHI È A FAVORE
LOMBARDIA
Il divieto di promozioni nei periodi antecedenti i saldi è stato sospeso per un anno dal 9 giugno 2012
EMILIA ROMAGNA
Non vi sono limiti temporali alle vendite promozionali