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 2012  gennaio 04 Mercoledì calendario

IL PAESE DELLE SPOSE BAMBINE

Una nuova testimo­nianza “certifica” la difficile condi­zione delle bambine in Pakistan, costrette spesso da povertà, emarginazio­ne e consuetudini a una vi­ta di abusi e sfruttamento fino dalla più tenera età. A partire dal matrimonio infantile, una piaga che dà al Paese un triste pri­mato. Dei 60 milioni di spose-bambine stimate o­gni anno nel mondo, il 42 per cento sarebbero di nazionalità pachistana. Il dato è stato reso noto du­rante un seminario da Qamar Naseem, coordina­tore della Ong pachistana Blue Veins che da anni è impegnata a combattere una consuetudine tanto diffusa quanto radicata.

Una situazione che ha origine nell’estrema povertà delle famiglie d’origine. «Le famiglie povere spes­so hanno poche risorse per garantire un’alternati­va alle ragazze e per offrire loro un’istruzione ade­guata », conferma Naseem. Di conseguenza, in mol­te famiglie il matrimonio è visto come un modo per offrire un futuro alle proprie figlie, ma non ne­cessariamente un futuro migliore. Tant’è vero, ad esempio, che «il rischio di morte durante la gravi­danza per chi ha meno di 15 anni è cinque volte maggiore rispetto a chi ne ha 20. Questo costo è troppo alto per essere ignorato dalla società», sot­tolinea ancora il coordinatore di Blue Veins. Una tra­dizione di discriminazione alimentata da tante ne­cessità ma anche, in anni recenti, dal consolidarsi del radicalismo religioso e del tribalismo che di fat­to pongono molte bambine e giovani donne al di fuori della giurisdizione dello Stato.

Come sottolinea anche la Società di ostetricia e gi­necologia del Pakistan, «dal concepimento all’a­dolescenza le femmine sono sempre minacciate. Spesso sono vendu­te da bambine o da­te come compenso per risolvere faide fa­miliari e tribali. Ra­gazze sono anche u­sate come risarci­mento in caso di cri­mini, omicidio in­cluso, e sono oggetto di sfruttamento sessuale o maltrattamento».

Sono da 5.000 a 8.000 le minorenni costrette al ma­trimonio nel solo Regno Unito, un fenomeno che non riguarda esclusivamente le comunità pachi­stane, ma che dimostra la difficoltà di combattere usanze che non trovano una spiegazione nel biso­gno, ma nelle consuetudini socio-religiose.