Aldo Grasso, Corriere della Sera 02/01/2012, 2 gennaio 2012
Gli ascolti di Capodanno non fanno che confermare una tendenza in atto da un po’ di tempo: la gente sta a casa a guardare la tv, più di prima
Gli ascolti di Capodanno non fanno che confermare una tendenza in atto da un po’ di tempo: la gente sta a casa a guardare la tv, più di prima. E siccome la qualità degli show non è certo migliorata, anzi, si deve dedurre con certezza che la crisi si sta facendo sentire, eccome. «L’anno che verrà», durante il brindisi dei mezzanotte, ha raggiunto un picco d’ascolto di oltre 11,2 milioni di spettatori, quasi 18 milioni sommando le altre reti. Bisogna risalire a quindici anni fa per ottenere cifre simili. A Capodanno 2012 davanti all’ammiraglia Rai c’erano stati 10.970.000 italiani. La media del programma è stata di 6.475.000 spettatori, pari a uno 37,3% di share, cui vanno aggiunti gli spettatori di Barbara D’Urso su Canale 5 (2.714.000 spettatori, 16,1% di share). Insomma, un Capodanno casalingo: meno gente al ristorante, meno gente al cinema, meno gente con soldi in tasca. Da mesi si rincorrono dati e ricerche che cercano di fotografare gli effetti concreti della crisi economica. Secondo la Banca d’Italia, le famiglie italiane avrebbero perso il 4% del loro potere d’acquisto. Ora anche i numeri dell’audience ci descrivono in maniera realistica il periodo che stiamo attraversando: per condividere con altri la gioia di una festa non resta che la tv.