Alessandro Capponi, Corriere della Sera 4/11/2006, 4 novembre 2006
Alla sovrintendenza dei beni archeologici non trovano la dichiarazione di inizio lavori, ma che volete che sia, è tutto in regola, i nulla osta dalle varie istituzioni sono stati concessi con una encomiabile celerità: e così in via Porpora, nel giardino di villa Astaldi, ci sono già ruspe e operai, scavi nel sottosuolo profondi, a occhio, una decina di metri
Alla sovrintendenza dei beni archeologici non trovano la dichiarazione di inizio lavori, ma che volete che sia, è tutto in regola, i nulla osta dalle varie istituzioni sono stati concessi con una encomiabile celerità: e così in via Porpora, nel giardino di villa Astaldi, ci sono già ruspe e operai, scavi nel sottosuolo profondi, a occhio, una decina di metri. Il parcheggio che nascerà lì sotto è quasi invisibile dall’ esterno: lungo tutto il perimetro sono stati messi teli neri, tavole, tutto quello che s’ è trovato. «Un parcheggio, certo, sennò gli ospiti dove mettono la macchina?»: Ida Benucci, la nuova proprietaria, da New York fa sapere che per la casa che fu di Mimma e Sante Astaldi, lei ha idee chiarissime: «Voglio farne un salotto, come quello degli Astaldi ma anche diverso perché non voglio imitare nessuno, diciamo un salotto a metà tra mondanità e cultura, con una scultura di Botero in giardino accanto a una fontana realizzata da Donald Gummer, lo scultore, il marito della mia amica Meryl Streep». La «fondazione culturale», come la chiama lei, nascerà a metà dell’ anno prossimo. Invece, in questi giorni, Italia Nostra, che in via Porpora ha avuto la sua sede storica grazie proprio al lascito degli Astaldi, Italia Nostra, dunque, in questo periodo è in fase di trasloco: va in via Sicilia 66. L’ affitto è un poco alto, più di diecimila euro al mese, ma dopo aver venduto villa Astaldi i problemi sono altri. Con quella operazione, infatti, in cassa, qualche mese fa, sono entrati quasi 13 milioni. E così adesso, nella stessa casa dove sono passati tutti i grandi nomi della cultura del ’ 900, stanno facendo un parcheggio, un’ «autorimessa di pertinenza», com’ è scritto nel cartello all’ esterno. Villa Astaldi non è solo una palazzina nel cuore dei Parioli: fu un simbolo di quel mecenatismo novecentesco interpretato dalla «Mimma» e dal «Bebe», come affettuosamente gli amici chiamavano Maria Luisa (1899-1982) e Sante Astaldi (1895-1982). Grazie a loro, nelle stanze di via Porpora erano invitati letterati, artisti, accademici, architetti, principi del giornalismo. Per fare solo qualche nome: Giorgio Bassani, Carlo Levi, Giulio Carlo Argan, Mario Praz, Massimo Campigli, Indro Montanelli. Alle pareti mai fu collezionata arte antica, solo opere del tempo, da Picasso a De Chirico. E con lo stesso spirito, la coppia negli anni ’ 50 commissionò all’ architetto Ridolfi la sopraelevazione della villa. Insomma, quale che sia la prospettiva da cui si osserva, Villa Astaldi è un simbolo, un pezzo di storia. La più recente, è legata a Italia Nostra: l’ associazione guidata da Carlo Ripa di Meana, sulla vendita della villa ha rischiato la spaccatura. Ci sono stati appelli di artisti e intellettuali, ma alla fine la decisione è stata quella: vendere. Per via dei debiti. «Un milione di euro», disse Ripa di Meana. Ma anche su questa cifra s’ è discusso: perché, come scrisse Vittorio Emiliani sul Corriere, nell’ elencare la situazione debitoria, Ripa di Meana non ha «distinto fra debiti a breve, meno di 300 mila euro, a medio e a lungo termine, e senza porvi a fronte i crediti, cioè 320 mila euro». Polemiche, anche in questo caso. Ma la decisione non cambiò: 12 milioni e 850 mila euro, ed ecco che «il luogo simbolo - scrive Emiliani - di Italia Nostra e di tante nobili battaglie» diventa di proprietà di Ida Benucci, antiquaria di via del Babuino, via storica nella quale controlla anche l’ ex Studio Tadolini, da lei trasformato in caffetteria, e una maxigalleria nel «fu» atelier Eroli. «Di Villa Astaldi - dice lei - farò un salotto, una fondazione culturale della quale ancora non abbiamo scelto il nome. La costruzione del parcheggio è inevitabile, perché arriveranno tante di quelle personalità...». Forse, un poco diverse da quelle che frequentavano casa Astaldi. * * * Costruita da Foschini ristrutturata da Ridolfi Villa Astaldi venne edificata da Arnaldo Foschini nel 1929 e ristrutturata negli anni Cinquanta da Mario Ridolfi, con arredi di autentica qualità e una ardita sopraelevazione. Nella casa romana di via Porpora della «Mimma» e del «Bebe», come affettuosamente gli amici chiamavano Maria Luisa (1899-1982)e Sante (1895-1982) sono passati tutti i grandi nomi della cultura del ’ 900. * * * LA SCULTURA Ida Benucci vuole collocare nel giardino della Villa una scultura dell’ artista colombiano Botero * * * LA FONTANA Tra gli arredi ci sarà anche una fontana realizzata da Donald Gummer, marito di Meryl Streep * * * LE RUSPE Gli scavi nel giardino di Villa Astaldi sono profondi una decina di metri e quasi invisibili dall’ esterno * * * HANNO DETTO L’ acquirente Ida Benucci *** Farò una fondazione culturale, ma ancora non abbiamo scelto il nome *** Il venditore Carlo Ripa Di Meana *** Italia Nostra doveva venderla per debiti: un milione di euro *** L’ intellettuale Vittorio Emiliani *** È stata il luogo simbolo di Italia Nostra e di tante nobili battaglie Capponi Alessandro