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 2012  ottobre 09 Martedì calendario

LORENZO FA L’AMERICANO E CI RIESCE BENISSIMO

Una scelta di vita per cercare nuovi stimoli di fronte a sfide impegnative.
Ecco l’eclettico Jovanotti partire armi, bagagli e famiglia verso lidi stranieri e sbarcare negli Usa per un anno di vita newyorchese e una serie di concerti live.
Con un unico, ma fondamentale, particolare: canterà in italiano. Eh si, perché il buon Lorenzo Cherubini vuole cambiar pelle, mantenendo però il suo idioma.
Una decisione coraggiosa in un mercato discografico ostico e diffidente nei confronti di ugole che non abbiano l’accento inglese, o al più spagnolo. Tuttavia l’artista romano dimostra sufficiente audacia, tanto da dichiarare orgoglioso al New York Times: «Voi americani amate il nostro cinema, rispettate Fellini, Benigni, Antonioni. Perché non riuscite ad avere la stessa attenzione per la musica pop? Vorrei tanto interrompere questa tradizione negativa ». E forse ci sta riuscendo. Il tutto esaurito registrato l’altra sera al mitico Terminal 5 di Manhattan ha sorpreso anche lui, tanto da indurlo a scrivere su Facebook: «Un trionfo, mi sono portato via qualcosa di prezioso stasera da quel palco». Migliaia di persone in visibilio per uno spettacolo che ha ripercorso la sua storia musicale, con divagazioni sugli Stati Uniti visti dall’Italia, attraverso le immagini e i telefilm come «Happy Days». Tappe ben studiate che hanno avvicinato Jovanotti alla Grande Mela, convincendolo a trasferirsi tra grattacieli e il fiume Hudson insieme a moglie e figlia. Agli inizi della carriera Lorenzo riproduceva una sorta minimal di rap a stelle e strisce, ma poi è cresciuto professionalmente scrivendo ballate romantiche, mescolando negli anni ritmi latini a quelli africani, come nel brano cult «L’ombelico del mondo».
«Non penso di diventare ricco in America, sostiene mister Cherubini. Voglio solamente una esperienza significativa per aggiornarmi e sperimentare. Il desiderio è, comunque, di entrare a far parte integrante del rutilante universo made in Usa».
Al sold out prima dello spettacolo si è aggiunto il consenso del caloroso pubblico a fine esibizione, annunciata come una delle più impegnative e affascinanti della tournèe oltreoceano. Un uditorio rapito dai grandi successi italiani, da «Penso positivo» fino alle recenti hit, passando per il suo personale omaggio a New York, grazie alla versione rivisitata di «Empire State of Mind», celebre pezzo di Jay-Z e Alicia Keys dedicato alla Grande Mela.
Ma siamo solo all’inizio del percorso, poiché Jovanotti è atteso da uno scorcio di ottobre davvero fitto di impegni: dopo gli show di Washington, Philadelphia, Boston, in scaletta ci sono altri otto concerti in soli dieci giorni. Nell’ordine Atlanta, Orlando, Miami, Austin, Denver, Minneapolis, Chicago e infine Detroit. Mentre il 27 novembre uscirà l’album «BacKup Lorenzo 1987- 2012» , il best con venticinque anni di successi e sette nuovi brani, seguito da un meritato periodo di riposo nel quartiere newyorchese più amato: il Village, fonte di ispirazione e crocevia delle più diverse culture.