Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2012  ottobre 09 Martedì calendario

SUSHI FLOREALE E PIANOFORTE. LA CENA CON I FONDI PUBBLICI —

Tavoli finemente ornati con sushi floreale (840 euro) e illuminati con sapienza (4.600 euro), musica al pianoforte (400 euro), ai trenta selezionati commensali un invito accompagnato da un cofanetto di cioccolatini realizzato a mano (2.838,66 euro). Costo totale, catering di livello compreso: 13 mila euro e rotti. Pagano i milanesi con i fondi che dovrebbero finanziare la promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
La Fondazione Adolfo Pini, costituita per ricordare il pittore milanese Renzo Bongiovanni Radice, vuole farsi conoscere, ha bisogno di rinfrescare l’immagine. Come? Ci pensa il commissario straordinario, l’avvocato Antonio Picheca, con una cena fastosa. Ci sono un magistrato in servizio e due in pensione ed è stato invitato il Prefetto (che non verrà). Il 6 ottobre 2011 gli invitati non possono immaginare che i soldi per pagare il conto salato vengono direttamente dalle casse di palazzo Marino che ha erogato un finanziamento di centomila euro alla fondazione firmato da Patrizio Mercadante, direttore del settore Minori con ampia autonomia decisionale arrestato ieri per corruzione, turbativa d’asta e truffa ai danni dal Comune nell’inchiesta che ha portato in carcere anche Picheca. I soldi sarebbero destinati al concorso «Uno sguardo sulla città» riservato ai disegni degli studenti di tre licei artistici. Per la competizione basterebbe molto meno, ed infatti tutto il resto finisce nello spreco. Le indagini della Guardia di finanza di Milano, guidate dai pm del secondo dipartimento Grazia Pradella e Tiziana Siciliano, scoprono che un terzo di quei centomila euro finisce allo stesso Mercadante: 20 mila a lui direttamente per una consulenza fittizia, 8.500 a suo nipote; 34 mila ad una società che «non ha fornito alcun servizio»; un altro terzo per pagare il personale della Fondazione, rappresentato dallo stesso commissario e da Giulia Pezzoli (finita ai domiciliari). Ci sono poi i compensi ad un restauratore e la cena che garantisce a Picheca «un formidabile ritorno d’immagine, da sfruttare per intessere nuove relazioni con ambienti politici ed istituzionali».
Far parte di una «cerchia», di una «rete di conoscenze» che si estende tra gli ambienti imprenditoriali, politici e amministrativi è indispensabile un «intreccio di scambi di favori» come quello intessuto, secondo l’accusa, dagli indagati che ha consentito loro di ottenere incarichi prestigiosi, appartamenti di lusso a prezzi stracciati, enormi finanziamenti pubblici. Mercadante parla con un certo Peppino il 17 febbraio. Dopo che è andato in fumo un incontro con un sottosegretario pdl, ne programmano uno con un altro personaggio.
Mercadante: «In quell’occasione lo incontriamo, ti prendo proprio l’appuntamento così parli un pochino di tutto. Va bene?».
P.: «Ci vediamo... sì... riusciamo a fare una bella squadra... stiamo tra di noi, sicuramente».
M.: «Eh».
P.: «Possiamo avere benefici tutti... siamo una cerchia».
M.: «Esatto, esatto».
Il potente direttore del settore Minori del Comune non gode di molte simpatie in ufficio. Lo spiega una testimone: «Il dottor Mercadante nello svolgimento del suo lavoro era una persona molto particolare, nel senso che urlava molto, alzava spesso la voce, infatti alcuni dei collaboratori erano a disagio di fronte a questo tipo di atteggiamento. Spesso questo suo dare in escandescenze avveniva anche durante le riunioni, talvolta lo si sentiva anche negli uffici situati ai piani inferiori. In conclusione, era un maleducato». Ma aveva una «grande autonomia di gestione». Come quando, tra polemiche, si chiusero le scuole serali: «Si è mosso senza ascoltare nessuno. Sembrava proprio che fosse stato messo in quella funzione per adempiere ad un preciso mandato». Legato all’assessore agli affari sociali giunta Moratti Mariolina Moioli, Mercadante il 29 marzo forse sospetta di essere intercettato (era stato già perquisito) mentre parla con Antonio e dice di aver sempre fatto tutto nella legalità.
Antonio: «La Mariolina che dice?».
Mercadante: «Ma... leiiii, non sa niente non sa.... ma no sta inc... perché il problema è suo, oltre che mio, perché quello che ho fatto... io tutti i progetti che li ho fatti sono tutti a persone sue... però li abbiamo fatti bene, come posso dire... abbiamo fatto progetti in cui abbiamo rivalutato il patrimonio del Comune». (...) «Lei secondo me sbaglia quando dice... "non ne so niente!"... c...., come non ne sai niente?».
Giuseppe Guastella