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 2012  settembre 22 Sabato calendario

SOLO QUELLO CHE MI PIACE. ECCO IL GIORNALE SU MISURA

Una rivista tutta per te, solo per te, con gli argomenti che ti interessano, quelli di cui parlano i tuoi contatti sui social network. Il tutto confezionato in un formato gradevole per la lettura, da portarsi sempre in giro su tablet e da sfogliare anche in assenza di connessione internet.
A renderlo possibile sono delle App che raccolgono e setacciano automaticamente quanto pubblicato online e presentano il tutto in un formato che ricorda molto da vicino quello delle riviste patinate. La categoria viene denominata personal magazine o social magazine a seconda che le fonti siano prevalentemente quelle delle testate tradizionali o delle piattaforme sociali.
Gli utenti gradiscono — anche perché gratuite — e anche le grandi testate informative hanno mostrato interesse verso le possibilità che la nuova realtà dell’informazione dischiude (vedi box). La differenza principale rispetto ai tradizionali aggregatori di notizie in uso da anni sul web e su dispositivi mobili è nella presentazione delle informazioni, nella loro impaginazione in formato magazine che ben si sposa soprattutto con i tablet. Gli schermi degli smartphone infatti si adattano peggio al formato e in genere mantengono una consultazione del menù verticale.
Il capostipite della genia di questi giornali personalizzati aggiornati in automatico è Flipboard, applicazione nata nel 2010 la cui paternità è attribuibile a Mike McCue (già autore di TellMe venduto poco prima a Microsoft per 800 milioni di dollari). Disponibile in un primo tempo solo per iPhone e iPad, si è ora reso disponibile anche per i dispositivi che utilizzano Android. Flipboard ha tracciato la strada, sia per il formato sia per l’attitudine ai social network. Per usarlo basta scaricare l’App dal negozio online, creare un profilo Flipboard e metterlo in comunicazione con i social network su cui si è più presenti. Automaticamente il software seleziona i contenuti informativi dei contatti personali e quelli delle principali testate. Si possono scegliere alcuni argomenti ed escluderne altri. Per scorrere il menù si sfogliano le pagine che su Flipboard, a differenza di quasi tutti gli altri omologhi, si presentano su due fogli, come accadrebbe con un settimanale in carta e inchiostro. Inizialmente Flipboard pescava solo da Twitter e Facebook ma oggi ha esteso il campo d’azione anche a LinkedIn, YouTube, Instagram, Flickr e Tumblr. Inoltre si possono aggiungere anche i siti web delle testate ufficiali. Il menù ha diversi livelli di profondità: si parte dalla copertina, una schermata organizzata in quadrotti, per passare alle varie sezioni in cui vengono riportati titolo e dalle prime parole dell’articolo, impaginate su due pagine da scorrere come detto. Selezionando un contenuto lo si visualizza su una singola pagina, molto pulita e soprattutto emendata dalla pubblicità e dagli altri oggetti presenti solitamente in una pagina web, come i menù di navigazione. Se il contenuto piace, lo si può ovviamente ricondividere sulle piattaforme sociali preferite.
Non c’è però solo Flipboard, e così per soddisfare le esigenze di tutti i tipi di lettori che vogliono tenersi informati sono molte le applicazioni da scaricare sugli app store (non solo ci sono pure le versioni per web). Zite seleziona i contenuti solo dalle fonti classiche del web, i social network sono utilizzati solo per ottimizzare le scelta delle notizie: più un lettore e i suoi amici diffondono o commentano alcune tipologie di notizie, maggiore l’autorità che queste avranno rispetto ad altre. Così facendo l’algoritmo personalizza sempre meglio i contenuti proposti e la grafica rispecchia le indicazioni di rilevanza ingrandendo quelli che più si attagliano alle preferenze dell’utente. Anche Pulse preferisce le testate più autorevoli e si distingue per un’impaginazione del sommario/copertina per linee orizzontali, rappresentando un aggiornamento estetico degli aggregatori web che poca attenzione avevano per la forma. Newsify è specializzato sulle fonti non social ma può vantare quella che forse è la migliore impaginazione anche per la versione per smartphone e un ottimo servizio per archiviare gli articoli da leggere più tardi.
Alla stagione del rinnovamento della raccolta di notizie non poteva mancare Google. Il suo Currents, si integra perfettamente con Google Reader, l’aggregatore di riferimento fino a un paio di anni fa, quando una sequela verticale e monotona di titoli e sommari senza alcun ordine di rilevanza presentava i contenuti agli utenti. Un’era geologica fa.
Gabriele De Palma