Paolo Colonnello, la Stampa 22/9/2012, 22 settembre 2012
“DACCÒ E FORMIGONI IN VACANZA PER PARLARE DEI SOLDI ALLA MAUGERI”
Ma di cosa parlavano davanti a spiagge dorate e paesaggi da sogno Pierangelo Daccò e il suo amico Roberto Formigoni? Ad esempio, «dei problemi della Fondazione». Intesa come Maugeri, i cui bilanci dipendevano quasi esclusivamente dai finanziamenti della Regione Lombardia. Era lì, in quei luoghi magici, che secondo quanto raccontava poi Daccò ai suoi interlocutori, si decidevano i destini finanziari di alcuni ospedali privati della Lombardia. Emerge da alcuni verbali analizzati dagli investigatori nell’inchiesta che ha portato Formigoni ad essere iscritto nel giugno scorso sul registro degli indagati per corruzione. Dunque non erano semplici “benefits”, omaggi a un amico potente, sfizi concessi a un uomo politico in vista per affetto e riconoscenza: i viaggi extralusso che Pierangelo Daccò organizzava e pagava interamente per il presidente della Lombardia e alcuni suoi strettissimi amici (cinque in tutto per un valore di circa 800 mila euro), nonché la messa a disposizione “ad uso esclusivo” di 3 lussuose imbarcazioni (3 milioni e 700 mila oltre i soli costi di mantenimento), facevano parte di una vera e propria strategia corruttiva, finalizzata a fare ottenere finanziamenti regionali alle fondazioni ospedaliere che si rivolgevano al “mediatore”: dalla Maugeri di Pavia al San Raffaele di Milano. Emerge con chiarezza da alcuni verbali, quelli di Costantino Passerino e di Umberto Maugeri in particolare, rispettivamente l’ex direttore amministrativo che pagava all’estero le tangenti a Daccò e l’ex presidente della Fondazione delle cliniche di Pavia che ne dava il benestare. Racconta Passerino nell’interrogatorio del 3 maggio scorso a proposito dei “referenti” di Daccò in Regione: «Era evidente che il punto di riferimento di Daccò fosse il Presidente Formigoni e che quando c’erano problematiche importanti da risolvere Daccò si rivolgeva direttamente a lui. Dico questo anche perché, spesso, Daccò, a fronte delle mie richieste, mi rispondeva dicendo che sarebbe andato in vacanza con “il Pres” intendendo Formigoni e che avrebbe potuto parlare con lui dei problemi della Fondazione...» Fondamentali queste vacanze: «Ribadisco che Daccò, quando diceva che aveva dei “referenti” anche per giustificare le esose richieste economiche, si riferiva al Presidente Formigoni in primis, perché più volte me lo ha detto. Anche in uno dei primi incontri a tre con Lucchina (il direttore generale della sanità lombarda, indagato, ndr) ricordo che disse esplicitamente: “la risoluzione della vertenza con la Fondazione Maugeri è una cosa che sta a cuore al Presidente”... Ribadisco che, in diverse occasioni, Daccò faceva riferimento al Presidente quando noi chiedevamo la soluzione delle questioni di cui ho parlato questa mattina. In particolare, lui diceva “ne parlerò col Presidente” o, in altri casi, diceva “ne ho già parlato col Presidente”... Naturalmente anche Simone (Antonio, il socio ciellino di Daccò, ndr) più volte ha sottolineato l’amicizia che legava sia lui che Daccò a Formigoni. I due riferivano del loro rapporto di amicizia indicandolo sostanzialmente come la ragione che consentiva loro di “aprire le porte” in Regione. Peraltro entrambi mi riferivano di vacanze trascorse insieme al Presidente e al suo entourage. Daccò mi diceva espressamente che andava a prenotare ed io ritengo che fosse lui a pagare. Ma non me lo ha mai detto esplicitamente. lo invece ero certo che le loro vacanze fossero pagate con i nostri soldi».
Aggiunge in un verbale del 15 maggio Umberto Maugeri, presidente dell’omonima Fondazione. «Quanto a Simone e Daccò, eravamo costretti a pagare le cifre che ci sono state chieste da loro perché in quel momento -ed anche oggi -eravamo particolarmente “vulnerabili”, nel senso che il nostro equilibrio finanziario dipendeva da provvedimenti discrezionali della Regione Lombardia. Mi fate presente che anche il San Raffaele e il Fatebenefratelli pagavano il “pizzo” a Daccò e devo dire che effettivamente si tratta di un vero e proprio sistema».