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 2012  settembre 04 Martedì calendario

IL VIGILE VA A NOZZE

Giorgio Ponziano

Mani Pulite alla parmigiana. Con un coupe de theatre. Dopo le manette, i fiori d’arancio. I ripetuti scandali che sconvolsero Parma e portarono alle dimissioni della giunta comunale furono i prodromi del primo grande successo grillino, col sindaco 5stelle Federico Pizzarotti vincitore prima sul centrodestra poi, nel ballottaggio, sul centrosinistra.
Adesso all’albo comunale, proprio sotto il naso del neo-sindaco, sono affisse le partecipazioni: il capo dei vigili urbani che fu clamorosamente arrestato con pesanti accuse si sposa. Non ci sarebbe nulla da registrare ma all’amore - come si sa - non si comanda. E allora chi è la futura sposa? Un magistrato. L’amore, insomma, è nato in tribunale dove il vigile si recava spesso per servizio e dove poi si è ritrovato come indagato. I due convoleranno a nozze tra pochi giorni, lui accusato, lei, di mestiere, accusatrice. In Comune a celebrare le nozze potrebbe essere proprio il neosindaco beneficiario politico delle malefatte di un biennio nero per la città di Maria Luigia, con Parma consegnata ai grillini.
Giovanni Maria Jacobazzi ora è carabiniere. Ha preferito lasciare il corpo dei vigili urbani ed è rientrato nell’Arma, che aveva lasciato per arrivare, chiamato dall’allora sindaco berlusconiano Pietro Vignali, a capeggiare il comando dei vigili urbani di Parma. Proprio questa chiamata diretta aveva suscitato polemiche, tanto che Vignali venne tirato in ballo quando il suo vigile-pupillo venne arrestato.
Si difende Jacobazzi: «Sono una vittima, non ho né corrotto né concusso nessuno. Nel corso del mio incarico di comandante della polizia municipale ho gestito onestamente milioni di euro e sfido chiunque a dimostrare il contrario. Certo, fa molta audience arrestare il capo dei vigili. Mi hanno arrestato alle 5 del mattino, non so neanche quanta gente sia entrata in casa mia, sono stato portato via in diretta tv incatenato come fossi Zagaria, in modo barbaro. Chiesi di poter usare una porta laterale e mi venne risposto “no per esigenze tv”. Era dai tempi di Mani pulite che non si vedeva una roba del genere».
Ci saranno alla cerimonia di matrimonio l’ex sindaco Vignali e i politici pidiellini che sostennero fino all’ultimo la sua giunta? Pietro Vignali rimase con gli assessori dimezzati a causa delle inchieste giudiziarie e dovette arrendersi.
Questo di Parma non sarà come il matrimonio tra Michele Placido e Federica Vincenti, che ha inondato i media, ma in città non si parla d’altro. Anche perché Jacobazzi se ne andò sbattendo la porta: «Non tornerò più in questa città». Inoltre, la sua futura consorte, Anna Ferrari, è conosciuta per via del delicato incarico, tra l’altro si occupò del crack Parmalat e del caso di tre giovani che condannò per diffamazione via web del sindaco Vignali. Ci sono gli ingredienti di un gossip politico-rosa che le tv locali si preparano ad immortalare.
D’altra parte lui non è estraneo allo schermo. Partecipò al film «Baciato dalla fortuna» del regista Vincenzo Salemme, sponsorizzato dal Comune, che doveva riabilitare i vigili parmigiani a seguito del caso dell’extracomunitario picchiato dagli agenti che finì sui giornali con contorno di polemiche.
La guardia di finanza nel corso di una conferenza stampa, dopo l’arresto di undici persone tra cui il capo dei vigili, parlò di un giro di soldi pubblici per mezzo milione di euro. Il procuratore capo Gerardo Laguardia commentò: «A Parma il fenomeno della corruzione è molto diffuso. L’ex Enìa è una mucca da mungere». Alla domanda se i politici fossero a conoscenza dell’accaduto Laguardia rispose ai giornalisti: «Questa è una considerazione che dovete fare voi».
Jacobazzi è accusato di corruzione e concussione. Egli è stato anche intercettato: avrebbe fatto pressioni su un agente che aveva multato un imprenditore per un dehors al di fuori di un suo locale perchè togliesse la sanzione: «È evidente - aggiunse Laguardia - quanto Jacobazzi fosse succube dei potenti della città».
L’intercettazione: «Signor Rosi, sono mortificatissimo e incazzatissimo come una iena. Lavoro con un branco di imbecilli». Il comandante è al telefono con l’imprenditore che si lamenta per la multa, poi il responsabile della polizia annonaria venne rimosso. Sempre secondo l’accusa, il capo dei vigili vendeva anche informazioni riservate su aziende e privati cittadini reperibili nei database ministeriali. Un investigatore di Monza arrestato, Giuseppe Lupacchini, le comprava a caro prezzo: 4mila euro l’una. L’ex vigile attende il processo e ha fondato un sito web contro gli errori giudiziari: «Non c’entro nulla con queste faccende e lo dimostrerò. Ho subito comportamenti barbari. Ho letto e vorrei dire, più in generale, che quando una persona viene incarcerata preventivamente non c’è nulla da gioire. La carcerazione preventiva è una barbarie, un’anomalia tutta italiana, le persone dovrebbero finire in cella soltanto dopo il giudizio definitivo».
A sua volta lancia un j’accuse: “Organi di stampa hanno riportato che il marito di chi mi ha arrestato aspirava al mio posto; e, addirittura, partecipava alle selezioni mentre io ero in carcere, con la moglie che nel frattempo dava parere contrario alla mia scarcerazione pur essendomi dimesso immediatamente. Se ciò è normale in questo non sono certo io a poterlo stabilire»
Un clima non male per una città ducale. Che ora si appresta a celebrare, sotto la bandiera dei cinque stelle, il matrimonio più gossip dell’anno.