Marco Bellinazzo, Il Sole 24 Ore 4/9/2012, 4 settembre 2012
VIERI BATTE INTER (E TELECOM) PER 1 A 0
Un milione di euro. A tanto ammontano i danni alla privacy provocati a Bobo Vieri dalle attività di spionaggio commissionate dall’Inter e realizzate tra il 2000 e il 2001 e nel 2004, quando il bomber indossava la casacca nerazzurra, fra gli altri, dall’ex capo della security di Telecom Italia, Giuliano Tavaroli e dall’investigatore privato Emanuele Cipriani. Questa almeno è la convinzione del tribunale di Milano che ieri ha condannato in solido Telecom e il club presieduto da Massimo Moratti.
Nell’autunno 2006, nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Procura milanese sui dossier illegali creati nel "cono d’ombra" dell’azienda di tlc, gli inquirenti ne avevano scovato uno relativo all’ex attaccante della Nazionale. Vieri aveva perciò fatto causa alle due società chiedendo un risarcimento di 12 milioni a Telecom e di 9,2 milioni all’Inter per danni all’immagine, alla vita di relazione e per mancati guadagni. In particolare, Vieri ha sostenuto di essere stato spiato su richiesta dei vertici della squadra nerazzurra interessata a conoscere le sue frequentazioni e le sue abitudini, attraverso l’acquisizione illecita dei suoi tabulati telefonici e di essere stato monitorato per 6 o 7 mesi, 24 ore su 24, da quattro o cinque persone. Per valutare l’esistenza dei danni lamentati dall’ex bomber – insonnia e una forma depressiva – il tribunale aveva affidato nei mesi scorsi una perizia a uno psichiatra e a un medico legale. I due esperti, nonostante valutazioni non convergenti su alcuni punti, hanno concluso che «l’attività lavorativa di calciatore (...) è stata certamente e gravemente influenzata negativamente e totalmente fino a oggi». E proprio su questo assunto potrebbe essere fondata la sentenza emessa ieri dal giudice Damiano Spera. La decisione, di cui non sono ancora note le motivazioni, è stata dichiarata «provvisoriamente esecutiva» ma è molto probabile che sarà impugnata davanti alla Corte d’appello.
Agli atti del processo, nel quale è stato ascoltato anche l’ex presidente di Telecom Marco Tronchetti Provera, c’è l’interrogatorio che Tavaroli ha reso il 22 settembre 2006. L’ex capo della sicurezza - che ha patteggiato ed è stato condannato definitivamente a poco più di quattro anni di carcere - ha raccontato di aver ricevuto una telefonata della segreteria di Tronchetti Provera (in cui gli sarebbe stato detto: «Guardi, la cercherà il dottor Moratti, ha bisogno di una mano, le chiederà una consulenza, tra virgolette») e di aver avuto un breve incontro con Moratti, in cui il presidente nerazzurro gli avrebbe espresso le sue preoccupazioni nei confronti dell’attaccante. Da qui la scelta di rivolgersi a Cipriani (sotto processo davanti alla Corte d’assise di Milano).
L’avvocato di Vieri, Danilo Buongiorno, ha anche depositato un cd-rom che l’allora segretaria di Adamo Bove, il dirigente della security governance della Telecom morto suicida a Napoli, consegnò alla Procura. Il cd documenterebbe tutti i contatti telefonici di Vieri fino al 25 giugno 2004.