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 2012  settembre 04 Martedì calendario

NAPOLI —

Quella sabbia che domenica sera tutti gli spettatori di Napoli-Fiorentina hanno visto alzarsi a ogni movimento dei giocatori o del pallone, quindi per tutti i novanta e passa minuti della partita, era stata messa apposta dai giardinieri del San Paolo per proteggere l’erba che faticosamente sta ricrescendo dopo essere stata attaccata, nel mese di agosto, da un fungo parassita che l’ha praticamente divorata.
Le foto accanto dimostrano come già ieri mattina, dopo il temporale della notte che aveva fatto assorbire la sabbia, il terreno di gioco presentasse macchie verdi inimmaginabili solo poche ore prima. Tra due settimane, alla ripresa del campionato, quando il Napoli ospiterà il Parma, la società spera di poter presentare un campo se non in condizioni ottimali, almeno non come quello di domenica, quando si è temuto seriamente per l’incolumità dei giocatori. Non sarà un’impresa facile, perché quello che c’era da fare pare sia stato fatto: rizollatura e semina intensiva erano gli interventi fondamentali per restituire al San Paolo il manto erboso distrutto dal fungo. Che ha cominciato a manifestarsi agli inizi di agosto, attaccando il prato davanti alle panchine. L’umidità e il caldo hanno fatto sì che il parassita attecchisse facilmente, estendendo i suoi danni a gran parte del terreno di gioco.
Il Napoli si è rivolto all’agronomo toscano Leandro Gelardini, affiancandolo alla ditta Marrone, che lavora abitualmente per la società. E stamattina i tecnici che stanno «rianimando» il prato del San Paolo si incontreranno con Giovanni Castelli, agronomo della Lega Calcio, per fare il punto della situazione e individuare altri eventuali interventi. Castelli finora ha seguito la situazione da lontano, tenendosi in contatto telefonico con Gelardini e con i giardinieri. Oggi, invece parteciperà anche lui al sopralluogo nell’impianto di Fuorigrotta.
f. b.