Stefano Bartezzaghi, la Repubblica 2/9/2012, 2 settembre 2012
QUANTO FA RIDERE LA “RECHERCHE” IN SPAGNOLO
Giampaolo Dossena escludeva l’eventualità di rileggere la
Recherche
di Proust in italiano o in francese. Era possibilista nei confronti dell’edizione spagnola. Che effetto farà, si chiedeva, in una lingua in cui i pompieri si chiamano “bomberos”?
A questo punto c’è sempre qualcuno che dice: “beh?”
perché deve essere davvero un po’ stupido sorridere di espressioni in altre lingue.
Ma in estate essere stupidi è meno grave (a giudicare perlomeno dalle mise che è lecito sfoggiare, a partire dalle scritte sulle t-shirt).
Quindi ci si potrà anche chiedere se a Dossena fosse mai capitata sott’occhio la versione spagnola di quel romanzo di Stephen King che noi conosciamo come
Christine, la macchina infernale,
e che gli spagnoli leggono come
El coche perverso.
Nel ridottissimo assortimento di un autogrill spagnolo spiccava in posizione privilegiata, da vero bestseller, il libro
Perdona pero quiero casarme con tigo
di Federico Moccia (editore Planeta Internacional). Veniva persino voglia di leggerlo, e la voglia è aumentata quando poi in spiaggia si è notata la lettura immersa, concentratissima, che dello stesso libro dava una ragazza, ovvero una mocciacha.