Fausta Chiesa, Corriere della Sera 29/08/2012, 29 agosto 2012
MPS, MAXI ROSSO DA 1,6 MILIARDI —
Mps ripulisce ulteriormente il bilancio e, con svalutazioni per 1,574 miliardi, chiude il primo semestre con una perdita netta di 1,617 miliardi. Le svalutazioni dell’avviamento (tra cui quella integrale del marchio Antonveneta per 15,2 milioni netti) e degli attivi finanziari costituiscono «un ulteriore, penso definitivo, giro, che porta la banca ad avere un’incidenza del goodwill sul totale degli asset tra i più bassi del sistema bancario», ha commentato l’amministratore delegato e direttore generale Fabrizio Viola. Le grandi pulizie dovrebbero, dunque, essere finite, anche se sono costate più del previsto: gli analisti si attendevano un rosso di poco sopra il miliardo. «I risultati confermano la necessità di non differire, e se possibile, accelerare in alcune sue parti il piano», ha detto Viola introducendo la conference call con gli analisti. I quali hanno concentrato le domande sugli oneri operativi, segno che l’attenzione è sulla riduzione dei costi, attorno alla quale ruota il piano industriale al 2015. In base alla semestrale, gli oneri operativi sono, infatti, saliti su anno dello 0,7% a 1,669 miliardi. Viola ha spiegato che i costi sono cresciuti anche a causa di voci non ricorrenti (per 37 milioni) e — come Alessandro Profumo appena nominato presidente — ha rinunciato al compenso per la carica (440 mila euro). Tornando ai conti, la raccolta diretta scende a 132,4 miliardi (-1,7% dal 31 marzo), gli impieghi sono invariati rispetto a 144,5 miliardi.
Viola ha sottolineato tre aspetti positivi: la crescita dei clienti (46.000 nuovi), la riduzione del leverage (anche grazie al calo del portafoglio finanziario, sceso di 1,7 miliardi a 36,3 miliardi) e il miglioramento del capitale, con il Core Tier 1 che si attesta a 10,8% (inclusi 1,9 miliardi di Tremonti Bond). Sul fronte del rafforzamento patrimoniale, il Monte attende il via libera di Bruxelles per accedere ai nuovi bond statali da sottoscrivere entro fine anno, e ha convocato per il 9 ottobre l’assemblea straordinaria per delegare il consiglio all’aumento di capitale per massimo un miliardo, anche se «nessuna operazione è prevista a breve».
Come ha detto Profumo nel primo pomeriggio, prima dell’annuncio dei conti avvenuto a mercati chiusi, la banca è a un punto di svolta: «Razionalizzare il sistema distributivo e fare delle scelte. La banca le sue scelte le vuole fare perché ha vissuto 540 anni e vuole viverne altri 540, ma questo è messo a forte rischio perché abbiamo una banca che vale 2,8 miliardi e soldi dallo Stato per 3,4 miliardi. La qualità della gestione precedente non è stata buona, altrimenti non avremmo dovuto chiedere 3,4 miliardi». L’errore, per il presidente di Mps, non è stato Antonveneta (anche se — ha detto Profumo — «quando ero presidente di Unicredit mi fu offerto di acquistare Banca Antonveneta ma rifiutai perché il costo mi sembrava alto»), ma l’acquisto di 27 miliardi di titoli di Stato. «Abbiamo un portafoglio che nessuno di noi avrebbe comprato con i propri soldi».
Fausta Chiesa