Carlo Tecce, il Fatto Quotidiano 26/8/2012, 26 agosto 2012
CRESCITA ELETTORALE
Mario Monti ha diretto un Consiglio dei ministri durato nove ore con una pausa pranzo senza utilizzare le posate, questo raccontano i bollettini trascritti sui giornali: pare che siano stati serviti dei panini imbottiti nelle cucine di palazzo Chigi, panini ipercalorici. Più che un Consiglio dei ministri, il governo l’ha definito un seminario. Strana elaborazione psicologica: qui dentro, avrà pensato il professore, ci sono tecnici interessati ai voti. Dei cittadini. Cinque per l’esattezza: Corrado Clini (Ambiente), Andrea Riccardi (Cooperazione), Fabrizio Barca (Coesione), Francesco Profumo (Università) e Corrado Passera (Sviluppo economico). Ecco le posizioni: i primi quattro verso il centrosinistra - Clini che sta un po’ in mezzo - e l’ultimo inevitabilmente in mediana Casini e dintorni. Monti li ha fulminati con una battuta, per una volta non propriamente inglese, e quindi comprensibile: “Vi ringrazio per il vostro impegno e per il vostro entusiasmo. Capisco che qualcuno di voi possa sentirsi ai blocchi di partenza”.
PER LO SCATTO decisivo, c’è tempo. La primavera di elezioni è ancora politicamente distante, ma la preparazione richiede sedute abominevoli come quelle di venerdì: una dimostrazione di debolezza con parole forti. Un’agenda di governo infarcita di conservanti, buona per i prossimi vent’anni, che somiglia a un programma elettorale: meno debito pubblico, più agevolazioni, piano giovani, banda larga. Di tutto, troppo. Talmente troppo che un esponente del governo, vicinissimo al presidente del Consiglio, ridacchia come chi nasconde un segreto, e poi lo rivela: “Davvero pensate che sia possibile fare questo mucchio di cose entro fine legislatura? No, certo che no. Questo è un testimone che il governo lascia ai futuri governanti, anche un po’ per se stesso. Il Cdm di venerdì era necessario per i cinque ministri, questi al momento sono i sicuri tra quelli che vogliono fare politica: devono iniziare a muoversi, a mostrarsi iperattivi e spendibili in qualche lista di partiti, civica o cucita su misura. Lo sente Passera? Parla sempre di crescita, e sa benissimo che per sfangare la recessione c’è bisogno di anni. E lui si vede proiettato in quegli anni”.
Monti gioca in solitario. Il senatore a vita non lambirà le urne, ma aspetterà un’eventuale chiamata dal Colle per ripetere la missione speciale e rifare nuovi compiti a casa ordinati da Bruxelles. Fonti ufficiali del governo confermano lo spirito di un’iniziativa d’immagine e prospettiva, e dunque un Cdm atipico: elettorale, non balneare. “Nessuno può impedire al prossimo governo di sfruttare le nostre idee. I progetti di Monti e dei ministri sono destinati a durare, altrimenti sarebbe un rischio eccessivo per l’Italia”, riferiscono da Palazzo Chigi. Il professore mal sopporta le ambizioni dei cinque ministri, ma le comprende. E cerca, però, di tenersi a distanza.
SOSTIENE ancora l’esponente del governo: “Soltanto un folle può decidere di candidarsi la sera prima per la mattina dopo. Già sono in ritardo, tutti. E per questo motivo, per non disperdere giorni utili, questi cinque ministri si concentrano sul 2013. Per adesso il gruppo è questo, potrebbero aggiungersi i vari Mario Catania (Agricoltura) e Renato Balduzzi (Sanità). Come Giulio Terzi (Esteri), che potrebbe rinsaldare l’ottima amicizia con Gianfranco Fini”.
Vista a destra, la campagna elettorale dei tecnici sarà un fallimento. Dice Maurizio Gasparri (Pdl): “Il resoconto del Consiglio dei ministri o è fuffa biologicamente pura o è soltanto un mezzuccio per candidare qualcuno. Ma questi qui, mi creda, non sono capaci . Dove andremo con Passera e la Fornero sino al 2018?”.
VISTA a sinistra, l’agenda di Palazzo Chigi e un po’ evasiva: “I titoli si possono condividere, ma dove si trovano le risorse? - spiega Francesco Boccia (Pd) - Le linee tracciate dal governo Monti, per quanto riguarda il rigore dei conti e la crescita sostenibile, valgono anche per il mio partito”. Attenzione, attenzione, i tecnici stanno per arrivare. Sulla scheda elettorale.