Angelo Mincuzzi, Fabio Pavesi, Il Sole 24 Ore 28/8/2012, 28 agosto 2012
I LIGRESTI E GLI STRANI AFFARI IN LUSSEMBURGO
Altro che Tanka Village. Alla sabbia bianca di Simius in Sardegna, i Ligresti hanno preferito per anni le verdi colline del Lussemburgo. Almeno così è stato fino a quando il fallimento delle holding di famiglia, Imco e Sinergia, e l’operazione Unipol-Fonsai non hanno decretato la fine dell’impero dell’ingegnere di Paternò. Nell’indagine sulla bancarotta delle due società, dichiarate fallite il 13 giugno dal tribunale di Milano, il sostituto procuratore Luigi Orsi non potrà fare a meno di puntare il suo sguardo verso uno dei regni della finanza offshore, il Granducato del Lussemburgo appunto. Qui, infatti, hanno sede le società che consentivano ai Ligresti di controllare saldamente la holding Premafin. A partire dalla finanziaria Starlife, che attraverso Imco e Sinergia deteneva il 20% della società, per finire alle tre holding di Paolo, Jonella e Giulia, i tre figli di Salvatore: la Limbo, la Hike e la Canoe, che insieme controllavano un altro pacchetto del 30% di Premafin.
Ma a ben vedere gli interessi dei Ligresti in Lussemburgo non si fermavano qui. È il rapporto della Consob consegnato a Orsi nel luglio dello scorso anno a evidenziare alcune operazioni che portano dritto nel Granducato.
Il protagonista è Giancarlo De Filippo, 75 anni, residente a Montecarlo e gestore dei due trust delle Bahamas dietro i quali – secondo l’Authority e la procura di Milano – si celerebbe Salvatore Ligresti. De Filippo in passato è stato amministratore di alcune società della galassia dell’ingegnere (Saiagricola, Iniziative Avanzate Immobiliari, Marina di Loano, Minoritaria Holding and Investments) e con gli uomini della Consob si dilunga sui suoi solidi rapporti di amicizia con Ligresti: «È un mio amico storico – racconta –, l’ho incontrato le prime volte alla fine degli anni 80...Siamo stati invitati a passare qualche giorno di vacanza nel suo villaggio, nel suo tra virgolette, naturalmente, fa parte della sua struttura, che è il Tanka Village in Sardegna. Io stesso l’ho invitato su un caicco turco per una breve crociera di sette giorni...Quindi è sempre stato un rapporto molto, molto stretto. Naturalmente conosco tutti gli appartenenti...tutta la sua famiglia soprattutto, i suoi figli, quelli diretti e indiretti, diciamo, e anche il suo entourage più stretto di collaboratori».
Nel luglio 1998, De Filippo è rappresentante legale di due società lussemburghesi, la Land One e la Land Two. Entrambe hanno sede allo stesso indirizzo della Starlife, dove è domiciliata anche la Fidinam, holding di un gruppo che controlla la Fidirevisa, una fiduciaria più volte utilizzata dai Ligresti. Quell’anno De Filippo conferisce un mandato alla Compagnia Fiduciaria Nazionale (altra società familiare ai Ligresti) per l’acquisto di una partecipazione in Astrogas, una srl oggi interamente controllata da Imco. La fiduciaria rileva, così, il 25% di Astrogas. Ma da chi? A vendere le azioni è la Atica srl, controllata guarda caso da Salvatore, Paolo, Jonella e Giulia Ligresti. Un altro 5% viene acquistato da Antonio Talarico, amministratore di una mezza dozzina di società della famiglia. Ma non finisce qui. Nel 2006 Land Two rivende a Imco, sempre attraverso la Compagnia Fiduciaria, il pacchetto del 30% di Astrogas.
Dunque, Land Two prima acquista una quota di Astrogas dai Ligresti e poi la rivende ai Ligresti stessi. Una curiosa coincidenza. Non è dato sapere a quale prezzo le quote di Astrogas siano passate dalla mano sinistra della famiglia dell’ingegnere siciliano, siano transitate attraverso De Filippo e siano poi finite nella mano destra dei Ligresti stessi. Ma la vicenda ricorda da vicino alcune operazioni immobiliari che davano vita ai contratti di "compravendita di cosa futura" tra Fonsai-Milano Assicurazioni da una parte e le società controllate da Imco e Sinergia dall’altra.
Nel 2001 De Filippo e la sua Land Two entrano nuovamente in azione. Questa volta al centro dell’affare c’è Altair, una società proprietaria di aree nel comune di Milano per circa 1,5 milioni di metri quadrati. L’uomo d’affari monegasco dà mandato alla solita Compagnia Fiduciaria di amministrare una partecipazione del 30% in Altair e il pacchetto viene poi venduto a Imco nel 2006. La società fallita due mesi fa scrive nel bilancio che l’acquisto del 100% di Altair ha comportanto un investimento di 13,9 milioni di euro. Land Two ha dunque venduto a Imco il 30% di Astrogas e di Altair. Ma chi ha ceduto il restante 70%? A farlo è stata un’altra società di cui De Filippo è rappresentante: la Land One.
Land One e Land Two sono state liquidate nel 2006, quattro mesi dopo aver venduto a Imco il 100% di Astrogas e di Altair. Entrambe sono state costituite nel 1997 da una società dell’Isola di Man, la Doo Glass Services, e da una delle Bahamas, la Interkey Holding. E, altra curiosa coincidenza, erano amministrate da Jean Hoffman, il professionista lussemburghese che ha costituito nel 1996 la Starlife dei Ligresti.
Nel 2007 Imco compie un’altra operazione che porta in Lussemburgo: conferisce al fondo immobiliare "Uno - Fondo di sviluppo" cinque progetti di sviluppo immobiliare per 127,9 milioni di euro. Per realizzare le iniziative, il fondo viene finanziato con 32,5 milioni: 19,5 da Imco e 13 milioni dalla Valadon, una società con sede nel Granducato. Valadon, è scritto nel bilancio 2007 di Imco, è controllata per il 49% dalla stessa Imco e per il restante 51% da investitori internazionali. Ad amministrare la lussemburghese è il solito Jean Hoffman, già incontrato in Land One, Land Two e in Starlife. Nel 2010 Valadon viene liquidata e in quella data l’azionista unico risulta essere la Imco. La società italiana dei Ligresti ha dunque acquistato tutte le azioni della Valadon. Ancora una volta la domanda è la stessa: da chi? Impossibile dirlo. Dai registri lussemburghesi risulta che la Valadon è stata fondata da un’altra società del Granducato, la Cadmo, e che quest’ultima è stata a sua volta costituita dalla Avior, domiciliata sempre in Lussemburgo. La catena prosegue ancora ma si sposta oltre l’Atlantico. Perchè l’azionista della Avior è una società domiciliata a Montevideo, in Uruguay: la Fipal.
Un ginepraio di società e di operazioni, queste, sulle quali sono al lavoro il sostituto procuratore Orsi e gli uomini della Guardia di Finanza di Milano. La matassa costruita dall’ingegnere di Paternò e dagli uomini del suo entourage nel Granducato del Lussemburgo è assai complicata. Forse è per questo che i Ligresti sceglievano di riposarsi sulle sabbie bianche del Tanka Village.