ItaliaOggi 28/8/2012, 28 agosto 2012
Ha inventato un database con 200 mila calciatori– È il mercato che indica quale strada percorrere, soprattutto quando la crisi economica preclude quella su cui ci si è avviati
Ha inventato un database con 200 mila calciatori– È il mercato che indica quale strada percorrere, soprattutto quando la crisi economica preclude quella su cui ci si è avviati. Chiedere, per credere, a Matteo Campodonico, presidente di WiScout un’azienda di supporto alle squadre di calcio e alle agenzie di procuratori nella ricerca di talenti e nelle informazioni che riguardano i giocatori. Partita come una società di procuratori di Chiavari, in Liguria, in sette anni è diventata leader internazionale in un settore che si è inventata da sola: la gestione del più grosso archivio esistente sul calcio, con oltre 200mila giocatori di tutto il mondo e 60mila partite, con informazioni, dati e video su ognuno di loro. Il tutto, attraverso gli strumenti della tecnologia di comunicazione più avanzata. «Non è stato facile, non è stata un’idea che ci è venuta improvvisamente – racconta Matteo -, nel senso che, stando sul mercato, siamo partiti da tutt’altro, poi lavorando coi nostri clienti e con le squadre abbiamo visto che c’era questa esigenza sull’area trasferimenti del calcio mercato e allora abbiamo iniziato a sviluppare l’idea». Ne è scaturita un’azienda con una cinquantina di dipendenti divisi tra Chiavari e Sofia, in Bulgaria, con un’età media di 26 anni visto che il più vecchio è proprio Matteo, che di anni ne ha 36. «Oggi – continua – non è più il tempo dell’imprenditore che sa, mentre chi lavora non sa neanche dove sta andando l’azienda. Oggi è fondamentale che uno senta suo quello che stiamo facendo, è la cosa credo più importante; l’affezione al posto di lavoro è un valore incredibile, di cui il cliente si accorge perfettamente».