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 2012  agosto 26 Domenica calendario

IN FUGA DAL RUMORE L’ESTATE DEI CHIOSTRI FA IL TUTTO ESAURITO


Ma il telefonino se l’è portato? Lo a d o p e r a? «Sì che l’ho portato. E per prendere prende. Non ci sono problemi alla Verna, né per Vodafone né per Tim. Ma qui se ne fa un uso diverso. Vale anche per l’abbigliamento estivo, non siamo in spiaggia».

Il signor Luigi, romano, pensionato di 72 anni, in convento ci viene da una vita e ancora non se n’è stancato. Nell’eremo in provincia di Arezzo dove pregava San Francesco lui arriva a Pasqua, a Natale e per due settimane ad agosto. Sempre con la moglie e questa volta anche col figlio avvocato. «I prezzi sono moderati: 48 euro al giorno per la doppia a pensione completa, un po’ di più per la singola. Tante passeggiate nel bosco, tanta gioventù tra i confratelli, belle amicizie con gli altri ospiti: insegnanti, professionisti, commercianti. Il conforto della preghiera, la consolazione del silenzio. Non ci sarebbe l’obbligo ma frequento le funzioni, dalle orazioni della mattina al Santissimo al tramonto, alla Compieta delle nove di sera».

Qualcuno s’informò sui soggiorni in convento ai tempi del «Nome della rosa» (e l’autore del romanzo, Umberto Eco, in un ex monastero gesuita di Montecerignone ha finito per viverci), altri s’incuriosirono con l’uscita, nel 2005, del film di Philip Gröning «Il grande silenzio». Luigi, che ha scoperto tanti anni fa questo tipo così particolare di villeggiatura è all’avanguardia di un movimento in crescita sempre più decisa. Anche per la crisi: più dei valori che delle finanze.

In vacanza si va in abbazia, in camere spartane, a far esercizio di solitudine, a sentirsi più vicini al cielo, spesso nei posti più belli e più verdi d’Italia. Pure nelle città d’arte, di solito con l’ulteriore consolazione di materie prime ben coltivate e ben cucinate dai frati. Sì, qualche volta c’è una limitazione agli orari. Informarsi bene in anticipo, però. Anche sulle regole per la condivisione delle stanze fra maschi e femmine.

Molti conventi aprono senza riserve ai non credenti in cerca di pace. Ma per lo più è richiesta almeno un’attitudine spirituale, e si tende a stabilire una differenza fra turismo di passo e ospiti stanziali. Spiega don Roberto dell’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore, fetta di paradiso in mezzo alle Crete Senesi, con sublimi affreschi di Luca Signorelli e del Sodoma nel chiostro grande: «Visitatori ne arrivano ogni giorno in quantità, ma se qualcuno motivato da una propria ricerca spirituale vuol fermarsi a dormire c’è la foresteria, che accoglie ospiti al massimo per una settimana. Gli diamo una chiave e godono di grande autonomia. Vanno a mangiare in un ristorante qui vicino. Alla fine della permanenza, lasciano un’offerta libera in una cassetta».

Guido Dotti della comunità di Bose sorride: «Nessuna tariffa, nessuna discussione, un’elemosina depositata con discrezione. Abbiamo passato momenti economicamente più difficili, oggi gli oboli di chi arriva coprono le spese vive. D’estate: perché quando parte il riscaldamento già non bastano più». Il tipo di ospitalità cambia a Bose secondo le stagioni e le circostanze, distinguendo fra i periodi dedicati ai seminari biblici e di riflessione spirituale (a breve è atteso l’Arcivescovo di Canterbury, poi arriverà Gherardo Colombo per un incontro su giustizia e perdono) e accoglienza più episodica per chi ha bisogno di pace e di solitudine.

«Il fatto poi di godere dell’extraterritorialità - continua Dotti - e di non avere obblighi di registrazione, eccetto che per gli ospiti stranieri garantisce una privacy completa. Verso l’esterno e nei confronti degli altri. Puoi rivelare anche solo una parte della tua identità, e solo se lo gradisci».

Al convento di San Francesco del Deserto, su un’isoletta della laguna di Venezia, si giunge in barca da Burano, avvisando per tempo i frati, perché il servizio pubblico dei vaporetti fin lì non arriva. Nessun obbligo anche qui, ma l’impulso a partecipare alla preghiera corale vien quasi spontaneo. D’estate si organizzano weekend di raccoglimento spirituale, in gruppi di una quindicina di persone, dal venerdì alla domenica pomeriggio, e alla fine c’è la solita cassetta delle libere offerte.

Più variata l’offerta alla Verna, dove, come spiega suor Monica, quest’anno si è sperimentato anche un corso di danza biblica sui versetti dell’Antico Testamento, e dove accanto alle due strutture della Casa di preghiera e del Tau (dalla lettera dell’alfabeto greco, il «segno dei salvati» per Francesco), dedicate ai più giovani e a offerta volontaria, ci sono le camere a pagamento, singole, doppie, triple e perfino quadruple.

Se alla contemplazione volete aggiungere i benefici dell’aria di mare c’è la Madonna della Pace di Albisola. A Bevagna in provincia di Perugia, dalle benedettine di Santa Maria del Monte, è disponibile, volendo, uno psicologo di sostegno. I cistercensi di Nostra Signora del Santissimo Sacramento delle Frattocchie, vicino a Roma, se vuoi ti fanno pure zappare la terra con loro.

La faccenda ha talmente successo che qualche volta trovare posto all’eremo diventa un problema. Il sito web di un’altra fra le abbazie più frequentate dai laici, quella di Santa Maria Assunta a Praglia, in provincia di Padova, avverte per esempio chefino al 6 settembre la foresteria è al completo, e allora bisogna accontentarsi di una visita in giornata, con puntata al laboratorio di restauro del libro e acquisto del miele dei monaci, linea Apis Euganea.

Per programmare in tempo un soggiorno, conviene dunque consultare in tempo un motore di ricerca, per esempio hospites.it, a cura dell’ufficio nazionale Cei per la pastorale del tempo libero, turismo e sport. E anche dare un’occhiata al sito australiano www.monasterystays, tutto dedicato all’Italia. Pace e bene.