Sandra Riccio, la Stampa 22/8/2012, 22 agosto 2012
APPLE, LA MELA È D’ORO PER WALL STREET
Una storia di successo che ha dato di che sorridere anche agli investitori. Apple è sotto i riflettori per la sua brillante performance di Borsa: dal marzo scorso il rialzo è stato del 40%. Nell’ultimo anno l’arrampicata oltrepassa la vetta del 100%. Uno sguardo ancora più lontano rivela però capriole anche più impressionanti. Per restare senza parole basta dare un’occhiata all’indice iPod, un misuratore semi-serio della febbre degli investitori per la società di Cupertino. In pochi passaggi racconta bene il boom della società creata da Steve Jobs e arrivata sul tetto del mondo nell’ultimo decennio grazia all’iPod, all’iPhone e all’iPad, una serie di prodotti azzeccati che ha rivoluzionato il mondo della tecnologia e le nostre abitudini e ha segnato la via maestra per tutto il settore.
Sta di fatto che chi, all’inizio di questo fortunato cammino nel novembre 2001, avesse deciso di puntare sul titolo Apple i 399 dollari del prezzo da pagare per un iPod, il piccolo dispositivo per ascoltare brani musicali che allora aveva dato il via alla serie più recente di idee indovinate di Steve Jobs, oggi si ritroverebbe in tasca un bottino di ben 36.400 dollari. Quasi cento volte tanto il prezzo di partenza, mettendoci anche gli interessi composti.
Il maxi-rally parte nel novembre 2001 con le azioni che viaggiavano poco sopra i 9 dollari. Ieri hanno toccato un nuovo massimo storico a quota 674 dollari. La spinta più forte è arrivata nel gennaio 2007 con il lancio del telefonino della mela, l’iPhone, diventato subito un mega-seller. In cinque anni ne sono stati venduti ben 250 milioni in tutto il mondo, per un giro d’affari di 150 miliardi di dollari. I numeri dei ricavi fatti con il telefonino Apple sono da soli più di quel che fattura la rivale di sempre Microsoft con i suoi Windows, Office, Xbox & Co. Una dimensione maxi che si è ingrandita ancora di più con l’arrivo dell’iPad, la tavoletta elettronica che si usa come un computer. Il lancio è stato nell’aprile 2010, allora il titolo Apple valeva 200 dollari. Anche qui i numeri sono da capogiro. Basti dire che nel terzo trimestre Apple ha piazzato sul mercato 17 milioni di tablet, l’84% in più rispetto all’anno scorso per un ramo che oggi rappresenta una buona fetta del giro d’affari.
Ora gli sguardi sono tutti rivolti all’arrivo di nuovi prodotti sul mercato. L’attenzione è per la iTv, molto attesa dai fan della mela e che potrebbe dare vita a un nuovo motore miliardario per l’azienda californiana fatto di film e programmi televisivi facilmente scaricabili su iPad o magari su iPhone. I rumors di trattative in corso con i broadcaster Tv Usa hanno già infiammato il titolo. Nel frattempo, a metà settembre, dovrebbe arrivare il nuovo modello di iPhone che sarà supportato dalla nuova tecnologia Lte per Internet superveloce. Molto probabilmente sarà dotato anche del nuovo sistema Nfg per i micropagamenti con cellulare. Nuovi canali insomma che potrebbero portare ad altre rivoluzioni per far crescere ancora il business Apple anche senza la guida del suo guru Steve Jobs, di cui nel frattempo è rimasta orfana.
Sarà il nuovo management capace di percorre i passi del fondatore? Gli analisti di Wall Street sembrano crederci in pieno. La media delle previsioni di 46 esperti sentiti da Reuters dà il titolo oltre i 720 dollari. C’è anche chi è più ottimista, come l’ex gestore hedge, Cody Willard, che ha fatto incetta di titoli Apple nel 2003 al prezzo di 7 dollari, e che ora si prepara a vedere quota 1.000 dollari. Secondo i suoi calcoli le azioni ci arriveranno nel 2015. Dopo una serie di altri record che nel frattempo avranno fatto sbiadire quelli di questi giorni.