Rinaldo Frignani, Corriere della Sera 21/08/2012, 21 agosto 2012
IN ITALIA CRESCE LA VIOLENZA. PIU’ DELITTI E FURTI IN CASA. RECORD DENUNCE A MILANO —
Più aggressioni con lesioni, percosse — soprattutto sulle donne e sui minori —, fino ad arrivare ai tentati omicidi. La fotografia di un’Italia che si scopre violenta, un’inversione di tendenza dopo che dal 2008 le statistiche mostravano un calo sempre meno evidente dei reati. Questa volta invece i dati del Viminale sulle denunce per lesioni nel 2011 registrano un +5,7% rispetto all’anno precedente, al quale si affianca il +4,5% di omicidi volontari, con 550 delitti consumati contro i 526 del 2010.
Una lunga scia di sangue che nel primo caso vede in testa Milano (5.428 denunce) seguita da Roma (5.253), Napoli (4.038), Torino (3.634) e, a sorpresa, Brescia (2.106), mentre per gli omicidi il capoluogo lombardo (26) scivola al terzo posto, superato dalla Capitale (36) e dalla città partenopea (40). Primati poco invidiabili che spiccano nelle tabelle del ministero dell’Interno e raffigurano un Paese dove, oltre all’aumento complessivo dei reati denunciati alle autorità (+5,4%), i conti — di qualsiasi tipo essi siano — si regolano sempre di più con la violenza. Spesso — come è accaduto domenica scorsa ad Ardea, vicino Roma, con l’omicidio di una pensionata, Maria Di Amato, che aveva sorpreso a rubare un giovane ucraino — conseguenze limite di furti in appartamento, liti stradali, rapine.
Nell’analisi pubblicata ieri su «Il Sole 24 Ore» emerge proprio come irruzioni in casa e borseggi (134 mila in tutta Italia) abbiano subito un’impennata nell’arco di 12 mesi, rispettivamente del 20% e 16% (nei primi 4 mesi del 2012 solo a Milano sono state presentate 1.904 denunce per furti in appartamento, 15 al giorno). Situazioni difficili soprattutto a Genova, Bologna, Lucca, Pisa.
Episodi di microcriminalità sempre più frequenti, anche nei piccoli centri, insieme con le rapine, che hanno fatto segnare anch’esse un +20%. In calo solo le violenze sessuali (-4%), ma in questo caso c’è da tener conto anche della frequente ritrosia delle vittime a sporgere denuncia.
Ma è la classifica del «peso» dei reati per città a riservare le sorprese più interessanti e ad aver innescato ieri la polemica politica. L’incidenza dei delitti denunciati ogni 100 mila abitanti dimostra come Milano (7.360 denunce su un totale di 294.875) sia per la statistica più pericolosa di Roma (6.138 su 257.434), che in virtù di questo calcolo scende in quinta posizione, addirittura alle spalle di Rimini (7.001 su 23.054), e poi di Bologna (6.914 su 68.582) e Torino (6.763 su 155.701). Napoli — con il primato di omicidi, truffe (10.871) e rapine (8.269) — è ben lontana, al 30° posto. Ma d’altra parte i dati si basano sulle denunce presentate alle forze dell’ordine. A preoccupare è il sommerso. In termini di denunce assolute, Brescia (62.637) supera città del calibro di Firenze, Genova e Palermo.
Nella Capitale — dove il 2011 ha fatto segnare +13,1% di furti in casa, +13,5% di aggressioni, +7,9% di rapine e un generale +7,5% di reati denunciati — è ancora una volta scontro politico. «Qui i reati aumentano, ma meno che in altre parti d’Italia. Nonostante le campagne stampa fatte da alcuni, Roma è al quinto posto e Milano al primo», sottolinea il sindaco Gianni Alemanno, al quale replica il Pd: «I dati sono inequivocabili e testimoniano come nell’ultimo periodo vi sia stato un aumento di oltre il 10% di borseggi, rapine e, in maniera più contenuta, furti d’auto. È patetico che la propaganda di Alemanno voglia leggere questi risultati in modo diverso, comparandoli con altre città».
Rinaldo Frignani