G. Ve., Il Sole 24 Ore 21/8/2012, 21 agosto 2012
CALCIO PIÙ POVERO ANCHE IN BORSA
Il calcio potrà essere anche un modo per distrarsi dalla crisi che continua a scuotere i mercati, ma di certo non è un bene rifugio. Per rendersene conto basta guardare i risultati che le squadre del Vecchio Continente ottengono sugli scivolosi parterre di Borsa: dalla sua creazione nel 2002 ad oggi l’indice Stoxx Europe Football, che raggruppa 21 club europei, ha perso il 40% del proprio valore, toccando i minimi quest’anno. Con l’ultima arrivata, la matricola Manchester United, che in poche sedute è già sotto il prezzo di quotazione. Certo, i mali del calcio borsistico sono da sempre (la prima Ipo è stata quella del Totthenham nel 1983) la gran volatilità e i volumi molto ridotti, ma negli ultimi tempi è spuntata anche la grana dell’indebitamento. Sarà per questo che i primi della classe, manco a dirlo, sono tedeschi: mentre la Juventus, pur vicendo lo scudetto, ha perso nel 2012 un terzo del proprio valore, il Borussia campione della Bundesliga ha festeggiato quest’anno anche a Francoforte. Realizzando, mentre gli altri perdevano, un rialzo in Borsa del 30%.