Francesco Saverio Alonzo, la Stampa 18/8/2012, 18 agosto 2012
“L’UE STA PREPARANDO UN PIANO PER EVITARE IL CROLLO DELLA MONETA”
I governi dell’Eurozona stanno studiando varie strategie per evitare il crollo dell’euro. Lo rivela la «Sueddeutsche Zeitung» nell’edizione odierna, secondo la quale c’è la preoccupazione che la situazione in Grecia peggiori in misura tale da dover rendere necessaria la reintroduzione della dracma. Secondo le informazioni raccolte dal giornale, se la Troika formata da Bce, Commissione europea e Fmi raccomandasse a settembre di non versare aiuti ulteriori alla Grecia, ad Atene non rimarrebbe altro che il ritorno alla dracma. Per evitare che si arrivi a tanto, la SZ scrive che «eventualmente la pubblicazione del rapporto della Troika potrebbe slittare ad ottobre».
Secondo il giornale bavarese, il piano non è ancora stato definito e dovrebbe essere pronto solo nelle prossime settimane. Anche perché la sentenza della Corte Costituzionale tedesca del 12 settembre, relativa ai ricorsi sull’Esm e sul Fiscal Compact, rischia di cambiare le carte in tavola. «Si discute della possibiltà di un aumento dei programmi di aiuto a Irlanda e Portogallo per accogliere lo choc dei mercati - scrive Sz -. Allo stesso tempo Spagna e Italia potrebbero fare una richiesta preventiva di credito all’Esm, il che sarebbe a sua volta un presupposto perché la Bce possa sostenere i due Paesi con un acquisto massiccio dei titoli di Stato. A questo si dovrebbe aggiungere anche l’annuncio che i Paesi dell’euro intraprenderanno passi concreti per una sorveglianza unica e un cambiamento strutturale delle banche e un coordinamento e una sorveglianza nella politica di bilancio. Nel frattempo conclude l’articolo - la Grecia sarebbe appoggiata con aiuti finanziari di bilancio Ue per un nuovo inizio economico».
Intanto in Finlandia è scontro tra i ministri sull’addio alla moneta unica. Il titolare degli Esteri, Erkki Tuomioja, ha dichiarato al «Daily Telegraph» che la sua nazione si sta preparando a lasciare l’euro per tornare al marco finlandese. «Dobbiamo considerare la probabilità che l’euro si disgreghi», ha spiegato Tuomioja, aggiungendo: «Nessuno in Finlandia si augura una simile fine, ma dobbiamo essere pronti ed il governo finlandese ha preparato un piano per qualsiasi eventualità. Tutti pensano al caso in cui l’euro possa disgregarsi, ma esiste un consenso secondo cui sarebbe molto più costoso abbandonare l’euro, a breve e a medio termine, che cercare di risolvere la crisi in corso».
In Finlandia, si è reagito in modo negativo alla richiesta di aiuti per le nazioni come la Grecia e la Spagna che sono venute a trovarsi sull’orlo del tracollo e non pochi furono a suo tempo i rappresentanti parlamentari che si associarono alla pretesa avanzata dai «veri finlandesi» di chiedere alla Grecia in pegno, come garanzia dei prestiti accordati, il Partenone o addirittura qualcuna delle isole più frequentate dai turisti.
La «sparata» di Tuomioja, pur se acclamata da una scarsa maggioranza dell’opinione pubblica (52%), ha però subito innescato reazioni contrarie fra altri membri del governo. Il ministro per gli Affari Europei, Alexander Stubb, ha dichiarato che la Finlandia appoggia «al cento per cento» l’euro e intende mantenerlo come sua moneta.