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 2012  agosto 17 Venerdì calendario


PUSSY RIOT IL MONDO SI MOBILITA

«Beata Vergine liberaci da Putin» hanno cantato dall’altare. Sei mesi dopo, le rockettare iconoclaste col volto nascosto da passamontagna colorati sono le nuove icone pop della resistenza al potere. Una trinità femminile esposta nell’aula del tribunale moscovita dove oggi sarà pronunciata la sentenza più attesa degli ultimi anni. Si chiude il processo alle Pussy Riot e spetta a un’altra donna, la giudice Marina Sirova messa sotto scorta per le minacce ricevute, pronunciare il verdetto.
Nadia, Masha e Katia sono accusate di teppismo e istigazione all’odio religioso per la performance del 21 febbraio nella cattedrale di Cristo Salvatore. Rischiano fino a sette anni di carcere, l’accusa ne ha chiesti tre dopo che anche il presidentissimo Vladimir Putin, in scenica polemica con i vertici ecclesiastici oltraggiati dalla blasfemia, aveva raccomandato clemenza per le musiciste dai tratti delicati e lo stile indiavolato che hanno mobilitato artisti dall’Europa all’America, spaccato la società russa, chiamato in causa i legami tra Cremlino e Chiesa ortodossa. «Qualunque sia la sentenza, noi e voi vinceremo», scrivono dalla prigione Nadezhda Tolokonnikova, 22 anni, Maria Aliokhina, 24, Iekaterina Samutsevich, 29. Sanno quello che ha espresso con efficacia il filosofo sloveno Slavoj Zizek: «Non sono persone, sono un’idea. È facile imprigionare gli individui, ma provate a imprigionare un’Idea!». Secondo il quotidiano finanziario Vedomosti il caso si rivelerà per la Chiesa ortodossa il più grave errore dal 1901, anno della scomunica dell’«anarco-cristiano-pacifista» Lev Tolstoj. Il patriarca Kirill seguirà la seduta dalla Polonia, dove si trova per una visita preparata come passaggio storico di riconciliazione tra le due nazioni e oscurata dai fatti di Mosca. Dopo star come Madonna, Björk, Sting, dalla Londra olimpica ieri ha espresso solidarietà alle ragazze anche sir Paul McCartney. Oggi mobilitazione internazionale contro il processo farsa accostato dagli oppositori al caso dell’oligarca Mikhail Khodorkovski. A Milano l’associazione «Annaviva» ha organizzato un presidio alle 17 in via Dante. Manifestazioni da Parigi a New York, «Free Pussy Riot», liberatele.
Maria Serena Natale