L’ESPRESSO 13/1/2012, 13 gennaio 2012
L’ESPRESSO 13/1/2012
Sono 700 i telefonini distribuiti con credito illimitato ai 90 deputati regionali siciliani nel 2001. Nessuno di loro però li ha restituiti a fine mandato. E molti onorevoli avevano dato indirizzi falsi per evitare di pagare le bollette. E la Tim presentò il conto di EMANUELE LAURIA e
SALVO PALAZZOLO
Qualcuno ha comunicato un cognome falso alla Tim. Oppure, una strada che nemmeno esiste a Palermo. Qualcuno ha saltato persino qualche cifra del suo conto bancario. Così, 80 persone che hanno in tasca il telefonino con la superconvenzione agevolata dell’Assemblea regionale siciliana non pagano da anni la bolletta del telefono. Probabilmente, c’è anche qualche ex deputato fra i titolari dei cellulari fantasma sui cui adesso indaga la Procura della Repubblica, ipotizzando il reato di truffa, commessa nei confronti del gestore telefonico.
Tre anni fa, come anticipato ieri da Repubblica, la Tim aveva chiesto conto e ragione di un buco di 316 mila euro all’assemblea regionale siciliana. Ma i vertici dell’Ars si sono ben guardati dal pagare: "Non abbiamo sborsato un solo euro", ha detto ieri il presidente Francesco Cascio, che nel 2008, davanti a quella maxi richiesta di risarcimento della Tim ha deciso che bisognava mettere ordine in un sistema in cui dal 2001 c’era stata sin troppa confusione: sulla carta, era una semplice convenzione, come quella di tante aziende, quella che consentiva ai deputati di avere un telefonino e una scheda a prezzi agevolati. Restava inteso che il traffico telefonico l’avrebbero dovuto pagare gli utilizzatori della scheda, circa 700 persone.
Sì, perché le schede telefoniche "privilegiate" dell’Ars, dal 2001 in poi, hanno permesso dialoghi low-cost non solo ai deputati dell’Assemblea, ma anche ai dipendenti e poi a uno stuolo di amici, segretarie, portaborse dei politici: il senatore Vladimiro Crisafulli, allora vicepresidente di Palazzo dei Normanni, ne aveva intestate 11. Santi Formica, uno dei "big" di An del Messinese (oggi Pdl) poteva disporne di 9. E l’ex carabiniere Antonio Borzacchelli, il parlamentare dell’Udc poi condannato a 8 anni per corruzione, ne possedeva sette. Anche deputati nazionali e senatori erano titolari delle vantaggiose schede convenzionate dell’Ars: negli elenchi finiti in mano agli inquirenti ci sono i nomi del sindaco di Palermo Diego Cammarata, che dal 2001 al 2006 sedeva alla Camera, come di Mario Ferrara, che tuttora ha uno scranno a Palazzo Madama. Il sindaco, attraverso il suo portavoce, ricorda: "È vero, avevo una scheda telefonica dell’Ars: non ricordo da chi mi fu fornita. Ma ho sempre pagato regolarmente la bolletta", fa sapere il sindaco attraverso il suo portavoce.
Di certo le tariffe, almeno nel 2002, erano allettanti: un abbonamento gratis, lo sconto dell’82 per cento sul prezzo di noleggio del cellulare, e un costo del traffico da cinque centesimi al minuto verso altri telefonini Tim, 15 nel caso di chiamate verso altri operatori. Inizialmente, la Tim inviava periodicamente un’unica bolletta all’Assemblea regionale, che poi provvedeva a trattenere le somme dalle buste paga dei deputati. Nel 2004, qualcuno si accorse che il numero delle schede era cresciuto a dismisura e che la contabilità cominciava ad essere un po’ confusa.
Così, l’Ars chiese agli utilizzatori dei cellulari di intestarsi i contratti. Da quel momento in poi, in una situazione di "disordine contabile e amministrativo" raccontata il 13 maggio scorso ai carabinieri e ai magistrati dal capo dell’ufficio informatico dell’Ars Gaetano Savona, la Tim ha cominciato ad accumulare un credito via via crescente. Fino a una somma di 316 mila euro: fra i "morosi" gli attuali senatori Salvo Fleres e Sebastiano Burgaretta oltre all’ex governatore Totò Cuffaro. Le fatture contestate si riferiscono per lo più a piccole somme, inferiori a cento euro, e riguardano non solo il traffico telefonico: dentro, ci sono pagamenti non effettuati per servizi wap e sms interattivi. Accanto a disguidi e ritardi, la "furbata" di un’ottantina di persone divenute irreperibili che, secondo i magistrati, disporrebbero ancora delle vecchie sim e le utilizzerebbero senza pagare alcunché. Fra loro, potrebbe esserci qualche politico. Un comportamento che configurerebbe il reato di truffa ma in un rapporto fra privati - gli utenti - e la Tim.
Visto che l’Ars, dopo avere presentato ampia documentazione, ha dimostrato che il debito della Tim è da attribuire ai singoli possessori delle schede: è quanto risulta dal verbale di una riunione tra Savona e due dirigenti dell’azienda telefonica, risalente al giugno del 2010. "Abbiamo fatto presente all’azienda che si doveva rivalere sugli intestatari delle schede e non sull’amministrazione e la vicenda si è poi chiusa senza nessun esborso dell’Ars", afferma ancora Savona. Negli ultimi anni è cambiato il sistema di "copertura" delle spese telefoniche dei deputati dell’Assemblea: i parlamentari regionali dispongono oggi di una somma annua di 4.150 euro inclusi i servizi di connettività. Ed entro quel budget devono muoversi, scegliendo da soli contratti e gestori. Intanto, le spese per i telefonini di servizio, concessi a dipendenti e dirigenti degli uffici, si sono ridotte, passando dagli 8.270 euro del 2010 ai 7.156 del 2011. Ma sulla vecchia convenzione, e sui beneficiari-fantasma, rimangono accesi i riflettori della magistratura.
13 gennaio 2012
L’ESPRESSO 20/12/2011
PALERMO - "Appena decente, tenendo conto dei rischi e delle responsabilità che affronta un governatore". Così Raffaele Lombardo ha definito martedì scorso il suo stipendio mensile: 15.683 euro netti, compresi i 900 euro versati dall’Assemblea a tutti i suoi deputati per trasporti vari. Verrebbe da credergli, se non fosse che allora tutti i presidenti di Regione dovrebbero recriminare e chiedere qualche obolo in più per arrivare a fine mese. Sì, perché il primo inquilino di Palazzo d’Orleans, unico ad avere come benefit un appartamento messo a disposizione dalla Regione che lui ha impreziosito con una sauna, da qualche giorno è il governatore che ha lo stipendio netto più alto, grazie alle recenti rinunce all’indennità da presidente fatte da Ugo Cappellacci e Roberto Cota, in vena di austerity.
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Oggi Lombardo rincara la dose: "Se dobbiamo rapportare il mio stipendio al lavoro che faccio, minimo dovrebbero triplicarlo", dice il governatore. "Siccome quello che faccio non lo faccio per denaro - aggiunge Lombardo - non so quanto guadagno e quanto mi rimane in tasca. Comunque sono disposto anche ad avere metà di quello che percepisco. Non faccio una vita di lussi, non bevo, non fumo, non prendo caffè e non ho distrazioni. Ho solo le tasche bucate".
Considerando solo le indennità di deputato e presidente della Regione, e senza sommare il plafond per rimborsi che magari non sempre è speso fino al tetto massimo, Lombardo incassa un assegno mensile superiore a quello di Roberto Formigoni che guida la Lombardia con i suoi 10 milioni di abitanti, il doppio della Sicilia, o a quello di Renata Polverini, governatrice del Lazio. E, ancora, superiore a quello che guadagna Nichi Vendola, governatore della Puglia. Insomma, più di tutti e, se si vuole fare un raffronto con l’estero, perfino più del governatore dello Stato di New York, che arriva ad "appena" 10 mila euro mensili.
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Conti alla mano, secondo i calcoli fatti dalla commissione paritetica Stato-Regioni, il governatore siciliano ha poco da lamentarsi, visto che è il più pagato e ha benefit che gli altri nemmeno si sognano. Lombardo, come detto, guadagna 15.683 euro al mese, sommando l’indennità da governatore e quella da deputato regionale. La governatrice del Lazio, Renata Polverini, sommando queste due indennità si ferma a 11.958 euro, seguita a ruota dal presidente del Friuli Venezia Giulia che arriva a 11.621 euro. Nella top ten dei governatori più pagati d’Italia si piazzano poi Michele Iorio in Molise (11.030 euro), Augusto Rollandin nella Valle d’Aosta (10.379) e Claudio Burlando in Liguria (10.117). Al settimo posto arriva il presidente della Lombardia, Formigoni, che sommando l’indennità di governatore pari a 5.937 euro e quella di consigliere regionale, 3.602 euro, arriva a 9.535 euro nette al mese.
In coda, in questa classifica degli stipendi, ci sono i due governatori che recentemente hanno appena rinunciato a ricevere l’indennità che spetterebbe loro come presidenti di Regione. Si tratta del sardo Ugo Cappellacci, che al momento ha sospeso la sua indennità di carica pari a ben 7.286 euro, e quindi riceve solo quella di consigliere regionale pari a 4.062 euro, e del piemontese Cota, che nel 2011 ha chiesto di sospendere la sua indennità di 5.506 euro nette mensili.
Un discorso a parte riguarda benefit e rimborsi. Lombardo, a esempio, ha a disposizione un plafond messo a disposizione da Palazzo d’Orleans pari a 3.899 euro: soldi, questi, che magari non arriva tutti i mesi a spendere. Hanno un plafond maggiore, di spese cioè potenzialmente rimborsabili, i governatori del Molise (4.558 euro al mese), della Lombardia (5.802), della Calabria (5.788), della Puglia (9.624 euro), del Veneto (4.390 euro) e del Piemonte (7.543 euro). Ma ci sono benefit che nessuno ha, a differenza del governatore siciliano: perché se tutti hanno l’auto blu o un computer, e c’è chi ha anche abbonamenti ridotti per tram, ferrovie o autostrade come Formigoni, nessuno ha disposizione un appartamento presidenziale come quello che ospita Lombardo a Palazzo d’Orleans e che, recentemente, si è arricchito anche di una sauna.
"Formigoni ha voluto mettere però una brandina in una stanza accanto al suo ufficio, in caso di maratone notturne dovute a impegni di lavoro - dicono dal Pirellone - Comunque non ha diritto ad alcun tipo di appartamento pagato dalla Regione Lombardia".
In confronto ai suoi pari grado, quindi, Lombardo non se la passa male. Ma tant’è, secondo il leader dell’Mpa in Sicilia si arriva appena alla soglia della "decenza". Forse allora occorrerebbe mettersi d’accordo sul significato di questa parola.
(20 dicembre 2011)
GLI STIPENDI DEI GOVERNATORI (cifre nette mensili)
Raffaele Lombardo, Sicilia 15.683
Renata Polverini, Lazio, 11.958
Renzo Tondo, Friuli VG, 11.621
Michele Iorio, Molise, 11.030
Augusto Rollandin, Valle d’Aosta, 10.370
Claudio Burlando, Liguria, 10.117
Roberto Formigoni, Lombardia 9.539
Lorenzo Dellai, Trentino AA, 9.448
Giuseppe Scopelliti, Calabria 9.261
Nichi Vendola, Puglia, 9.033
Luca Zaia, Veneto, 8.934
Stefano Caldoro, Campania, 8.826
Vasco Errani, Emilia Romagna 8.880
Vito De Filippo, Basilicata 8.015
Gian Mario Spacca, Marche 7.922
Gianni Chiodi, Abruzzo 7.666
Enrico Rossi, Toscana 7.491
Catiuscia Marini, Umbria 7.436
Ugo Cappellacci, Sardegna 4.062
Roberto Cota, Piemonte 2.858