Alessandro Oppes, il Fatto Quotidiano 14/1/2012, 14 gennaio 2012
GLI ALGERINI SALVANO IL MERCATO IMMOBILIARE SPAGNOLO
GLI ALGERINI SALVANO IL MERCATO IMMOBILIARE SPAGNOLO - Dalla Spagna all’Algeria. Da Alicante a Orano. Tra le due rive del Mediterraneo, la distanza è contenuta - appena 160 miglia nautiche, 295 chilometri - e la prossimità culturale tradizionalmente grande. Ma la crisi sembra avere, all’improvviso, rovesciato i ruoli. Mentre schiere sempre più folte di spagnoli sbarcano nel porto maghrebino in cerca di fortuna, i nuovi ricchi algerini fanno affari nel capoluogo della Costa Blanca, nei pressi di Valencia. Sono loro, a sorpresa, l’àncora di salvezza per le agenzie immobiliari asfissiate dalla stretta creditizia, strangolate dall’esplosione della “bolla” del settore. Professionisti, commercianti, industriali, medici, professori universitari cercano ad Alicante case a basso costo. E trovano offerte d’ogni tipo. Per un prezzo che va dai 60 agli 80mila euro possono comprare un appartamento di 2 camere, 60 metri quadri in pieno centro e a pochi passi dalla spiaggia. Ma ci sono anche piccoli commercianti nord-africani che, nella zona nord della città, più distante dal mare, trovano casa per un massimo di 40mila euro. Tra i 40 e i 55 anni, sono clienti “educati e seri” e pagano in contanti, dice soddisfatta a El País la titolare di un’agenzia.
LOGICA EUFORIA. Se non fosse per gli stranieri, che concludono il 70% delle operazioni di acquisto degli immobili, il mercato sulla costa del Levante sarebbe desolatamente bloccato. Impossibile per gli spagnoli comprare in contanti: le banche, anche quelle teoricamente “sane” (che secondo l’Fmi rappresentano quasi i 3/4 del sistema finanziarioiberico)daanninonconcedonopiùmutui. Ottimiaffariancheperfrancesi, belgi e svizzeri, che comprano soprattutto case di seconda mano, mentre russi e scandinavi preferisconocostruzioninuove,per lequalisonodisponibiliapagare prezzi più elevati: villette con piscina, in riva al mare, tra i 150 e i 200mila euro. Ma il flusso di clienti dal Nordafrica è quello che si nota di più. La compagnia AirAlgeriehaportatoaduei voli settimanali dallo scalo Es-SéniadiOranoaquellodi Alicante. E le società di navigazione Entmv e Travemed hanno intensificato i collegamenti tra i due porti. Nella città algerina, nel 2011 il numero di iscrittiaicorsidilinguadell’InstitutoCervantesha superato per la prima volta quelli dell’Institut Français. Sintomo di un interesse che in passato si traduceva nella partenza, con zattere di fortuna, degli harragas, i migranti clandestini. Mentre ora è la classe medio-alta a guardare con interesse alla riva opposta del Mediterraneo.
DallaSpagna,invece,parteindirezioneoppostaun nuovo esodo. Non così massiccio come quello che, negli anni ‘30, portò in Algeria più di 10mila re-pubblicani in fuga dalla Guerra Civile. Ma comunque un flusso consistente. Sono imprenditori in cerca di certezze, terrorizzati dai sobbalzi del “salvataggio” europeo, o semplici disoccupati, che vedono nell’Algeria - come dice con un pizzico d’orgoglio il quotidiano El Watan - un “nuovo Eldorado”.