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 2012  maggio 23 Mercoledì calendario

Pizzarotti al lavoro e studia il ripristino della moneta storica - D’ ora in poi sarò single» dice la ragazza col musetto triste

Pizzarotti al lavoro e studia il ripristino della moneta storica - D’ ora in poi sarò single» dice la ragazza col musetto triste. Lunedì pomeriggio era in piazza e saltellava di goduria: la vittoria del candidato grillino, Federico Pizzarotti, aveva spedito in Consiglio comunale il suo fidanzato. Soltanto che ora comincia il bello e questi diciannove sconosciutissimi consiglieri del Movimento Cinque Stelle vogliono farsi trovare sull’attenti davanti alle grane. Tutti a scuola, dunque, e da domani, quando tre professori universitari terranno alla pattuglia la prima lezione di Diritto amministrativo. E poi ancora: Economia e Tecniche di bilancio, tre volte la settimana a sottolineare e mandare a memoria, finché non saranno diventati dei pozzi di scienza. Ognuno potrà vedere la notizia come buona, perché c’è gente che studia, o come pessima, perché c’è gente che deve studiare. Il sugo è che la festa è durata poco: ieri doveva esserci una riunione sulla composizione della giunta nel piccolo ufficio periferico messo a disposizione al M5S, ma c’erano soltanto tre col mocio, impegnati a tirare su le pozzanghere di prosecco stappato lunedì fino a notte (e dopo una cena in un ristorante africano). Il pranzo di ieri, organizzato dal sindaco Pizzarotti con alcuni dei consiglieri, non aveva infatti ambizioni di crapula ma lo scopo di dare una prima infarinatura. Attovagliati in un trattoria fuori città, i grillini hanno avuto per ospiti alcuni amministratori già eletti del movimento (probabilmente il consigliere GIUNTA ANCORA «TOP SECRET» Già avviati i primi contatti con i potenziali assessori Massimo riserbo sui nomi regionale Giovanni Favia) perché li introducessero agli oscuri segreti della burocrazia e del protocollo. Trangugiato il caffè, dicono le gentilissime spie, ognuno è filato a casa a compulsare i sacri testi. Soltanto Pizzarotti ha girato in lungo e in largo a vedere potenziali assessori, di cui non si conosce l’identità. Veramente non si conoscono nemmeno le tappe di questo tour carbonaro, poiché Pizzarotti non ha lasciato tracce dietro sé, e le notizie arrivavano già sotto forma di leggenda metropolitana che i cronisti affannati si scambiavano sotto voce. Una lunga e avvilente rincorsa che accomunava un po’ nel ridicolo inseguito e inseguitori, vista la portata non eclatante della vicenda. Poco importa. Il Piccolo Sindaco si era infatti incarnato in mattinata e aveva avvertito il popolo dell’informazione con il tono finto borioso del neopotente: «Oggi va così, da domani non vi voglio vedere più». Non vuole neanche vedere Beppe Grillo, e lo ha detto con esibita fermezza: «Un altro comizio non ci serve, ci farebbe solo perdere del tempo». Il solito discorso del movimento che non è partito, non ha leader, e ciascun eletto sarà misurato per quello che porta a casa e non per quello che fa Grillo. Comunque, verso le undici del mattino Pizzarotti era arrivato in Comune con l’inseparabile moglie Cinzia la quale, prima di seguire il consorte anche nell’incontro col commissario, aveva elencato le competenze maturate nel ruolo di responsabile amministrativo di «Buongiorno.it», azienda di servizi on line. Insomma, ci fosse bisogno le piacerebbe mettere mano al bilancio e ricostruire – primo impegno dell’amministrazione – la reale consistenza del debito forse superiore ai seicento milioni di debito. «Sono a disposizione», ha detto la signora, magari per un assessorato, magari per una consulenza gratuita che eviterebbe, o conterrebbe, le accuse di familismo. Vedremo. Il successivo minivertice col commissario è servito per fare un primo punto sulla situazione finanziaria della città. Molto più interessanti gli sguardi amorosi dei dipendenti comunali: «Tanti qui lo hanno votato, sa?». Per non dire di un grillino più grillino dei grillini che aspettava il sindaco al portone inveendo contro il lassismo programmatico dei suoi beniamini, che dovrebbero invece tirar giù la saracinesca agli enti controllati coi conti che fanno acqua, e tanti saluti. Ecco, l’epuratore Pizzarotti avrà sul collo anche questi superepuratori. Piuttosto, quanto al debito, il Movimento non smentisce un bell’articolo de «Linkiesta» nel quale si anticipa l’intenzione curiosa di coniare una moneta parallela (esperimento già effettuato in Francia) per «creare un sistema virtuoso di scambio, simile al baratto, e bypassare la stretta creditizia, senza più interessi privati». Che sia possibile, lo sostengono due professori della Bocconi definiti eterodossi, Massimo Amato e Luca Fantacci. È la evidente necessità di inventarsi qualcosa di eccentrico, e magari di utile, che rafforzi le pretese di diversità. Niente di meglio che stare a vedere. Perché per il resto alla coppia Pizzarotti è toccata la broda istituzionale (visita con sorriso al questore) e la pappa del consenso, con una fiaccolata serale per i fatti di Brindisi ben presto trasfigurata nella marcia trionfale del grillismo.