Oggi - N.5 - 1 febbraio 2012 Pag. 58, 1 febbraio 2012
SENZA I MIEI FIGLI IO NON DORMO PIÙ
Battaglie infinite la madre dei bimbi contesi tra Italia e Germania si affida a un libro verità
Fiamma Tinelli 25 Gennaio 2012
Marinella Colombo ha sfidato la legge ed è finita in carcere per i suoi ragazzi, oggi affidati al padre tedesco. Dalle sue notti insonni è nato il racconto dell’intera vicenda. il grido di dolore di una donna che non può dire loro «buonanotte»
Roma, gennaio Quanto è lunga la notte quando sai che non rivedrai mai più i tuoi bgli? Quando pensi che non potrai mai più dare loro la buonanotte, accompagnarli a scuola, consolarli per un brutto voto? Quanto è lunga la notte quando ti maceri nel pensiero di cosa avresti potuto fare e non hai fatto, quando pensi che i tuoi figli sono lontani centinaia di chilometri, chiusi in una scuola che disprezzano, costretti a parlare una
lingua che non amano e soprattutto obbligati a vivere nel luogo in cui non vogliono stare? Marinella Colombo, la mamma di Leonardo e Nicolò, i bambini riportati a forza dal padre tedesco, non dorme più. E non può nemmeno parlare con nessuno.
Agli arresti domiciliari dal marzo 2011, oggi è sotto processo. Le accuse verso di lei sono pesanti: sequestro di persona, maltrattamenti in famiglia, sottrazione internazionale di minore. Ma come la signora Colombo sostiene sin dall’inizio, i bambini le erano stati sottratti illecitamente su ordine dello Jugendamt, l’ufficio tedesco per la Gioventù contro il quale pendono centinaia di cause al Tribunale dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo. Così è andata a riprenderseli.
La sua era l’unica scelta possibile per rivederli. Sono rimasti un anno nascosti. E quando Marinella si è presentata (spontaneamente) al Tribunale di Milano per cercare di dirimere legalmente la questione, è stata arrestata. Nonostante la perizia psicologica che affermava che era «inimmaginabile» staccare Leonardo e Nicolò dalla mamma, i bambini sono stati mandati in Germania, col padre. Lei ha perso i figli e la libertà: con il processo che si concluderà a marzo, Marinella rischia 15 anni di carcere.
QUATTRO ANNI D’INFERNO
Non può parlare con nessuno, la signora Colombo. Ma scrivere, sì. Così, in questo anno di notti senza sonno, Marinella ha scritto un libro. Non vi lascerò soli (Rizzoli) è la sua testimonianza più completa di quattro anni d’inferno. Marinella Colombo, nelle sue pagine dice finalmente cose che non erano mai state dette. E che dovrebbero far riflettere anche chi ancora le dice: «Hai sbagliato tu». Il disappunto quando in famiglia parlava italiano con i bgli, le crisi di rabbia dell’ex marito Tobias se la mamma li prendeva in braccio una volta di troppo («È un vizio solo italiano»), l’ostinazione a tenere la mamma lontana quando il papà si trovava a occuparsi di loro («Se ti vedono poi vogliono stare solo con te, esci!»).
Nella storia di Marinella Colombo, che ha scritto questo libro di suo pugno, saltano all’occhio due cose sopra ogni altra. Primo: l’arroganza di un’istituzione tedesca che dovrebbe difendere il bene dei bambini e invece si muove solo nell’interesse degli adulti (tedeschi), a costo di arrivare a falsificare carte, cambiare le testimonianze, omettere perizie. Secondo, la fragilità dello Stato italiano. Che di fronte a quello tedesco trema come una foglia, che non pensa nemmeno per un attimo a esaminare con attenzione le carte presentate da Marinella Colombo e dai suoi legali, che sbaglia i termini di consegna dei documenti, ma invade la casa della Colombo di cimici, pur di sapere dove ha nascosto i suoi bambini.
Marinella Colombo, oggi, non ha più speranze. «Sa che non vedrà più i suoi bgli Leonardo e Nicolò. Sa che il padre e la legge tedesca non glielo permetteranno», dice il suo avvocato, Laura Cossar. Ma a 16 anni i ragazzi avranno l’età legale per decidere da soli cosa fare, perché non dovrebbero cercare la mamma, dopo aver ripetuto a qualsiasi psicologo, qualsiasi poliziotto, qualsiasi magistrato che è con lei che vogliono stare?
L’avvocato Cossar «Lui non vuole che ti dica le cose» Marinella Colombo, oggi, non ha più speranze. «Sa che non vedrà più i suoi figli Leonardo e Nicolò. Sa che il padre e la legge tedesca non glielo permetteranno», dice il suo avvocato, Laura Cossar. Ma a 16 anni i ragazzi avranno l’età legale per decidere da soli cosa fare, perché non dovrebbero cercare la mamma, dopo aver ripetuto a qualsiasi psicologo, qualsiasi poliziotto, qualsiasi magistrato che è con lei che vogliono stare?
L’avvocato Cossar scuote la testa: «La signora Colombo non fa che ripeterlo: "Fra tre anni i miei figli non esisteranno più. Io non sarò più nessuno, per loro». Già adesso Marinella può restare in contatto con Leonardo e Nicolò solo con qualche telefonata da fare rigorosamente in commissariato, in presenza di un poliziotto. «Quando risponde, sempre più raramente, il signor Ritter pretende che i bambini inseriscano il vivavoce per sentire ogni parola tra loro e la mamma», aggiunge Maria Grazia Bosco, l’altro avvocato della Colombo. «Ciao amore, che cos’hai fatto nel fine settimana?». «Lui non vuole che te lo dica». «Con chi avete festeggiato il Capodanno?». «Con degli amici, lui non vuole che ti dica di più». Ogni volta così. Quando è rientrato in Germania con i ragazzi, Tobias Ritter si è lasciato intervistare da una troupe televisiva tedesca. Il filmato è stato rimosso da YouTube, noi l’abbiamo visto nello studio dell’avvocato Cossar. Leonardo e Nicolò avevano gli sguardi bassi a terra, non rispondevano alle domande del giornalista. Alla fine dell’intervista, Tobias ha messo una mano sulla spalla del suo figlio più grande. E Leonardo, quella mano, l’ha spinta via.
DAL 2008 AL 2012, ECCO TUTTE LE TAPPE DELLA DRAMMATICA ODISSEA DELLA MAMMA DISPERATA TRA IL DIVORZIO E LE ACCUSE
Qui ricostruiamo la vicenda di Marinella Colombo, 50. La donna si separa da Tobias Ritter nel 2006. I figli sono affidati a entrambi e collocati presso la madre. Nel 2008 l’azienda la trasferisce in Italia, lei parte con i figli. Il Tribunale (su richiesta del padre) ordina il rimpatrio. Lei nasconde i figli e ricorre in Cassazione. Ritter la denuncia.
VIA CON I FIGLI I due genitori iniziano una mediazione, Ritter, 49 anni (a destra), si impegna a non chiedere il rimpatrio, la madre a fare ritrovare i figli. Ma l’8 maggio 2009 i Carabinieri li prelevano da scuola per mandarli in Germania. Il 19 febbraio 2010, lei va a riprenderseli e si dà alla fuga. Fiduciosa nei giudici, il 27 ottobre
2010, si presenta in Tribunale, ma viene arrestata. L’associazione internazionale di genitori e familiari che si occupa dei conflitti è il Ceed, Conseil Européen des Enfants du Divorce
IL RACCONTO SULLA LOTTA
Subito scarcerata, il 3 marzo 2011 viene arrestata per la seconda volta dopo la scoperta di un piano per ricongiungersi con i figli, affidati alla nonna. Lei si arrende: rivela dove si trovano e sono riaffidati al padre. Colombo racconta la sua Non vi lascerò soli (a destra). Oggi è agli arresti domiciliari.
Sono 289 i casi di sottrazione internazionale di minore: secondo la Farnesina il 70 per cento riguarda Europa, Stati Uniti e America Latina.
http://www.piattaformainfanzia.org/news_detail.php?id=8073