Luigi Mascheroni, il Giornale 3/3/2012, 3 marzo 2012
Lo scandaloso Coccioli alla (ri)conquista dell’Italia - Era, a suo modo, cattolico. E, a suo modo, omosessuale
Lo scandaloso Coccioli alla (ri)conquista dell’Italia - Era, a suo modo, cattolico. E, a suo modo, omosessuale. E sul dissidio importuno fra omosessualità e cristianesimo - religione che attraversò nella sua tormentata via crucis che ebbe come altre stazioni l’ebraismo, l’animismo,l’islamismo e il buddismo riversò tutto se stesso e tutta la sua letteratura. Si chiamava Carlo Coccioli. Misconosciuto o quasi in Italia, comunque dimenticato da tempo, e molto letto invece in America Latina, dove visse silenziosamente e scrisse furiosamente, Carlo Coccioli, livornese, nato nel 1920, autoesiliatosi dall’Italia negli anni ’50 per andare a vivere prima a Parigi poi in Messico (collaborando con alcune testate, fra cui il Giornale ) dove morì nel 2003, è uno degli autori più curiosi, irregolari eppure necessari del nostro secondo Novecento. Coccioli infatti scriveva di sé, di Dio, di sesso. E soprattutto lo scriveva più in francese e in spagnolo che in italiano. Abbastanza, insomma, per essere pesantemente ignorato dall’ establishment culturale. Paradosso di chi è a lungo emarginato, Coccioli incontra di tanto in tanto,e grazie a uno sponsor d’eccezione come Giulio Mozzi, il felice destino di essere ciclicamente ripescato, per qualche singola opera, dall’editoria di nicchia.Come accade oggi. L’autore di Davide e Requiem per un cane (e qualche altra cinquantina di titoli), in passato sostenuto da Malaparte e Palazzeschi, attaccato da Piovene, letto da CarloBo, rilanciatodaTondelli, torna in questi giorni alla luce editoriale con due piccoli eventi. Il primo: Marsilio ripubblica un titolo che per via del tema (uomini che amano altri uomini) è insieme di culto e maledetto. È Fabrizio Lupo , un libro scritto in italiano nel 1951 (!), editoinFrancial’annodopo,apparso poi in spagnolo nel ’53 ma accusato in Messico di aver indotto al suicidio alcuni giovani omosessuali, e infine uscito nel 1978 da Rusconi (autore «di destra»...). Come scrive un altro intellettuale irregolare, ma di oggi, come Walter Siti nell’intensa prefazione, è un romanzo stranamente vitale, «perché ha dentro abbastanza dolore ed energia per riuscire a dimostrarci che nulla, del tema centrale, è veramente passato»: un romanzo ancora perfetto nell’accusare il «mostruoso coacervo di stereotipi che la società ha accumulato sull’amore omosessuale». Il secondo evento, invece, è ancora più raro. La nascita di una casa editrice interamente dedicata a un autore. Marco Coccioli, nipote ed erede letterario di Carlo, ha fondato la Piccolo Karma edizioni, sigla che prende il nome da uno dei testi più luminosi di Coccioli e che ha in programma di pubblicarne l’intera opera, sia in formato ebook sia in stampa digitale. Milanese, 62 anni, un passato lontano nel mondo editoriale e uno più recente in quello dell’imprenditoria, il nipote italiano dello scrittore cosmopolita, dopo due anni di lavoro sul sito www.carlococcioli. com, inizia ora a raccogliere i primi frutti concreti: «Senza gli strumenti offerti dalle nuove tecnologie sarebbe stato impossibile pubblicare un corpo così vasto di opere, e in più lingue... Invece, grazie al digitale possiamo recuperare testi altrimenti perduti per sempre... ». E così, con le copertine che utilizzano le tele realizzate negli anni Ottanta dallo stesso Coccioli, che fu anche pittore, tornano leggibili le scritture cinematografiche di Le corde dell’arpa e del thriller metafisico Le case del lago , i viaggi di scoperta messicana di Omeyotl , i bizzarri racconti di Uno e altri amori , la scintillante biografia del Budda... E lo stesso Piccolo Karma , il libro-cardine che, attraverso la riscoperta di Tondelli, ha liberato l’autore dai condizionamenti della sua generazione per consegnarlo a quelle successive... E persino inediti, come Requiem pour un chien nella versione originale francese (piuttosto diversa da quella italiana) ritrovata, intatta, negli archivi di Città del Messico. «Entro l’anno - racconta Marco Coccioli - tutti potranno accedere a testi rarissimi come l’affresco azteco di L’erede di Montezuma e anche opere mai pubblicate da noi, come Soleil o Un suicide ... ». Carlo Coccioli. Di per sé, un intellettuale completamente fuori dal tempo e fuori dal mondo ( nel 2001, due anni prima della morte, in occasione del G8 a Genova, chiese al Vaticano di svuotare le proprie casseforti e ridistribuire la ricchezza ai poveri...), ma dall’altro, come è destino dei classici, nel trattare temi universali (la dignità dell’amore omosessuale, la sorte degli animali, il dramma delle dipendenze, la vitalità soffocata delle culture «altre»), un autore senza tempo e al di sopra dei mondi.