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 2012  marzo 03 Sabato calendario

Qual è la storia di San Suu Kyi? - Con la vittoria alle urne di sabato Aung San Suu Kyi entra in Parlamento e mette a segno un’altra tappa nella battaglia per la democrazia

Qual è la storia di San Suu Kyi? - Con la vittoria alle urne di sabato Aung San Suu Kyi entra in Parlamento e mette a segno un’altra tappa nella battaglia per la democrazia. Qual è stato il difficile cammino del Nobel per la pace? Aung San Suu Kyi nasce a Rangoon (attuale Yangon) il 19 giugno 1945. Suo padre è il generale Aung San, fondatore del moderno Esercito birmano e uno degli artefici dell’indipendenza del Paese del sud-est asiatico dalla Gran Bretagna nel 1947. Alla fine dello stesso anno viene assassinato da una fazione rivale. Qual è stato il percorso formativo del futuro Nobel? Khin Kyi cresce con la madre Khin Kyi e due fratelli, studia alla scuola metodista inglese, sino a quando la madre viene nominata ambasciatore birmano in India. È il 1960 e Suu Kyi si trasferisce a Nuova Deli, dove conclude le scuole superiori e prende una prima laurea in politica. Prosegue gli studi ad Oxford in Gran Bretagna prendendo una seconda laurea, questa volta in Filosofia. Di cosa si occupa Suu Kyi? Subito dopo gli studi lavora per l’Onu a New York per tre anni. Nel 1972 sposa Michael Aris insegnante di cultura tibetana che vive in Buthan. L’anno dopo da alla luce il primo figlio Alexander, mentre il secondo Kim nasce nel 1977. Nel 1985 completa un dottorato di ricerca all’Università di Londra. Lavora per due anni nel mondo accademico a Shila, in India e per un breve periodo per il governo dell’Unione birmana (una specie di unione degli esiliati) prima di tornare in patria. Cosa l’attende al suo ritorno in Birmania? Suu Kyi torna quando lo storico leader della giunta militare, il generale Ne Win, rassegna le dimissioni. Seguono numerose dimostrazioni di piazza a sostegno della democrazia: particolarmente imponenti furono quelle dell’8 agosto ,che presero il nome di 8888 Uprising, con la data in numeri). Nonostante tutto una nuova giunta militare prende il controllo del Paese a settembre. Come risponde al nuovo colpo di mano? Dopo uno storico comizio, fonda la Lega Nazionale per la Democrazia il 27 settembre 1988. Viene condannata agli arresti domiciliari il 20 luglio 1989. Nel 1990 la giunta indice elezioni nelle quali la Lega di Suu Kyi incassa il 59% delle preferenze e l’80% dei seggi in Parlamento. Ma le elezioni vengono annullate. A questo punto cosa decide di fare? Sceglie la via della non violenza continuando la sua battaglia da reclusa. Lo stesso anno vince il Premio Sakharov per la libertà di pensiero e nel 1991 il Nobel per la pace. I suoi figli ritirano il premio e lei devolve gli 1,3 milioni di dollari incassati per fondare un organizzazione che si occupa di salute e istruzione. Per quanto tempo rimane agli arresti? Viene rilasciata a luglio del 1995 e a Natale il marito Aris che vive in Inghilterra torna a trovarla. Sarà la sua ultima visita. Gli viene diagnosticato un cancro e morirà nel 1997. Non permetteranno mai loro di vedersi. Come prosegue la sua protesta non violenta? Nel 1996 il convoglio a bordo del quale viaggia viene attaccato da un commando, probabilmente foraggiati dalla giunta al governo. La paura non la ferma, la giunta ci prova. Nel 2000 torna di nuovo agli arresti domiciliari. Saranno 15 gli anni che sconterà in detenzione, perché considerata «un rischio per la pace della comunità. Il 6 maggio 2002, grazie anche all’intermediazione Onu, viene rilasciata. Nel 2003 proclama «La nuova alba per il suo Paese» e il 30 maggio 2003 è vittima di un altro agguato. Viene di nuovo arrestata e trasferita ai domiciliari dopo un intervento. La comunità internazionale che cosa fa? Il sottosegretario Onu, Ibrahim Gambari, lavora per facilitare il dialogo tra la giunta e il Nobel, che incontra nel 2006. Il Palazzo di Vetro chiede la liberazione di Suu Kyi, ma le autorità del Myanmar si oppongono. La donna viene accusata di evasione fiscale e la detenzione è prolungata di un altro anno. La prima inversione di rotta della giunta arriva al termine della seconda visita di Gambari, quando concede a Suu Kyi la possibilità di vedere gli alleati. Nel 2009 il segretario Ban Ki-moon si reca in Myanmar, chiede la liberazione della donna e l’avvio di riforma, ma il leader Than Shwe gli impedisce di vedere il Nobel». Quando arriva la svolta? Il 13 novembre 2010 Suu Kyi viene rilasciata a causa della scadenza dei termini di detenzione. Nel 2012 la Lega si ricostituisce e Suu Kyi incontra diversi politici, dal segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, al ministro degli Esteri britannico, William Hague. Il 26 marzo annuncia la sospensione della campagna elettorale. Ma la vittoria è dietro l’angolo: il 1 aprile la Lega annuncia che Suu Kyi ha vinto «a mani basse» il seggio in Parlamento».