Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2012  febbraio 29 Mercoledì calendario

La Gazzetta dello Sport Anno VI, numero 1820 29 febbraio 2012 La scalata incosciente di un traliccio dell’alta tensione, finita male e che poteva finire anche peggio, ha nuovamente incendiato la Val di Susa e il movimento No Tav, con manifestazioni in tutt’Italia e blocchi stradali che le forze dell’ordine hanno temporaneamente sgombrato nella notte soprattutto a forza di idranti (e con l’aiuto di una ruspa)

La Gazzetta dello Sport Anno VI, numero 1820 29 febbraio 2012 La scalata incosciente di un traliccio dell’alta tensione, finita male e che poteva finire anche peggio, ha nuovamente incendiato la Val di Susa e il movimento No Tav, con manifestazioni in tutt’Italia e blocchi stradali che le forze dell’ordine hanno temporaneamente sgombrato nella notte soprattutto a forza di idranti (e con l’aiuto di una ruspa). Incomprensibilmente, però, alle 14.30 di ieri gli agenti hanno abbandonato la posizione e così il blocco autostradale è ricominciato. I contestatori hanno chiuso tra l’altro l’uscita dell’autostrada di Torino, all’altezza di Rivoli, provocando forti discussioni con gli automobilisti paralizzati. Nella battaglia di tre ore che s’era svolta in precedenza a Bussoleno (autostrada A32), la polizia (500 agenti in tutto) aveva adoperato gli idranti, gli antagonisti avevano risposto lanciando oggetti di tutti i tipi e dando fuoco alla batteria di pneumatici con cui avevano rinforzato le barricate. I No Tav erano riusciti a tenere bloccata l’autostrada tra Avigliana e Susa per quasi 24 ore. Le forze dell’ordine aveva anche sgomberato l’autostrada di Oulx, all’altezza di Salbertrand. I No Tav, assediando quel punto, avevano cercato di impedire alla polizia i cambi di turno all’interno del cantiere. Per liberare questo punto la polizia era ricorsa anche ai lacrimogeni. Alla fine però tutto è tornato come prima, e i No Tav hanno riguadagnato le posizioni. • Ho visto la cosa in televisione, e le domando subito se quell’uomo ferito dall’alta tensione, e caduto a terra da 12 metri d’altezza, sta meglio. Condizioni gravi, ma non dovrebbe essere in pericolo di vita. Si chiama Luca Abbà, ha 36 anni, è un anarchico, tenacissimo oppositore dell’alta velocità in Val di Susa e leader riconosciuto del movimento. I medici del Cto di Torino hanno spiegato che per la valutazione dei danni permanenti – che purtroppo ci saranno - bisognerà aspettare un anno. Abbà ha ustioni di secondo grado, varie costole e lo sterno fratturati, e lesioni interne da capire. È stato sedato, e la prognosi resta comunque riservata. Oggi dovrebbe essere sottoposto a una Tac, soprattutto per tentare una prima valutazione dei danni provocati dalla scarica da 30 mila volt. Poi si deciderà su eventuali interventi chirurgici. • Perché era salito sul traliccio? Operai e poliziotti sono apparsi inaspettatamente lunedì mattina a Chiomonte in Val Clarea per allargare il cantiere dell’alta velocità (da cinque a sette ettari di terreno). Un’operazione prevista, ma che doveva svolgersi ieri mattina. È stata anticipata apposta per ridurre al minimo le contestazioni. E infatti sul posto, al momento topico, non c’erano che una quindicina di No Tav, che è stato facile tenere a bada nella baita Clarea. Mentre la polizia li identificava però è arrivato Luca Abbà che ha subito dato inizio alla scalata del traliccio. Arrivato in cima ha telefonato a Radio Blackout, comunicando che non si sarebbe mosso da lì e che era pronto, nel caso, ad appendersi ai fili dell’alta tensione. Obiettivo: far sospendere subito l’allargamento del cantiene. Senonché, mentre si trovava là in cima, ha fatto un movimento falso, ha sfiorato col gomito i fili dell’alta tensione ed è caduto giù. Una protesta politica, sia pure clamorosa, s’è così trasformata in tragedia. • Quelli del movimento dicono che è stata la polizia a farlo cadere giù. Sì, lo ha gridato anche Alberto Perino, altro leader dei No Tav: «L’ha fatto cadere la polizia che lo inseguiva! Luca è un eroe e quello che è successo è un’infamia!». Quest’accusa è stata ripresa un po’ dappertutto, nelle varie manifestazioni (non affollatissime, a dire la verità) che si sono svolte in Sicilia, a Trento, a Napoli, a Bologna, a Torino. Si tratta tuttavia di un’accusa falsa: il filmato girato dagli stessi agenti mostra che Luca, per dir così, s’è fatto male da solo. Le testimonianze di chi si trovava sul posto – agenti, ma anche contestatori – concordano: la polizia non ha fatto niente, anzi un agente rocciatore ha messo a disposizione di Abbà una corda per permettergli di assicurarsi meglio alla cima del traliccio. • Hanno ragione questi contestatori a non volere la linea dell’alta velocità? Avrebbero torto persino se, nel merito, avessero ragione. La decisione di costruire una linea che colleghi Torino a Lione, con tutto quel che comporta (scavi, tunnel eccetera) è stata presa dal Parlamento, condivisa da governi di tendenze opposte e sancita da accordi internazionali. I francesi sono già a buon punto per quello che riguarda la loro tratta. La questione è se un dissenso locale può aver la meglio su una decisione presa a livello nazionale e condivisa da tutte le forze politiche, a parte Vendola e Grillo. È comunque un fatto che la mancata realizzazione di quella tratta sposterebbe a nord tutto il traffico futuro delle merci. • L’attuale governo che cosa ne pensa? Ieri ha parlato il ministro Passera: «Il lavoro è in corso e deve continuare nel modo migliore previsto». Il ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, dopo aver esortato al dialogo, ha aggiunto: «Occorre riflettere su quelli che sono gli interessi della nazione». Anche questo governo, quindi, sembra favorevole alla realizzazione della linea dell’alta velocità.