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 2012  marzo 11 Domenica calendario

Natalia Estrada: “Addio tv meglio fare la cowgirl” - La cosa più bella? «Ah, che vedo il sole e sento la pioggia

Natalia Estrada: “Addio tv meglio fare la cowgirl” - La cosa più bella? «Ah, che vedo il sole e sento la pioggia. E che mi soffia il vento in faccia. Un tempo, entravo alla televisione al mattino e non sapevo neanche che tempo faceva. Vivevo nella luce artificiale di qualche studio, dove ogni cosa aveva un sapore finto, come se non appartenesse alla realtà. Ora provo una sensazione unica». Lo dice mentre ha fermato il cavallo. Davanti c’è un campo d’erba al limitare di un bosco, oltre quest’orizzonte. Questa è Natalia Estrada, 40 anni e un mondo nuovo. Era una show girl, una ballerina, una presentatrice, era una donna della tv e la compagna di Paolo Berlusconi, il fratello di Silvio. Oggi è una cowgirl, e lo scopri appena ride. «Io sono con i miei cavalli, aiuto i miei amici. Ogni tanto andiamo in America, giriamo, facciamo dimostrazioni e competizioni. Lavoro con il gruppo di Ranch Accademy. Persone che amano come me e il mio compagno la vita dei cavalli». Vive tra Milano, zona Lambrate, «la città dei ferrovieri», e un paesino in Piemonte, che guai a nominarlo, «perché se no non mi lasciano più in pace». Il suo compagno si chiama Andrea Drew Mischianti, dal quale ha appreso il lavoro del cowboy e la tecnica del roping. Lei si diverte a fare le foto, ed è anche brava, «i butteri in Toscana, le vecchie selle col pallino, le radici, le tradizioni»: un mucchio di volte finiscono nei Musei del Nevada. In questa vita nuova c’è sua figlia, Natalia, di 16 anni, che è appassionata di sci e di natura. E c’è questa sensazione: che il mondo non è mai finito, che puoi anche scegliere di ricominciare. Fa un po’ effetto, perché Natalia Estrada in fondo era un animale della tv, che aveva cominciato da bambina a muoversi su un palco e dentro quella scatola nera. Ha studiato danza classica e spagnola, «e a 16 anni», - dice -, «facevo già teatro ed ero nel Conservatorio Real di Madrid». Ha studiato giornalismo, si è esibita nel balletto classico, e in Italia ha sfondato subito, «Il gioco delle coppie» e «Paperissima» per entrare dal piccolo schermo nelle case della gente. Poi cinema - «Il ciclone» di Pieraccioni - e ancora televisione, senza smettere mai. Il tempo le ha lasciato ancora tutta la sua bellezza. Poteva restare, e poteva continuare, tra i soldi e il successo. Ma se le chiedi se adesso prova almeno un po’ di nostalgia, lei scoppia di nuovo a ridere: «La nostalgia si ha quando manca qualcosa, quando ti vengono meno degli affetti, quando uno non vuole smettere e quando è obbligato a fare una scelta». Lei, invece, ha semplicemente voluto cambiare. E le riesce persino troppo facile spiegare cosa capita a chi lascia tutto per ripartire. Capita solo che sai quel che fai, che scopri la vita e che ti piace così com’è. Non è una cosa impossibile. Ci vuole solo un po’ di fortuna e un po’ di amore. La sua vita è cambiata dieci anni fa esatti, anche se ci ha messo un po’ a rendersene conto. Stava facendo «La sai l’ultima?» con Claudio Lippi in tv ed era un week end del 2002. «La data esatta non me la ricordo. Però ricordo bene cosa successe. Mi portò da questo suo amico in campagna». Andrea Mischianti? «No no. Lui lo conobbi solo qualche anno dopo, a casa di un avvocato, quando mi ero già appassionata dei cavalli. Con Claudio Lippi andai quel week end, e poi ci tornai, prima una volta alla settimana, poi due, poi sempre di più. Prendevo lezioni. E mi accorgevo di stare bene. Anzi, poco alla volta, capivo di stare meglio». Dice che «è stato un cambiamento molto dolce». Solo in un secondo momento l’ha voluto fortemente. Quasi per caso. «A un certo punto mi trovai a dover scegliere fra dei reality, come “L’isola dei famosi”, e trasmissioni che non mi interessavano più. E allora ho deciso che preferivo stare con i cavalli. Tutto qui». Quello che fa adesso lo trova «molto importante» e «molto gratificante». Per lei e Andrea, dice, «è un modo di vita». Un progetto nato insieme: «Lui è cresciuto con i cavalli». Ogni tanto arriva «La vita in diretta» a scovarli e allora fa qualche servizio sporadico per la tv. Ma da ospite, a casa sua, in mezzo ai campi e fra le staccionate di legno, davanti alle distese dei prati con ilo sole in faccia e sotto al cielo, è tutta un’altra cosa. Non deve più recitare in uno studio abbagliata dalle luci delle lampade. Non c’è niente di strano «e non c’è niente di traumatico». Dentro a questo mondo, con i rumori degli alberi e gli odori di una stalla, non c’è più una regola precisa: «Gli orari li scandisce la campagna, non è mai la stessa cosa, è una vita senza routine, non c’entra niente con quella di prima. Ci sono le esigenze degli animali e le esigenze della natura». Guardando indietro, le resta davvero la sensazione di un’altra esistenza, come se il Signore dei cieli gliene avesse regalate due. Di quella che è rimasta indietro ricorda «il calore del pubblico. La gente mi ha dato forza, gente molto vera, affettuosa». Ma adesso è un’altra cosa. Sua figlia Natalia è felice. Ha la passione per la montagna. «Fa sci alpinismo, uno sport molto duro e difficile, e fa le sue gare. Se no, viene sempre con noi a cavallo. D’estate si divide fra la famiglia spagnola e quella italiana. È una vita così, molto semplice. Non dovete pensare a niente di straordinario». Ma glielo dice mai, mamma hai fatto bene? Fa l’ultimo sorriso: «Non ce n’è bisogno. Siamo felici tutt’e due. E lo sappiamo bene».