Giovanni Stringa, Corriere della Sera 03/03/2012, 3 marzo 2012
CONFINDUSTRIA, STRETTA SULLA CORSA AL VERTICE. ULTIMO GIRO DEI SAGGI - —
Si avvicina il «D-day» per la scelta del nuovo presidente di Confindustria che succederà a Emma Marcegaglia. Martedì e mercoledì i «tre saggi» — incaricati di individuare i candidati forti — saranno a Milano per gli ultimi incontri con la base delle associate. Se ormai è quasi certo che sulla «scheda elettorale» ci saranno i nomi di Alberto Bombassei (Brembo) e Giorgio Squinzi (Mapei), la resa dei conti dovrà avvenire entro il 22 marzo, quando i risultati del lavoro dei saggi verranno presentati alla giunta di Confindustria che sceglierà il nome del presidente designato. Da lì, la strada — per il vincitore designato — è prevista in discesa fino all’elezione dell’assemblea il 23 maggio e al passaggio delle consegne con Marcegaglia il 24.
I votanti della giunta, quelli che hanno in mano le chiavi della nuova presidenza, sono 187. E i «sondaggi», indicazioni puramente private e non ufficiali che rimbalzano sul campo della contesa, sono decisamente contrastanti: una maggioranza di 110 voti circa viene data prima a uno, poi all’altro candidato. È insomma una corsa concitata, dove non manca il tradizionale «gioco» delle voci poi non confermate dai fatti. Come ieri, quando è iniziata a circolare un’indiscrezione su un possibile ritiro di Bombassei, proprio mentre lo stesso presidente della Brembo incontrava a Milano 50 imprenditori del Nord Italia, tra cui molti componenti di giunta, per parlare del suo programma.
Il piano di Squinzi prevede una riorganizzazione del sistema di Confindustria, senza però arrivare alla «rifondazione» auspicata da Bombassei. Diversi i nomi degli imprenditori o manager che hanno direttamente o indirettamente appoggiato l’uno o l’altro: da Diana Bracco (gruppo Bracco) e Mauro Moretti (Ferrovie) per Squinzi a Gianfelice Rocca (Techint) per Bombassei, che si è portato a casa anche l’apprezzamento di Sergio Marchionne (con Fiat, però, fuori da Confindustria).
Intanto ieri Bombassei ha colto l’occasione dei conti 2011 di Brembo (fatturato in crescita del 16,7% a 1,255 miliardi, un utile netto salito del 33% a 43 milioni e un dividendo in linea con il 2011), per parlare — in giorni di «campagna elettorale» — di investimenti aziendali. «Quest’anno — ha detto — abbiamo investito 34 milioni di euro in Italia. Spero di poter già dal prossimo anno incrementare sensibilmente l’impegno di Brembo nel nostro Paese. Sarebbe il segnale che l’Italia ha preso la strada giusta», ha concluso. Tornando a Confindustria, il programma di Bombassei punta su una riduzione del numero dei vicepresidenti (forse a otto), con una squadra più contenuta e deleghe più forti, rivedendo nel profondo regole e «governance» di viale dell’Astronomia. Obiettivo: più efficienza.
Per Squinzi, Confindustria «deve cambiare eliminando inutili sovrapposizioni ma lasciando intatti i nostri valori fondanti»: così ha scritto — a febbraio — il numero uno di Mapei nella lettera ai membri della giunta che dovranno votare le preferenze il 22 marzo. Tra meno di venti giorni.
Giovanni Stringa