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 2012  marzo 02 Venerdì calendario

Una crepa anche a Nord La virtuosa Olanda scopre il deficit eccessivo - C’ è del marcio anche in Olanda

Una crepa anche a Nord La virtuosa Olanda scopre il deficit eccessivo - C’ è del marcio anche in Olanda. Mentre l’Europa fatica a chiudere il dossier greco, e negozia con Madrid che chiede qualche margine aggiuntivo per sforare sugli obiettivi di risanamento del 2012, emerge che i conti pubblici Orange hanno perso la buona rotta e l’esecutivo conservatorliberale di Mark Rutte rischia di non arrivare al panettone. Le previsioni ufficiali rivelano che, senza interventi correttivi, il deficit 2013 sarà al 4,5% del pil e non tornerà sotto il 3 prima del 2016. Il governo ha convocato una riunione lunedì per valutare un piano di austerità da almeno 9 miliardi. L’ipotesi dei tagli spaventa la coalizione e il leader antislamico Geert Wildern, che appoggia Rutte da fuori, fa già il Bossi e dice che le possibilità di sopravvivere sono una su due. La crisi economica punta dunque verso Nord e, dice una fonte della Commissione Ue, «dimostra che nessuno può dire di essere in zona di sicurezza». L’Olanda da sempre esigente nel chiedere il rigore agli altri, adesso trema, e con lei Madrid, che la recessione più profonda del previsto ha portato lontano dal percorso virtuoso messo a punto con Bruxelles. La terza incognita della funzione il cui risultato dovrebbe essere la stabilità è la Grecia che, nonostante l’ottimismo a profusione, non riesce ad arrivare al traguardo. Prima del vertice dei leader dell’Unione apertosi ieri a Bruxelles, una riunione dei ministri finanziari dell’Eurozona ha certificato che Atene «ha compiuto progressi sufficienti» nel rispetto degli impegni presi con la troika composta da Ue, Fmi e Bce. Il via libera, però, deve attendere. Si vuole vedere la fine dell’operazione di scalpo delle banche private, lo scambio di titoli vecchi per titoli nuovi che farà sparire 100 miliardi dal portafoglio delle istituzioni finanziarie. Solo a quel punto si chiuderà il dossier e il fondo salva stati potrà sborsare i primi 35 miliardi dei 130 complessivi. Venerdì 9. In teleconferenza. L’accordo sulla Grecia crea le premesse per il lieto fine. I ministri delle Finanze dell’area euro hanno raggiunto un accordo sulla rete di protezione (backstop facility) per la ricapitalizzazione delle banche greche, sono 23 miliardi da tirar fuori qualora la stabilità finanziaria fosse in pericolo. Autorizzato anche l’Efsf a emettere 30 miliardi di titoli come contributo europeo allo scalpo della banche (nello spazio di due anni) e per compensare il conto accresciuto per gli operatori finanziari dall’aumento dei tassi greci (altri 5,5 miliardi). «Tutto deve andare a posto prima che l’Eurozona ci metta la firma», ha spiegato una fonte. Ci vorrà ancora una settimana. La speranza di tutti è chiudere in fretta per pensare ad altro. Alla crescita che non c’è, e ai contagi possibili. La Spagna è uno degli indiziati. Il deficit l’anno scorso è stato dell’8,5%, peggio del 6% previsto in origine. La situazione non è destinata a migliorare, anche per colpa di un pil più negativo e magro dell’auspicato. Il premier Mariano Rajoy chiede all’Unione «qualche decimo in più» per evitare di strozzare il suo paese. Le difficoltà olandesi potrebbero paradossalmente aiutarlo. Il premier Rutte ha annunciato che farà i tagli, «non perché lo chiede l’Europa, ma perché è importante per il paese». Quando è salito al potere aveva promesso di arrivare al pareggio di bilancio quanto prima. «Crediamo che i Paesi Bassi abbiano fatto sentire molto la loro voce quando si trattava di rafforzare le regole di bilancio - ha commentato il portavoce di Olli Rehn, il commissario all’Economia -. E’ normale ritenere che utilizzeranno il medesimo approccio per la loro politica». Si stima che la manovra dovrà essere fra 9 e 16 miliardi. Abbastanza per creare una crisi politica e mettere a rischio il suo rating dorato, la Tripla A che in Europa sta diventando sempre più rara.