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 2012  marzo 03 Sabato calendario

APPUNTI PER GAZZETTA. LA LIBERAZIONE DI ROSSELLA URRU


REPUBBLICA.IT
ROMA - Si tinge di giallo la liberazione di Rossella Urru, la cooperante italiana rapita diversi mesi fa nel sud dell’Algeria 1. La notizia della liberaizone è stata data da Al Jazeera ed è circolata su Twitter. Conferme ufficiali, però, non ce ne sono. La Farnesina dice che sta verificando la notizia. Nessuna conferma dalla famiglia ("Stiamo aspettando" dice il padre") e neanche da parte comitato internazionale per lo sviluppo dei popoli (Cisp), per cui lavora la cooperante. L’Ong, spiega una portavoce, sta verificando l’informazione. Getta acqua sul fuoco anche l’inviata del governo Margherita Boniver: "Se fosse vero lo sapremmo".
Secondo il sito mauritano ’Sahara media’, la cooperante italiana sarebbe stata rilasciata oggi dai terroristi di Al Qaeda nel Maghreb islamico insieme al poliziotto mauritano, Aal Ould al-Mukhtar, rapito nei mesi scorsi in un blitz dei terroristi nel sud della Mauritania. I due sarebbero stati rilasciati in cambio della scarcerazione di un terrorista Tuareg, Abdel Rahman Ould Madou, un "salafita" arrestato per il sequestro dei coniugi italiani, Sergio Cicala e la moglie Philonene Kabouree. Il secondo terrorista che dovrebbe essere scarcerato dalle autorità mauritane, solo dopo l’arrivo a Nouakchott di Rossella Urru, è Mohammed Ould Sidi Mohammed,
I terroristi chiedevano in cambio il rilascio di alcuni loro uomini detenuti nelle carceri mauritane. In particolare di al-Azawadi, fermato nell’est della Mauritania nell’ambito delle indagini sul rapimento di alcuni occidentali avvenuto nel 2010. Il terrorista era stato scarcerato ieri e portato lungo il confine tra Mali e Mauritania per consegnarlo agli uomini di Al Qaeda. Questa scarcerazione ha consentito alla Urru e al poliziotto mauritano di essere liberati ieri sera per poi giungere nella notte a Nouakchott. Ora è attesa nelle prossime ore la scarcerazione di altri due detenuti di al-Qaeda per concludere lo scambio. Non si hanno notizie però dei due spagnoli rapiti il 23 ottobre del 2011 con la Urru nel sud dell’Algeria: Ainhoa Fernandez de Rincon, dell’Associazione amici del popolo saharawi, e Enric Gonyalons, dell’organizzazione spagnola Mundobat.
La trattativa sarebbe stata condotta dal mediatore Mustafa Chami, sul cui capo pendeva da qualche mese un mandato di cattura della magistratura di Nouakchott proprio per i rapporti privilegiati che aveva con le cellule di al-Qaeda del nord del Mali.
Le reazioni. "E’ il caso di dire: ’hip hip URRUUUU’!!!!!!’". E’ il post con il quale Fiorello su Twitter commenta la notizia. Lo showman nei giorni scorsi aveva lanciato un appello sul social network chiedendo la liberazione della Urru.
Ancora tre in ostaggio. Rimangono ancora tre italiani nelle mani dei gruppi armati in diverse parti dell’Africa. Prima della Urru nel sud dell’Algeria era stata rapita Maria Sandra Mariani. La 53enne di Firenze è stata sequestrata il 2 febbraio dello scorso anno mentre partecipava a un viaggio nel Sahara algerino. "Sono nelle mani di Al-Qaeda", ha detto in un messaggio diffuso dalla tv ’al-Arabiya’. Lo scorso 12 maggio è stato rapito in Nigeria, insieme a un collega britannico, l’ingegnere di 47 anni Franco Lamolinara. Un altro italiano di cui si sono perse le tracce è Bruno Pellizzari, rapito dai pirati somali il 10 ottobre 2010 con la compagna sudafricana Deborah Calitz. Lo skipper italiano, sequestrato mentre lavorava su uno yatch a largo della costa della Tanzania, viveva da anni in Sudafrica
(03 marzo 2012)

REPUBBLICA.IT - CRONACA DEL SEQUESTRO (23 OTTOBRE 2011)
ROMA - Tre cooperanti, tra cui l’italiana Rossella Urru, che lavoravano nei campi dei rifugiati saharawi sono stati sequestrati nella notte a Tinduf, in Algeria. I rapitori, probabilmente esponenti del Aqmi, la costola nordafricana di Al Qaeda, sarebbero arrivati dal Mali a bordo di un fuoristrada e con le armi spianate hanno attaccato la foresteria. La conferma del sequestro è arrivata dalla Farnesina, dopo che la notizia era stata anticipata dai media spagnoli.
Gli altri due cooperanti si chiamano Ainhoa Fernandez de Rincon, membro della ’Asociacion de Amigos del Pueblo Saharawi de Extremadura’ e Enric Gonyalons, membro dell’organizzazione spagnola Mundobat.
Rossella Urru è una rappresentante del Comitato Italiano Sviluppo dei Popoli. Il ministero degli Esteri, attraverso l’Unità di Crisi e l’Ambasciata italiana ad Algeri, ha immediatamente attivato tutti i canali utili per promuovere una positiva soluzione della vicenda, e si mantiene in contatto con i familiari e con il Cisp.
Rossella Urru, un’esperta di cooperazione decentrata, operava da più di un anno nei campi rifugiati. Originaria di Samugheo, nell’oristanese, la giovane ha 27 anni. Si è laureata a Ravenna alla facoltà di Conservazione dei Beni Culturali (indirizzo Cooperazione Internazionale) con una tesi sul Saharawi. E poi per alcuni anni ha lavorato come responsabile proprio del progetto di cooperazione "Saharawi" avviato dal Comune romagnolo per la tutela delle donne nei campi profughi.
Il padre, comandante dei Vigili Urbani di Samugheo, e la madre in casa aspettano notizie. L’unico a parlare con i giornalisti è lo zio materno, Mario Sulis. L’uomo racconta che Rossella, da alcuni in anni in Africa, era rientrata a Samugheo un mese fa per partecipare al matrimonio di un parente. "Non sappiamo chi sono questi sequestratori, non avevamo nessun sentore, né si erano avvertite tensioni", ha riferito il direttore del Cisp, Paolo Dieci. "Personalmente tendo a pensare che il sequestro abbia a che vedere con la tensione nella regione, piuttosto che a dinamiche all’interno del campo. Anzi - ha concluso - tendo ad escluderlo".
Nel sud dell’Algeria e in Mali e Mauritania è attiva ’Al Qaeda nel Maghreb islamico’ ma finora non aveva mai compiuto azioni contro i campi controllati dal Fronte Polisario, gruppo sahrawi che si batte per l’indipendenza del Sahara occidentale dal Marocco. Secondo fonti della sicurezza della Mauritania, l’italiana e i due spagnoli sarebbero stati rapiti proprio dall’Aqmi, l’Al Qaeda del Mali.
"Sono stati presi da elementi di Aqmi obbedienti all’autorità di Moktar Belewar", il capo algerino di un’ala del movimento, ha confermato anche l’ambasciatore dell’autoproclamata Repubblica Araba Sahrawi Democratica (Rasd) e rappresentante degli indipendentisti del Fronte Polisario ad Algeri Brahim Ghal. Sempre secondo fonti del Rasd, nel blitz compiuto dai sequestratori sarebbero rimasti feriti lo spagnolo Enric Gonyalons ed il guardiano del campo.
(23 ottobre 2011)

APPELLO DI FIORELLO SU TWITTER: IN TELEVISIONE NON È CHE SE NE PARLI MOLTISSIMO... APPELLO AI TELEGIORNALI DELLA MEDIASET, DELLA RAI, DI SKY, LA SETTE, CHICCO MENTANA, METTETECI OGGI ROSSELLA URRU LIBERA CORO

APPELLO DI GEPPI CUCCIARI A SANREMO. E CHE FINE FARA ROSSELLA URRU. SO COSA VI STATE CHIEDENDO CHI È ROSSELLA URRU. NON SE NE PARLA TANTO SUI GIORNALI. ROSSELLA URRU È UNA VOLONTARIA ITALIANA, GENTE CHE CI RENDE ORGOGLIOSI DI ESSERE NATI QUI, LAVORA PER AIUTARE DONNE E BAMNBINI NEL SAHARAWI DA 117 GIORNI QUESTA RAGAZZA È PRIGIONIERA. 117 GIORNI (APPARE IMMAGINE CON CAMICIA VERDE E SCIARPA GIALLA MENTRE TIENE IN BRACCIO UN BAMBINO). L’HANNO RAPITA NEL DESERTO ASSIEME A DUE COOPERANTI SPAGNOLI. IO SPERO CHE IL SUO FUTURO SIA QUI, A CASA SUA LIBERA E PRESTO E CHE INTANTO SE NE PARLI. CHE SIANO ANCHE QUESTE IN ITALIA LE DONNE CHE FANNO NOTIZIA.

INSERTO DELLA NUOVA SARDEGNA
Rossella è nata 30 anni fa a Samugheo (Oristano). Studiosa del mondo arabo, da due anni lavora nel campo profughi Saharawi, nel sud dell’Algeria per conto del Cisp, il comitato internazionale per lo sviluppo di popoli. Coordina un progetto finanziato dall’Unione Europea. Il 23 ottobre è stata rapita da un gruppo di persone, arrivato con delle jeep dal confine con il Mali, forse della branca Saharawi di Al-Qaeda del Maghreb (Rossella fotografata su uno sfondo di cassoni o comunque contenitori metallici colorati in varie tonalità di rosso)
CRONACA DEL SEQUESTRO: ROMA. Una cooperante sarda, Rossella Urru, e due volontari spagnoli sono stati rapiti la scorsa notte nel sud dell’Algeria in un campo di profughi saharawi. Uno degli ostaggi spagnoli sarebbe stato ferito durante l’incursione. Nessuna rivendicazione del sequestro è al momento arrivata. Tuttavia il Fronte Polisario, il movimento che si batte per l’indipendenza del Sahara occidentale (annesso dal 1975 al Marocco) e che gestisce la tendopoli dove lavoravano i cooperanti, ha immediatamente parlato di "grave azione terroristica" e puntato il dito contro l’Aqmi, il braccio armato di Al Qaida nel Maghreb, così come hanno fatto fonti mauritane. Questo cartello del terrore, in cui sono confluiti salafiti e sanguinari islamisti della guerra civile algerina, da tempo si è specializzato nel sequestro di occidentali nel deserto del Sahel. Nelle mani dell’Aqmi si troverebbe da sette mesi anche Maria Sandra Mariani, una turista fiorentina rapita nel febbraio scorso.
La Farnesina, attraverso l’unità di Crisi e l’ambasciata italiana ad Algeri, ha immediatamente attivato tutti i canali necessari, chiedendo il silenzio stampa, ed è in stretto contatto con i familiari della donna e con il Cisp, il Comitato Italiano Sviluppo dei Popoli, l’organizzazione di cui Rossella Urru era rappresentante tra i rifugiati saharawi.
Ventisette anni, originaria di Samughego, in provincia di Oristano, appassionata d’Africa e studiosa del mondo arabo, era l’unica italiana presente nel campo profughi, dove lavorava da due anni. Assieme a lei sono stati rapiti la cooperante spag
nola Ainhoa Fernandez de Rincon dell’"Associazione amici del popolo Saharawi" e Enric Gonyalons dell’organizzazione spagnola Mundobat. Gli uomini armati sono arrivati poco dopo la mezzanotte nel campo di Rabuni, nella provincia di Tinduf: provenivano - secondo quanto ha potuto ricostruire il Polisario - dal Mali. Durante il sequestro, oltre al cooperante spagnolo, avrebbero ferito anche il guardiano del campo.
"Sono stato avvisato intorno alle due di notte - ha detto Paolo Dieci, il direttore del Cisp -, siamo in contatto con la Farnesina e l’ambasciata ad Algeri ma al momento non abbiamo altri particolari. Personalmente tendo a pensare che il sequestro abbia a che vedere con la tensione nella regione, piuttosto che a dinamiche all’interno del campo, che ospita 150 mila rifugiati. Anzi - ha concluso - tendo ad escluderlo".
Per il Fronte Polisario e i rappresentanti dell’autoproclamata Repubblica saharawi a compiere concretamente il sequestro è stata l’ala algerina dell’Aqmi, guidata dal super-ricercato Moktar Belewar. Finora gli integralisti islamisti non avevano mai compiuto azioni del genere nei campi di profughi del Sahara occidentale.
"Al Qaida nel Maghreb islamico", sigla comparsa per la prima volta nel 2006, opera sopratutto nel Sahel, una striscia desertica poverissima abbandonata dai governi centrali e che taglia i diversi paesi dell’area. E’ in questa terra di nessuno che i sequestratori sono scomparsi con i loro ostaggi. Forse riprendendo la strada da cui erano arrivati, ovvero quella del Mali.
Il padre, comandante dei Vigili Urbani di Samugheo, e la madre in casa aspettano notizie. L’unico a parlare con i giornalisti è lo zio materno, Mario Sulis. L’uomo racconta che Rossella, da alcuni in anni in Africa, era rientrata a Samugheo un mese fa per partecipare al matrimonio di un parente. Un fratello di Rossella, che lavora a Bruxelles, sta rientrando per stare vicino ai genitori.

LA NUOVA SARDEGNA.IT DEL 2 MARZO 2012
ROBERTO PETRETTO

SAMUGHEO. Tutte le incognite legate a una missione delicatissima ma affidata a un viaggio di linea si sono materializzate già al primo giorno. È saltato il previsto incontro tra l’inviato speciale del Governo italiano, Margherita Boniver, e il presidente della Mauritania Mohamed Ild Abdel Aziz. La Boniver avrebbe dovuto parlare delle vicende di tre italiani rapiti nell’Africa nordoccidentale: Rossella Urru, Franco Lamolinara, Sandra Mariani.
«Margherita Boniver dovrebbe incontrare il ministro degli Esteri del paese africano e quindi ripartire per Roma», ha detto il deputato sardo Mauro Pili che ha presentato un’interpellanza al ministro degli Esteri per chiedere che i tentativi diplomatici della missione vengano agevolati dal Governo anche attraverso l’autorizzazione all’uso di voli di Stato. Cosa che sinora è stata negata, pare per questioni di costi.
E proprio la necessità di ricorrere a un volo di linea ha messo la Boniver e i suoi collaboratori di fronte a un contrattempo che ha fatto saltare l’incontro con il presidente della Mauritania.
Ieri l’aereo su cui viaggiava l’ex sottosegretario aveva ritardato perchè un immigrato della Guinea Conakry, imbarcato sul volo per essere espulso dal paese, ha cominciato a piangere, a implorare, a gridare e dimenarsi. L’uomo diceva di lasciare a Parigi i figli e la moglie incinta.
A bordo si è scatenato il caos: molti passeggeri hanno protestato per il trattamento riservato all’immigrato. È intervenuta la polizia francesce in tenuta antisommossa e il clima si è fatto an
cora più pesante. Il comandante ha quindi deciso che, per la sicurezza del volo, l’immigrato sarebbe dovuto scendere a terra. Così è stato. L’aereo è poi decollato, ma con un ritardo di quasi tre ore. Tanto da far saltare l’incontro il presidente Abdel Aziz, che in serata ha anche lasciato il paese per un impegno istituzionale. La missione diplomatica, dunque, parte male.
Ma in Italia non si ferma la mobilitazione per tenere alta l’attenzione dlel’opinione pubblica sulla vicenda di Rossella Urru e su quelle degli altri italiani ancora prigionieri.
Questo pomeriggio a Roma, alle 16, alla presenza del sindaco Gianni Alemanno, per iniziativa di Gemma Azuni, presidente Gruppo Misto (Sel) sarà esposto sulla piazza del Campidoglio un drappo con la fotografia di Rossella Urru e la scritta "Roma Capitale per Rossella Urru libera". Alla cerimonia parteciperanno anche il padre di Rossella Urru, il sindaco di Samugheo e il direttore del Comitato internazionale per lo sviluppo fra i popoli.

LA NUOVA SARDEGNA.IT DEL 2 MARZO 2012
LODINE. L’Unione dei comuni Barbagia aderisce alla campagna di sensibilizzazione per la liberazione di Rossella Urru e dei suoi colleghi spagnoli Enric Gonyalons e Ainhoa Fernandez. Lo hanno deciso gli otto sindaci che fanno parte dell’associazione nell’assemblea che si è tenuta il 27 febbraio. La decisone è di esporre sulla facciata dei municipi (Lodine, sede dell’Unione e dei paesi di Gavoi, Ollolai, Olzai, Oniferi, Ovodda, Sarule e Tiana) uno striscione con l’immagine di Rossella e la scritta «Liberate Rossella Urru». Sono passati ormai più di quattro mesi e nonostante la Farnesina si sia attivata per la liberazione dei tre giovani la situazione si è rilevata difficile in un contesto politico problematico. Inoltre da settimane non si hanno più notizie di Rossella e per interrompere il lungo silenzio sono da qualche giorno intervenuti i social networks e bloggers che hanno aperto una vera e propria campagna nazionale di informazione e sensibilizzazione sul sequestro di Rossella. (g.m.s.)

CORRIERE.IT (ore 18.36)
MILANO - Secondo la tv araba Al Jazeera, Rossella Urru è libera. Rapita in Algeria a ottobre sarebbe stata scambiata con un terrorista tuareg. Il rilascio sarebbe avvenuto 24 ore fa in Mali, ma la Farnesina è cauta. Ancora non ha ufficializzato la notizia. Quindi anche la famiglia spiega di «attendere conferme ufficiali». La 27enne cooperante sarda era stata rapita da un organizzazione ritenuta vicina ad Al Qaeda in Algeria il 23 ottobre scorso. Il padre della ragazza, rintracciato dai carabinieri, e anche altri parenti buttano acqua sul fuoco.
Il papà Graziano: nessuna conferma
LIBERATA ASSIEME A POLIZIOTTO - Secondo un sito mauritano «Sahara media», la cooperante italiana sarebbe stata liberata insieme al poliziotto Aal Ould al-Mukhtar, rapito nei mesi scorsi in un blitz di terroristi nel sud della Mauritania. I due ostaggi sarebbero stati rilasciati al termine di una trattativa per la scarcerazione di un terrorista tuareg. E dovrebbero arrivare oggi stesso in aereo a Bamako, la capitale del Mali. Queste notizie non sono comunque per il momento confermate dalla Farnesina.
L’appello di Geppi Cucciari
GLI APPELLI PER LA LIBERAZIONE - Hanno dunque dato i frutti sperati le tante iniziative per la sua liberazione. A non far calare il silenzio sulla vicenda ci aveva pensato Geppi Cucciari, nella serata finale di Sanremo. Anche lo showman Fiorello è sceso in campo su Twitter. «Contagiate i vostri amici – ha scritto Fiorello – vai con la foto di Rossella Urru. Bisogna fare sul serio».
L’appello di Fiorello ESULTA LA RETE - La notizia della liberazione di Rossella Urru è stata accolta con gioia su Facebook. Appena è stato diffuso l’annuncio della sua liberazione, la notizia è stata pubblicata sui gruppi nati dopo il suo rapimento. Sono bastati pochi istanti e la bacheca del gruppo «Liberate Rossella Urru» è stata invasa da messaggi di entusiasmo per la notizia della liberazione: si va da commenti tipo «oggi è una giornata meravigliosa» a «oggi è un grande giorno per tutti». Singolare il commento di Fiorello sempre su Twitter: «È il caso di dire hip hip urruuuuuù!».
CHI E’ ROSSELLA? - La Urru lavora da anni a sud-ovest di Tindouf, in Algeria, come coordinatrice di alcuni progetti nei campi dei rifugiati saharawi. Laureata in Cooperazione Internazionale nel polo ravennate dell’Università di Bologna con una tesi sul popolo saharawi, Rossella ha un passato di cooperante anche nel Servizio di Cooperazione Decentrata del Comune di Ravenna, città, fanno notare quanti l’hanno conoscono, dove «si è spesa moltissimo per organizzare iniziative pubbliche e di sensibilizzazione sui temi della cooperazione internazionale e dei diritti umani, in collaborazione con diverse associazioni regionali e ravennati».
Redazione Online3 marzo 2012 | 16:12