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 2012  marzo 02 Venerdì calendario

PADRI SEPARATI “LA POLITICA CI PORTI FUORI DAL MEDIOEVO”

Trentatré anni dopo Kramer contro Kramer, i papá italiani lottano ancora per lo stesso obiettivo di Dustin Hoffman: poter vedere il figlio un giorno a settimana se va bene”. Tiberio Timperi ha appena pubblicato un libro (Nei tuoi occhi di bambino, Longanesi) che racconta la storia appassionante di un padre separato, alle prese con una madre che combatte la sua guerra con l’ex marito per negargli il diritto ad essere genitore. Spiega: “É un romanzo. É una storia di fantasia, ma allo stesso tempo é una piccola collezione di fatti diversi, ma tutti rigorosamente veri. Non é la mia storia, sebbene anche io sia un padre separato che ha dovuto combattere per il suo diritto alla paternità. Ma è la storia di tanti padri italiani, perché questo, purtroppo, ormai é diventato un problema civile. Un problema drammatico su cui la politica deve intervenire al più presto, per farci uscire dal Medioevo”. Se non lo si conosce puó stupire sentirlo parlare di questo problema. Perché cita dati, casi, aneddoti , paradossi giuridici, bachi legislativi con piglio fluviale e dovizia di dettagli impressionante. Molti lo conoscono solo come volto della televisione, presentatore di programmi spensierati o familiari. Invece, in questi anni, Tiberio si é impegnato a fondo, prima privatamente sul problema della genitorialitá, poi anche giornalisticamente, conducendo un programma su Radiorai. Adesso quasi ruggisce.
Cambierà qualcosa?
Lo spero. Dei padri separati se ne é accorto il cinema, e per me il film di Verdone è un regalo; se ne sono accorte le fiction, e ringrazio Beppe Fiorello. L’unico soggetto che non interviene è la politica.
Il tuo libro é pieno di passione, ma anche di rabbia, o sbaglio?
No, rabbia no. Di sicuro racconto un dolore, comune a tanti padri, che una volta separati, vengono trasformati in nemici e allontanati forzatamente dai loro figli.
Sei diventato, tuo malgrado, un testimonial...
Ho sofferto molto, anche sul piano personale. Ora uso la mia popolarità e per costruire, o almeno provarci, un destino diverso per gli altri.
Lo definisci un problema sociale...
Lo è: ci sono 4 milioni di padri separati in Italia. Uno su due ha problemi
Eppure c’è una legge sull’affido condiviso.
Se dico che è largamente inapplicata, ci credi? Ho raccolto centinaia di storie, di testimonianze... Ma tu lo sai che La legge non parla di ‘genitore prevalente’, ma questa categoria é stata creata di fatto?
Da chi?
Dalle sentenze: nove volte su dieci il minorenne è ‘collocato’, invenzione linguistica, presso la madre. Ho addirittura trovato un modulo del Tribunale di Brescia con prestampata la dicitura ‘genitore collocatario’.
Cosa comporta questo?
Vedi, la legge, del tutti inapplicata, parla di diritto ‘a un rapporto equilibrato e continuativo con il figlio’. Sai che succede nella realtà, di solito?
Che al padre spettano un mercoledì e i fine settimana alterni.
Sai di che media parliamo?
Dimmelo...
Nelle famiglie separate italiane, i figli spettano mediamente per 23 giorni alla madre, e solo per 8 ai padri. Come vedi lo spirito della legge e la condivisione teorizzata dai legislatori è stata distrutta nei fatti.
Perché?
Perché la macchina della giustizia non funziona, per esempio. E perché i pregiudizi influenzano molti giudici.
Citami un caso
Il mio: a Roma sono stato giudicato quasi esclusivamente da giudici donna.
E conta?
Posso dirti questo: ti senti colpevole quasi ontologicamente, solo perché sei uomo.
É uno stereotipo sociale...
Fateci caso: la madre è considerata buona comunque. Il padre, al contrario, deve dimostrare di essere un buon genitore. Come il Leonardo del mio romanzo.
Racconti episodi incredibili. Come quello del padre segnalato agli assistenti sociali perché ha portato un omogeneizzato al figlio...
E viene preso di mira perché gli si imputa di non conoscere le allergie del figlio.
Sembra fantascienza.
Potrei citarti il caso di un padre messo all’indice per aver fatto il bidè al figlio.
Possibile?
Segnalazione all’assistente sociale. Interrogatorio del bambino. Domanda: tuo papa ti tocca? Sanzione: obbligo di incontri protetti.
Sono casi limite?
Si, ma non rari. Ci sono padri allibiti per la cattiveria a cui possono arrivare le madri.
Fammi un altro esempio di cose che non vanno.
La follia dell’assegno di mantenimento, collegato a due parametri ingannatori.
Quali?
Quello di mantenere il tenore di vita della famiglia appena divisa, e quello di essere commisurato al reddito del padre.
Cosa produce, questo?
Due orrori. Il primo: il tenore di vita si abbatte con la separazione . Quindi un padre medio diventa povero per garantire condizioni di benessere a moglie e figlio.
E se é ricco?
Conosco figli a cui sono stati garantiti mantenimenti da 2.500 euro. E che possono rinunciare a qualsiasi stipendio non mantenga quel livello di reddito. Una follia.
Che soluzioni ci sono?
Divorzio breve, subito. O meglio: divorzio e basta, senza separazione. Sai quanto ci costa, questa macchina di dolore?
In soldi?
Anche: 440 milioni per i processi. Un miliardo di spese legali per gli psicologi, cinque per gli avvocati. Basta?
Che altro si deve fare?
Uscire al tunnel dell’orrore dei mantenimenti. Ristabilire la parità fra madri e padri. Istituire sanzioni per chi non rispetta i patti.
Cioè?
Come una patente a punti per uscire dai provvedimemti di urgenza non rispettati quando un genitore tiene il bambino per se e lo nega all’altro.