Maurizio Tropeano, La Stampa 3/3/2012, 3 marzo 2012
Francia batte Italia tre a zero. Si spiega anche così la determinazione del governo Monti ad andare avanti con la Torino-Lione
Francia batte Italia tre a zero. Si spiega anche così la determinazione del governo Monti ad andare avanti con la Torino-Lione. Non è un caso che nei giorni scorsi il ministro delle Infrastrutture di Parigi, Thierry Mariani, al terzo giorno di blocchi, abbia affermato: «Fa bene Roma a non piegarsi davanti a una minoranza». Già perché è dal 1991 che si parla di questo collegamento. Una storia lunga 21 anni Nell’ottobre a Viterbo i due governi danno il via libera al primo studio di fattibilità. Due mesi dopo nasce il primo comitato No Tav, si chiamava Habitat, una sessantina di persone tra tecnici, medici, professionisti, operai, docenti del Politecnico, sindaci e amministratori della Valle. Da allora quel movimento si è moltiplicato. Una storia lunga 21 anni che per quanto riguarda il governo si è chiusa ieri con la presa di posizione di Monti. Chi ha partecipato alla riunione racconta di un sì legato allo stato di realizzazione del progetto e ai trattati internazionali, vincoli tali che non possono permettere di tornare indietro e riprendere da capo il percorso perché in questo modo si creerebbe un precedente pericoloso che permetterebbe ad ogni piccola parte del Paese di paralizzare l’Italia. I valsusini, però, non hanno intenzione di farsi da parte, anzi. I lavori a Chiomonte Torniamo al tre a zero. In Francia sono stati ultimati da tempo gli scavi delle tre discenderie che fanno parte della fase preliminare della Torino-Lione. E non è un caso che proprio dalla Maurienne dovrebbero partire nel 2013 i lavori per il tunnel di base. L’avvio delle recinzioni alla Maddalena di Chiomonte permette all’Italia di completare la prima fase in vista dello scavo del tunnel di base. La battaglia in corso dalla fine di giugno dell’anno scorso riguarda dunque una galleria lunga 7,4 chilometri che dovrebbe essere completata in cinque anni con un costo di 143 milioni. Il progetto low cost Italia e Francia con la benedizione dell’Unione Europea hanno approvato la versione «low cost» del progetto che prevede la realizzazione della linea per fasi successive. La prima riguarda la tratta comune: in tutto 63 chilometri (57 in galleria e solo 12,5 chilometri lato Italia) comprese le stazioni internazionali di Susa e Saint Jean de Maurienne. Costo complessivo 8,5 miliardi. L’Unione Europea potrebbe finanziare fino al 40% del costo. In questo caso l’Italia tirerà fuori 2,7 miliardi. I comuni interessati dai lavori di questa prima fase in territorio italiano sono due: Chiomonte e Susa. Due amministrazioni governate dal centrodestra e sostanzialmente favorevoli all’opera. Le Archistar L’Osservatorio della Torino-Lione ha lavorato per rendere la Torino-Lione elemento di trasformazione della Valsusa. Si spiega così la decisione di Ltf di fare una gara internazionale per la progettazione della stazione di Susa. Sono stati selezionati cinque gruppi su 49 tra di loro Norman Foster (che ha firmato il progetto per la stazione internazionale di Firenze) e gli architetti Gerkan Marg und Partener (stazione di Berlino). L’università Danubio a Krems e i ponti e le passerelle pedonali dei Tre Paesi a Weil sul Reno o la passerella Simone de Beauvoir sulla Senna a Parigi nascono dalle idee di Dietmar Feichtinger Architectesc collegato con le ferrovie belghe. Il giapponese Kengo Kuma è il progettista del V&A Museum sul lungomare di Dundee e ha realizzato il conservatorio di musica di Aix-en-Provence. Lo studio Mirabelles/Tagliabue ha vinto il concorso per il padiglione spagnolo all’Expo 2010 di Shanghai. La durata dei cantieri I lavori del tunnel di base dovrebbero partire nel 2013 e concludersi dopo 10 anni. La nuova linea sarà operativa a partire dal 2023. In questo arco di tempo non sono previsti cantieri e lavori in Bassa Valle dove si concentra la protesta. La seconda fase del progetto (scavo del tunnel dell’Orsiera in Italia e di due gallerie in territorio francese) sarà concordata tra i due governi.