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 2012  febbraio 29 Mercoledì calendario

periscopio – Se Berlusconi in uno dei suoi mille processi fosse stato punito con tutti i crismi, non sarebbe così esecrato, verrebbe perfino compatito e perdonato

periscopio – Se Berlusconi in uno dei suoi mille processi fosse stato punito con tutti i crismi, non sarebbe così esecrato, verrebbe perfino compatito e perdonato. Ma la sua ostinazione a non offrire il collo al boia è davvero disdicevole. Umberto Silva, psicanalista. Il Foglio. Sono le parrocchie politiche italiane a lavorare contro se stesse. Stiamo assistendo a un fenomeno non ancora studiato dai politologi. È quello dei partiti che, giorno dopo giorno, allestiscono da soli il golpe che li distruggerà. Giampaolo Pansa. Libero. Camusso a parte, destra e sinistra sono uguali. La differenza tra Pd e Pdl la fanno le coalizioni: la Lega da una parte e Vendola dall’altra. Potrei iscrivermi anche io al Pd. Se c’è Renzi, potrei starci anch’io, perché no? Vittorio Feltri. Il Fatto. L’arte può influenzare la gente nel pensare il mondo, ma non può influenzare la politica. Emilia Kabakov, pittrice americana di origini russe. Corsera. Finché il costo delle tangenti poteva essere caricato sul prezzo degli appalti, e le amministrazioni pagavano, gli imprenditori erano ben contenti di corrompere i partiti. Altro che vittime. Poi, quando hanno cominciato a non vedere più saldati i lavori per cui prima avevano pagato le tangenti, allora si sono arrabbiati e sono venuti da noi. Tutto qui. Piercamillo Davigo, ex componente del Pool Mani pulite. Corsera. Alla televisione dicono tutti i giorni: «Ci sono 3 milioni di persone che vogliono del lavoro». Non è vero: a loro basterebbero dei soldi. Coluche: «Pensées et anecdotes» (Le Cherche Midi). Novant’anni è un’età meravigliosa: puoi dire ciò che vuoi e stancarti all’improvviso, allontanando i rompicoglioni. Mario Monicelli. Il Fatto. È irrazionale voler sempre essere razionali. Sergio Ricossa. «Straborghese», IBLlibri. Il poeta più tormentato era Celan; il più grasso, Neruda; quello con la verga più possente,Frank O’Hara; quello che non ti porteresti mai a casa, Allen Ginsberg; quello che vorresti avere come professore di letteratura, ma per breve tempo, Ezra Pound; le più vitali, Violeta Parra e Alfonsina Storni (anche se tutte e due si sono suicidate). Roberto Bolaño: «I dispiaceri del vero poliziotto». Adelphi. Il Duomo di Milano gocciola verso l’alto. Marcello Marchesi. Corsera. Questo rovescio di Lendl è potentissimo: sembra una bomba al nepal. Giampiero Galeazzi. Benoit guadagna molti soldi, è promettente e dotato: le donne, per lui, sono della mercanzia, delle impiegate del settore terziario del godimento. Gli altri, per lui, non sono che uno sfondo; l’amore e l’amicizia sono della creta da modellare. Egli non beve per dimenticare. La sua generazione è senza memoria; la pubblicità non ha né passato, né avvenire, ma solo il presente; di presente in quantità industriale; di spaventosi depositi di presente che non riesce a smaltire. Yann Moix. Le Figaro. Nel luglio 2005, quando Londra vinse la sfida con Parigi per l’organizzazione dei Giochi olimpici del 2012, il sottoscritto, parigino di vecchio stampo, innamorato della sua città, fu pazzo di gioia e bevve champagne. L’incubo dei lavori, degli ingorghi, delle impalcature, del rumore, dei torpedoni di turisti deficienti con pantaloncini corti si diradava. Che sollievo. Gabriel Matzneff. Web. Da giovane, con i ragazzi che vivevano nelle frazioni più legate al mondo contadino, parlavo il laghè, il dialetto locale. Le maestre ci rimproveravano. Ora invece mi chiamano nelle scuole perché hanno il terrore che si perda questo sapere. Davide Van De Sfross, cantante. Sette. Il mio prossimo film è ambientato in un faro abbandonato: un gruppo di persone ci si ritrova per ristrutturarlo. E, già che c’è, ristruttura anche la sua vita. Rocco Papaleo, attore. Io Donna.