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 2012  febbraio 29 Mercoledì calendario

LA LEGA UNIVERSITARIA DELLE LAUREE TAROCCHE

Chi va con lo zoppo, dice l’adagio, impara a zoppicare. Non può dunque stupire la storia delle lauree-fantasma del tesoriere leghista Francesco Belsito nella scia di un diploma taroccato preso a Frattamaggiore, Napoli, nella scuola «Pianma Fejevi» chiusa dopo un’inchiesta (restò coinvolto anche l’ex calciatore Franco Causio) sulla vendita di centinaia di attestati di maturità falsi.
Prima dell’«uomo dei soldi in Tanzania», infatti, la storia del Carroccio era già stata segnata da «dottori», diciamo così, curiosi. Sia chiaro, vale anche per altri. Basti ricordare la «laurea ad honorem» che il pd «Mirello» Crisafulli scrisse sulla Navicella parlamentare d’avere ottenuto alla «Constantinian University» di Vattelapesca o quella del senatore Mauro Cutrufo, che si vanta di avere una «laurea honoris causa in Scienze Politiche presso la University of Berkley», sottomarca farlocca (non c’è solo una «e» di differenza) della vera Berkeley. Per non dire dell’ex ministro Mario Baccini, che dice d’essere «professore emerito di Relazioni internazionali all’Università Cattolica dell’Honduras Nostra Signora Regina della Pace».
Nessun partito quanto la Lega, però, negli ultimi anni, ha fatto registrare tante carriere universitarie «eccentriche». Come quella di Claudio Regis, l’ex-senatore detto «Valvola» per i trascorsi di elettricista, piazzato dal Carroccio ai vertici dell’Enea: diceva di essere ingegnere elettronico e si firmava «Ing. Regis» e si vantava di avere studiato alla École Polytechnique di Friburgo. Si mise nei guai dando del somaro al premio Nobel Carlo Rubbia fino ad essere smascherato e infine condannato a un anno e nove mesi per «sostituzione di persona e truffa». Non meno divertente è la vicenda della leghista bresciana Monica Rizzi, che era assessore regionale lombarda ai Giovani e allo Sport e tale è rimasta, incredibile ma vero, anche dopo l’apertura di un’inchiesta giudiziaria per «abuso di titolo» dato che la signora, protagonista di una fuga indimenticabile davanti alle telecamere delle Iene, non aveva affatto la laurea in psicoterapia infantile che avrebbe esibito nel suo curriculum al Pirellone.
E come dimenticare la carriera scolastica di Renzo «Trota» Bossi, bocciato e ribocciato e ribocciato ancora all’esame di maturità? In un’indimenticabile intervista a Vanity Fair nella quale se la tirava un po’ da intellettuale dicendo di vedere la storia come «una sinusoide, una curva che si ripete», rivelò: «Sono iscritto all’università, a Economia. Non dico dove, ma non in Italia, perché non voglio trovarmi i giornalisti in aula quando faccio gli esami». Resta un mistero: dov’è ’sta misteriosa università? E la maturità dove l’ha presa se al ministero non risulterebbe?
In ogni caso, stia tranquillo: i suoi elettori son di bocca buona. Anche il papà, che non ha fatto una piega per il diploma taroccato di Belsito, è riuscito a diventare ministro dopo essere stato immortalato in un’intervista a Sette di sua sorella Angela: «L’Umberto! Le ha mangiate le mie bistecche! Oh! Stiamo parlando di uno che ha organizzato tre feste di laurea senza essersi mai laureato!».
Gian Antonio Stella